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Il mondo oscuro dei farmaci cinesi

La Reuters ci parla delle indagini di Philippe Andre, professione detective, che ha passato gli ultimi mesi della sua vita in giro tra le industrie farmaceutiche cinesi alla scoperta di un mondo per certi versi oscuro.

SPECCHIETTO PER LE ALLODOLE – Nel maggio del 2011 Andre si è recato in un’industria farmaceutica di Shanghai che appariva “troppo” immacolata. Ebbene, questa “fabbrica” non era altro che uno specchietto per le allodole per gli investitori stranieri che arrivano e si trovano pavimenti puliti e tutto in ordine, anche se gli impiegati in sostanza non avevano nulla da fare. Questi “Showroom” si sono resi necessari quattro anni dopo la promessa di Pechino di migliorare i suoi standard dopo che 149 americani sono morti a causa di eparina -un anticoagulante- contaminata, proveniente appunto da laboratori cinesi.

FALSIFICAZIONE – Eppure nulla è cambiato davvero. L’industria cinese continua a vendere i prodotti ed i principi attivi realizzati in modo a dir poco approssimativo e senza alcun controllo. Lembit Rago, coordinatore del gruppo di qualità e sicurezza dei medicinali, inserito nell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha detto di sapere che nel Paese vi è una falsificazione di dati relativi alla qualità dei medicinali prodotti, e che nessuno si prende la briga di controllare cosa esce da quelle fabbriche. I prodotti poi vengono spediti in Africa, continente in cui mancano controlli efficaci.

 

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STA AVVENENDO UN CRIMINE – La povertà non porta controlli. Per questo il continente nero è un luogo di conquista ideale per medicinali dai dosaggi errati o dai principi attivi scadenti. Edward Sagebiel, portavoce della Eli Lilly and Co., azienda farmaceutica, è a dir poco netto: “Stiamo assistendo ad un crimine mondiale contro la salute”. Inoltre Sagebiel sottolinea come i prodotti della sua azienda debbano passare attraverso controlli rigidissimi, mentre quelli cinesi possono passare senza colpo ferire.

SUPERPOTENZA ANCHE NELLA CHIMICA FARMACEUTICA – La posizione del gigante asiatico nel mercato farmaceutico la rende però difficilmente attaccabile, visto la grande potenza di fuoco a disposizione, tanto che nessuno ne parla, come conferma Guy Villax, direttore esecutivo della Hovione, azienda portoghese le cui fabbriche sono presenti oltre che in Europa anche in Cina, Stati Uniti ed Irlanda. Al momento Cina ed India garantiscono la diffusione di una percentuale di principi attivi su scala mondiale compresa tra il 70 e l’80 per cento. Solo per la Cina, le esportazioni valgono 22 miliardi di dollari. “Se la Cina smettesse di esportare principi attivi e prodotti intermedi per l’industria farmaceutica, le nostre farmacie sarebbero vuote in tre mesi”, conclude Villax.

IL CASO RIMONABANT – Le aziende cinesi poi diffondono prodotti tolti dal mercato occidentale per via della loro pericolosità come l’Acomplia, specifico per la perdita di peso, venduto in passato dalla francese Sanofi con il nome “rimonabant”, ritirato dal mercato nel 2008 a causa del sospetto che un suo uso potesse facilitare il suicidio. Negli Usa non venne mai commercializzato mentre in Cina viene prodotto e distribuito, come altri farmaci, protetti da brevetti nel mercato occidentale.

SENZA CONTROLLO – Come reagire? L’autorità cinese è chiara: acquistate prodotti solo da aziende certificate. Fate attenzione. Devono pensarci i clienti. Nel 2008, a seguito dello scandalo eparina, le autorità cinesi decisero che ogni azienda doveva essere in possesso di una licenza. Nello stesso momento si decise di rendere più stringenti i criteri di produzione. Eppure siamo ancora alle prese con una versione pirata dell’Avastin, farmaco antitumorale della Roche comparso sia in Usa sia in Europa nella sua versione pirata.

GLI SPECIALIZZATI NON CERTIFICATI – Da dove venga non si sa, ma qualche mese fa sono state arrestate a Shanghai 11 persone sospettate di aver favorito la sua diffusione. Purtroppo in Cina non c’è differenza legale tra produttori di materiali farmaceutici e chimici, con le seconde che producono principi attivi spacciandoli per materiali chimici. La New-Sensation Chemical di Zhengzhou, capitale della provincia dell’Henan, è una di quelle non certificate. E’ specializzata nella produzione di peptidi i quali, parola della portavoce, vengono controllati in fabbrica. Il fatto che non siano registrati all’autorità statale potrebbe essere del tutto secondario.

IL VIAGRA FEMMINILE C’E’ GIA’ – La New-Sensation produce principi attivi usati per curare il cancro alla prostata, le malattie delle ossa, la pressione bassa. Inoltre produce ormoni della crescita destinati ai body builder. Inoltre produce la bremelanotide, conosciuta come Viagra femminile. Peccato che il farmaco originale sia ancora alle prese con i test di sicurezza. Eppure in Cina è già vendibile, a 13 euro a fiala. Un’altra società, la Jinan Hongfangde Pharmatech, vende almeno cinque principi attivi protetti da brevetto di proprietà della Boehringer-Ingelheim, la quale a sua volta sa dell’esistenza di questi problemi.

MEDIA CRITICONI – Se si chiedono spiegazioni ai produttori cinesi, questi risponderanno che non c’è alcuna violazione dei brevetti e che i principi attivi vengono realizzati secondo le linee guida delle ricerche condotte dai produttori. Allen Li, rappresentante della Jinan Hongfangde Pharmatech poi se la prende con la stampa e con i media in generale, colpevoli di essere troppo “criticoni”. Tanto basta che i produttori di principi attivi trovino la loro sponda nelle case farmaceutiche per via dei costi ridotti dei loro prodotti, costi possibili proprio grazie alla mancanza di una certificazione associata ad una competenza comunque accettabile.

QUALCOSA SI MUOVE – In Cina poi chi sbaglia in casi simili non corre grandi rischi proprio a causa della difficoltà nella tracciabilità dei prodotti contaminati. Anche se, come conferma uno studio di Lancet, un terzo dei prodotti antimalaria presente nell’Africa sub-sahariana non è a norma. Tanto l’esportazione di prodotti scadenti da quelle parti non potrà mai essere condannata, anche perché nessuno avrà mai da dire sulla qualità dei medicinali. Basta che ci siano. Nel 2006 100 persone morirono a Panama per aver usato uno sciroppo per la tosse contenente un potente antigelo mentre ad inizio 2012 le autorità cinesi hanno trovato milioni di capsule mediche realizzate con il cromo. Ad agosto le autorità cinesi hanno arrestato 2000 persone copevoli di aver contraffatto medicinali. E’ già qualcosa, ma per gli altri Paesi si può fare di più.

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