Chi se ne frega delle intercettazioni di Napolitano?

30/08/2012

Chi se ne frega delle intercettazioni di Napolitano?

Bom! Oggi Panorama ha dedicato un lungo articolo (nonché un altrettanto lungo editoriale) alla questione delle intercettazioni del capo dello Stato, ascoltato mentre – pare – esprimeva la sua opinione sui protagonisti della vita politica del paese.

Ha fatto abbastanza piacere vedere come il nostro presidente ora sia amatissimo, dalle parti del gotha berlusconiano, avendo ahilui condiviso lo stesso misero destino dell’ex premier, cioé quello di chi deve vergognarsi di qualcosa.Eh già. Perché diciamoci la verità, se non avesse detto niente di che, non starebbe facendo anche lui una battaglia contro la magistratura per evitare di essere colto con la cornetta nel sacco. Sorvoliamo sulla tristezza di tale fatto, e andiamo al punto. Ma scusate, siamo forse scemi?

Non sappiamo leggere? Non sappiamo capire? Cosa c’è da tenere segreto, le considerazioni di un signore su alcuni altri? Quali segreti di esagerata portata devono rimanere nascosti? Quale sarebbe la ricaduta sociale del sapere che Napolitano mal vede Di Pietro e Berlusconi? Non è mica l’unico oltretutto.

Avete rotto. Lo diciamo con il cuore: sarebbe meglio leggerle, le intercettazioni, che almeno sono vere, piuttosto che sorbirsi ricostruzioni ridicole di giornalacci indegni, che mirano a dividere l’elettorato nella speranza che ricaschi nel giochino indegno degli ultimi venti anni di politica: tifare invece di pensare.

E vi dirò di più: a noi non ce ne frega niente di quello che Napolitano ha detto a Mancino. A noi ci frega che la smettiate di farci interessare a queste pochezze e inziate a fare le persone serie. Sarebbe anche ora.

 

8 Commenti

  1. marcellomar scrive:

    ma io non lo liquiderei così con un chi se ne frega, con un volemose bene. Ciò non è giusto nei confronti di quelli dove si sono scatenate crociate avvelenatissime immettendo fango nei potentissimi ventilatori. Perchè se non si da un taglio critico nei confronti di chicchessia si continuerà a fare delle illazione mentre le ombre rimarranno sempre persistenti sempre di più . Cosa è successo di preciso? Ci sono state intercettazioni? Sentiamole, ma come per alcuni vengono reiterate a getto continuo e ovunque? Vogliamo sapere cosa ha detto Giorgio e un commento qualificato che faccia diradare totalmente le nebbie.

  2. TGT scrive:

    Dopo che le avrò lette potro dire “chi se ne frega”, prima no. Non mi fido di Panorama e non so se in quelle telefonate c’è altro. Se voi ve ne fregate fatti vostri io lo voglio sapere.

  3. bastardon de bastardoni scrive:

    Panorama ha pubblicato “ipotesi” di telefonate; Panorama è del corrotto; una domanda mi sorge spontanea: Il corrotto è disposto a dare il colpo di grazia all’Italia pur di salvare se stesso? Se cosi fosse a mali estremi, estremi rim…pùmm, pùmmm, ratàtatàtatà prima che sia davvero troppo tardi, ai fasti del mausoleo funerario. Condoglianze Veronica.

  4. il moralizzatore scrive:

    Eh no cara, se e sottolineo se sotto il coperchio c’è il verminaio è doveroso che tutto venga alla luce.
    Non m’interessano i cazzi privati del presidente, ma gli atti compiuti nell’esercizio delle sue funzioni sì, molto.
    Come disse qualcuno molto autorevole molto tempo fa: oportet ut scandala eveniant.

    • Giannino scrive:

      Aggiungo che le vicende legate a un ipotetico accordo Stato – mafia sono certamente più come dire… pubbliche? delle vicende sessuali di Berlusconi o no?
      Io sono contrario a prescindere alla diffusione pubblica delle intercettazioni e penso che un capo di stato dovrebbe godere nell’ interesse della nazione di una specie di scudo protettivo. dovrebbe appunto. esattamente come un presidente del consiglio. Era ovvio che si arrivasse a questo punto.

