REAZIONI - Due aerei francesi con aiuti e squadre di soccorso sono in
partenza oggi per Haiti. Lo hanno reso noto fonti ufficiali a Parigi, precisando che un aereo decollerà da Fort-de-France e l’altro da Marsiglia.La Farnesina intanto, sta verificando, con l’ambasciata di Santo Domingo, in queste ore, l’eventuale coinvolgimento di italiani.Un’operazione resa molto difficile dall’estrema difficoltà delle comunicazioni a seguito della violenza del sisma che ha devastato anche le linee di telecomunicazioni.«Abbiamo avuto contatti con gli italiani del nostro gruppo e stanno tutti bene. Si tratta di una decina di persone che al momento del sisma si trovavano a Mirebalais, a un’ora da Port-au-Prince, dove stanno lavorando a un cantiere di costruzione stradale». Lo ha detto all’ADNKRONOS Antonio Fazio, responsabile del personale del gruppo Ghella che opera anche in un cantiere a Nord di Haiti.«Abbiamo notizia che forse due uomini della Guardia di Finanza si trovano ad Haiti, ma non abbiamo avuto nessuna conferma nè sappiamo delle loro condizioni di salute». A dirlo a CNRmedia è il portavoce dell’ambasciata italiana a Santo Domingo Gianfranco Del Pero. «Non riusciamo a metterci in contatto con Haiti. È un problema nostro, dei colleghi francesi, americani, tedeschi e spagnoli con i quali stiamo collaborando. Nessuno ha davvero notizie per adesso. Tutti siamo in attesa di riallacciare le comunicazioni. Ma per ora è impossibile, lo è per noi, ma anche per i francesi che lì hanno un’ambasciata molto grande. E neppure gli americani, che di solito sono meglio organizzati in queste cose, ci stanno riuscendo», ha riferito il diplomatico italiano.
«Non riusciamo a metterci in contatto con il nostro governo. I telefoni non funzionano, le mail non funzionano. Le uniche notizie che ci arrivano sono dalla nostra ambasciata a Washington. Il governo italiano ci ha offerto degli aiuti, ma non so dare ora i dettagli come del resto non sono ancora arrivate richieste precise da Haiti. Siamo comunque in contatto con il sottosegretario Scotti». A dirlo a CNRmedia Jerie Benoit, ambasciatrice di Haiti in Italia. La diplomatica ha poi raccontato: «Non riesco nemmeno a mettermi in contatto con mio fratello che è un deputato del Parlamento. Ad Haiti non funzionano i telefoni, non c’è elettricità. I nostri connazionali stanno passando ore terribili e aspettiamo che sorga il sole per capire meglio cosa è successo. È una notte terribile ad Haiti. La nostra ambasciata è tempestata di mail di haitiani che vivono in Italia. Sono circa un migliaio, in gran parte studenti».
MENOMALE CHE C’E’ FACEBOOK- «È una catastrofe di dimensioni
immani. Le nostre strutture, anche quelle più resistenti e a prova sismica, hanno subito gravissimi danni». È quanto ha affermato all’ADNKRONOS Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Francesca Rava – Nph Italia Onlus, impegnata negli aiuti all’infanzia nei paesi più poveri e che ha ad Haiti alcune strutture, tra le quali un orfanotrofio e un ospedale. Rava è riuscita, dopo il terremoto, a parlare con il responsabile di Nph Haiti, padre Richard Frechette: «Era disperato, mi ha raccontato che le auto in strada saltavano, che ci sono persone abbandonate in strada. Una situazione apocalittica. Ora le comunicazioni sono interrotte, riusciamo ad avere qualche notizia solo tramite Skype e Facebook». «Sono sconvolta – ha spiegato il presidente della Fondazione Francesca Rava – Noi lì abbiamo una cinquantina di volontari, stiamo cercando di capire come stanno. Tra loro ci sono due italiani, uno di loro dormiva nell’orfanotrofio, che si trova lontano dall’epicentro del sisma, e sappiano che sta bene ma dell’altro ancora non abbiamo notizie e siamo molto preoccupati». «Uno dei nostri due ospedali è a Petionville, proprio nella zona più colpita – ha concluso – sappiamo che un ospedale è crollato ma ancora non riusciamo a capire se si tratta del nostro, dove sono ricoverate un centinaio di persone».«Sono circa 190 gli italiani che si trovano ad Haiti, in base ai dati in possesso della Farnesina». Lo ha detto ai microfoni di Radio Uno il responsabile dell’Unità di crisi, Fabrizio Romano. «Ci risulta che ad Haiti ci sono 180 connazionali iscritti all’anagrafe consolare ai quali va aggiunta un’altra decina di italiani che si sono iscritti al sito della Farnesina, Dove siamo nel mondo», ha riferito Romano. «Non possiamo naturalmente escludere che ve ne siano altri che non sono registrati al consolato e neanche al sito».
SCIACALLI - È ancora notte ad Haiti, ma si continua a scavare a mani nude fra le macerie, al buio perché‚ manca la corrente. È ancora impossibile fare un bilancio delle vittime, ma si teme che i morti siano migliaia. Duecento persone sono disperse in un albergo di lusso nella capitale, il Le Montana. Dei quattro ospedali di Port-au-Prince, tre sono crollati e il quarto non riceve più feriti perchè intasato. In città sono comparsi gli sciacalli, che hanno saccheggiato un supermercato crollato.




Pingback: Tweets that mention Terremoto ad Haiti: “Una catastrofe” -- Topsy.com
Quando leggo queste storie mi sento terribilmente inutile su questo pianeta. Non siamo nessuno. La Terra, il vento, il mare, sono più forte della nostra presunzione di averli ammaestrati. In ogni caso mi sento quasi fortunata di vivere da queste parti
A farne le spese è sempre la gente umile e povera…