Terremoto ad Haiti: “Una catastrofe”

13/01/2010 - Intanto, come riporta oggi il sito della Cnn – alcuni esperti da tempo lanciavano l’allarme sulla possibilità di un fortissimo terremoto nell’isola di Ispaniola, che Haiti divide con la Repubblican Dominicana. In uno studio presentato alla 18esima conferenza geologica dei Caraibi

     
 

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Intanto, come riporta oggi il sito della Cnn – alcuni esperti da tempo lanciavano l’allarme sulla possibilità di un fortissimo terremoto nell’isola di Ispaniola, che Haiti divide con la Repubblican Dominicana. In uno studio presentato alla 18esima conferenza geologica dei Caraibi nel marzo del 2008 cinque scienziati parlarono di «un enorme rischio sismico» in corrispondenza di una faglia che si trova nel sud dell’isola, la faglia di Enriquillo-Plaintain Garden dove si è verificato appunto ieri il sisma di magnitudo 7. «Eravamo molto preoccupati» ha ricordato Paul Mann, ricercatore dell’università del Texas che era uno degli autori dello studio, sottolineando comunque quanto sia «difficile predirre» l’esatto verificarsi di una scossa di questa intensita. «Fenomeni di questo tipo possono rimanere silenti per centinaia di anni» ha aggiunto. I sismologi sottolineano come il terremoto avvenuto ieri sia infatti il più potente degli ultimi 200 anni. Nel 2004 altri due geologi avevano invece sottolineato i rischi di un’altra faglia, che si trova nella parte nord dell’isola, lungo la valle di Cibao nella repubblica Domenicana. «Questa è una delle zone sismische più attive del mondo, i sismologi non dovrebbero essere sorpresi da questo terremoto» ha dichiarato Jian Lin del Woods Hole Oceanographic Institution in Massachusetts.

AEROPORTO KO - «La pista dell’aeroporto della capitale di Haiti Port-Au-Prince è fortemente danneggiata e probabilmente gli aiuti faticheranno ad arrivare». Lo ha detto ai microfoni di CNRmedia il giornalista canadese Pierre Gramsclo, secondo quanto gli hanno riferito alcune fonti nell’isola caraibica. Da alcune ore Gramsclo conduce una diretta via web sul suo sito «Realtime Rèalitè» sulla tragedia di Haiti. «Non c’è un bilancio preciso delle vittime o dei feriti - ha aggiunto il giornalista canadese – anche gli ospedali della capitale sono crollati, a Port-Au-Price la gente si sta riversando per le strade e cerca di tenersi il più lontano possibile dalle abitazioni, che sono quasi tutte crollate o pericolanti», riferisce il giornalista citando alcune fonti sentite via internet. «Nel nord del paese invece la situazione è migliore», ha concluso Gramsclo. E anche la Croce Rossa Internazionale è all’opera a Haiti per assistere le vittime del sisma. «I volontari della Croce Rossa a Haiti stanno aiutando i feriti e fornendo assistenza negli ospadali che non hanno i mezzi per far fronte a questa emergenza», si legge in una dichiarazione del’organizzazione. «Molti servizi fondamentali, dalle linee telefoniche , a quelle elettriche, all’acqua, ai servizi di assistenza medica attualmente sono inesistenti», ha sottolineato Simon Schorno, del Comitato Internazionale della Croce Rossa.«All’inizio, ho pensato che si trattasse di un terremoto normale». Così Pedre Carel, conduttore di un programma in un’emittente radio di Port-au-Prince, ha raccontato la sua esperienza del sisma. «Ero in macchina – ha detto a ‘Liberation’ – diretto al lavoro. Ho sentito che la mia macchina sobbalzava un pò. E questo è durato tra i 6 ed i 10 secondi. Ho guardato davanti a me e ho constatato che molte persone cadevano per terra. All’inizio, pensavo si trattasse di un terremoto normale. Ho proseguito a piedi per raggiungere la radio ed è a quel punto che ho realizzato la portata della catastrofe. Le case crollavano, i feriti chiedevano aiuto». «Poi, la gente è dovuta uscire di casa. Non c’è più elettricità, si dorme in strada. La gente ha iniziato ad aiutarsi a vicenda. Io sto negli uffici della mia radio, ho passato la notte a rispondere ai mezzi di informazione internazionali per testimoniare quanto accaduto. Non so neanche se i miei famigliari si trovino in un luogo sicuro».

AIUTI UE - La scossa principale del terremoto verificatosi ieri ad Haiti, all’epicentro di magnitudo superiore a sette gradi Richter, è stata più violenta dei tre principali terremoti verificatisi nel secolo scorso in Italia. L’intensità del sisma haitiano è stata di poco superiore a quella del sisma di Messina del 28 dicembre 1908 (magnitudo 7.0, 85.926 morti), ed ha superato anche quella del sisma che il 13 gennaio 1915 si verificò in Abruzzo (magnitudo 6.8, 32.610 morti); e del sisma che il 23 novembre 1980 colpì l’Irpinia e la Basilicata (magnitudo 6.8, 2.570 morti). Il sisma di Haiti è stato anche nettamente più forte di quello che il 6 Aprile dello scorso anno, alle ore 3:33, colpì L’Aquila e le zone limitrofe, che fu di magnitudo Richter 5.8 (circa 300 morti).Intanto, è scattato il meccanismo di soccorso dell’Unione europea. Questa mattina a Bruxelles l’alto rappresentante della politica estera dell’Ue Catherine Ashton, che è anche vicepresidente della Commissione europea, ha convocato una riunione d’emergenza dell’esecutivo Ue. Immediata la decisione di stanziare subito 3 mln di euro di aiuti per il Paese caraibico, grazie alla procedura veloce che si attua in questi casi. A riferirlo è stato Pia Ahrenkilde, portavoce della Commissione. Inoltre, ha aggiunto John Clancey, portavoce per gli aiuti umanitari della Commissione europea «un esperto è partito alla volta di Haiti per cercare di valutare direttamente sul terreno la situazione e preparare un rapporto preliminare». Secondo il portavoce le immediate necessità riguardano innanzitutto acqua potabile, forniture mediche, elementi di comunicazione. La Commissione, ha aggiunto, è inoltre pronta a «riorientare» gli aiuti umanitari ordinari ad Haiti (circa 20 mln di euro l’anno) «per rispondere alle esigenze più immediate». Inoltre, grazie al meccanismo Ue di coordinamento della Protezione Civile stanno arrivando anche gli aiuti offerti dai singoli Stati.

     
 

3 Commenti

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  2. talentosprecato scrive:

    Quando leggo queste storie mi sento terribilmente inutile su questo pianeta. Non siamo nessuno. La Terra, il vento, il mare, sono più forte della nostra presunzione di averli ammaestrati. In ogni caso mi sento quasi fortunata di vivere da queste parti

  3. Lucia scrive:

    A farne le spese è sempre la gente umile e povera…

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