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La benzina più economica del mondo

Il petrolio è la più grande ricchezza del Venezuela, il paese con la benzina più economica del mondo. Un litro di benzina costa due centesimi, il prezzo più basso del mondo.

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LA BENZINA DEGLI ALTRI –
Negli ultimi mesi il prezzo del carburante è tornato ad ossessionare decine di milioni di persone che vivono in Europa e negli altri paesi occidentali. L’alta tassazione, unita ai rialzi del barile di greggio sui mercati internazionali, hanno portato all’esplosione del costo della benzina. Il presidente francese Hollande, già in crisi coi sondaggi, ha pensato di fare un piccolo sconto fiscale per dare un po’ di sollievo ai portafogli dei suoi concittadini. In Italia è stato superata la soglia psicologica dei due euro, un boom generato dai rialzi fiscali decisi dal governo Monti appena fu insediato. L’andamento dei mercati hanno fatto il resto, e in pochi mesi la benzina italiana è passata da un euro e settanta, un euro e ottanta al litro fino a più di due euro. Fare un pieno con una macchina dal serbatoio con più di quaranta litri può costare anche cento euro, un prezzo che sembrava fantascientifico solo qualche tempo fa. Una discesa nel breve periodo sembra da escludere, anche perché i grandi paesi esportatori non hanno per il momento di intenzione di ridursi gli enormi guadagni ottenuti nell’ultimo decennio, quando il costo degli idrocarburi è praticamente quadruplicato. Grazie alla domanda costante dei paesi emergenti gas e petrolio sono diventate una fonte di ricchezza ancora più grande dei decenni passati, un’opportunità colta da tanti paesi ora pieni di miliardari, come il Qatar o la Russia. Un altro paese che ha costruito i suoi recenti successi sulla benzina è il Venezuela di Chavez.

PARADISO DEL PIENO – Un litro di benzina in Venezuela costa due centesimi, il prezzo più basso del mondo. Anche per questo nel paese sudamericano si è verificata un’esplosione dei autoveicoli, cresciuti in modo esponenziale. Le troppe macchine in circolazione hanno reso estremamente caotico il traffico nelle grandi città, ma i venezuelani possono ancora contare sul forte sussidio governativo che rende così economico il costo del pieno. La benzina così bassa provoca però svariati problemi anche uno stato che vive essenzialmente dell’estrazione e raffinazione del petrolio. Il turismo della benzina è diffusissimo, visto che i confinanti colombiani pagano un sessantesimo di quello che dovrebbero sborsare all’interno dei loro confini. Ecco perché il governo di Chavez ha inserito sistemi tecnologici per frenare questo fenomeno. Ancora più problematico è il contrabbando della benzina, che provoca un esito paradossale. Nonostante il fatto che il Venezuela sia il quinto esportatore di petrolio al mondo, ogni mese vengono importati dagli Stati Uniti un milione di barili di greggio. Questa situazione di relativa scarsità scaturita a causa del mercato nero della benzina provoca fortissimi disagi agli automobilisti. In alcune zone il carburante è così scarso che si formano code chilometriche alle stazioni di servizio. Questa situazione di paradossale scarsità è stata provocata dalla mancata costruzione di nuovi impianti di raffinazione. Da quando è arrivato Chavez, il governo ha preferito sussidiare i consumi invece che investire per rafforzare l’industria del petrolio, completamente nazionalizzata.

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