      • K scrive:

        Il capo dello Stato gode già di un attentamente ponderato scudo protettivo. Non può essere indagato per reati compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Tanto è vero che Cossiga non venne mai incriminato per diffamazione, nonostante l’arteriosclerosi lo avesse colto negli ultimi anni del suo mandato, portandolo ad insultare tutto e tutti un giorno sì e l’altro pure. Il fatto che la costituzione non preveda tutele ulteriori è indice della volontà dei costituenti di non creare una figura istituzionale che potesse essere “al di là del bene e del male”.
        Sul presidente del consiglio poi, secondo me deliri. Il presidente del consiglio non ha, potenzialmente, e, nel caso di Monti, fattivamente, nessun investimento popolare, così come i ministri, di cui è istituzionalmente primus inter pares. Una tutela del presidente del consiglio (non eletto dal popolo in quanto tale) superiore alle tutele dei parlamentari (eletti dal popolo) sarebbe un obbrobrio istituzionale. Non a caso tutti i tentativi del Banana di far passare questo principio abominevole (lodi Schifani ed Alfano) sono puntualmente naufragati sugli scogli della corte costituzionale.

  5. Hyksos scrive:

    Secondo la magistratura, in quelle intercettazioni non c’è nulla che abbia rilevanza penale. Fine della storia. Il popolo sovrano non ha diritto a sapere proprio un cazzo di niente delle conversazioni private e penalmente irrilevanti del Presidente della Repubblica. O dobbiamo mettere anche una web cam nei cessi del Quirinale e di Palazzo Chigi, cosicché il popolo sovrano possa giudicare anche il comportamento dei governanti durante la defecazione?

  6. K scrive:

    Mah, a mio modo di vedere la storia è solo all’inizio. Secondo me confondi piani che sono molto diversi tra loro e la fai un po’ troppo semplice.
    Punto primo: le intercettazioni erano legittime, eseguite nel corso di un’indagine. Ad essere intercettato era Mancino. Se poi il Presidente della Repubblica parla di cose sconvenienti con un privato cittadino indagato per trattative con la mafia, non è colpa di chi intercetta. Per essere più espliciti: non si tratta di cimici messe nei cessi del Quirinale o di Palazzo Chigi.
    Punto secondo: le intercettazioni, seppure non contenenti elementi di rilevanza penale, potrebbero essere rilevanti per la difesa dell’indagato, che potrebbe volerle usare a sua discolpa in fase processuale. Quindi, teoricamente, al termine delle indagini vengono messe a disposizione della difesa e non sono più coperte dal segreto istruttorio.
    Punto terzo: esiste già una legge che tutela la privacy dei cittadini, ma il capo dello Stato, avendo una funzione pubblica di massimo rilievo e nelle sue vesti di capo dello Stato, non è protetto da tale legge, perché non è un cittadino qualunque: se parla delle sue emorroidi è un cittadino privato, se parla con Mancino in virtù del suo status di Presidente della Repubblica evidentemente non lo è.
    Punto quarto: il popolo sovrano ha tutto il diritto di sapere se la sua massima carica rappresentativa è coinvolta in vicende che, sebbene non penalmente rilevanti, hanno un enorme rilievo politico ed istituzionale.
    L’intenzione di chi elaborò la nostra costituzione era quella di mettere la massima carica dello stato al riparo da un uso politico e sovversivo della magistratura, non quella di attribuire alla Presidenza della Repubblica un principio di autorità di origine divina.
    Io, cittadino della Repubblica Italiana, non voglio, esigo, che chi è chiamato a rappresentarmi senta il dovere di servizio di chiarire cosa è successo in una vicenda tanto delicata come la trattativa stato-mafia e quale fosse il suo coinvolgimento in quanto Presidente della Repubblica. E se non lo sente, beh, che venga pubblicamente sputtanato dalla stampa nazionale, in virtù dei contributi pubblici che io, cittadino della Repubblica Italiana, lautamente le elargisco affinché svolga il suo compito di servizio pubblico.
    Il motivo per cui Napolitano ha sollevato il conflitto tra poteri dello Stato è solo questo: sa benissimo che, secondo il codice di procedura penale vigente, quelle intercettazioni diventerebbero di dominio pubblico, oltre a sapere, con tutta evidenza, cosa contengono.

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