Cultura

Stefania Craxi: “Papà vittima di un complotto dei giudici”

12 gennaio 2010

La figlia di Bettino rilascia una lunga intervista al Corriere della Sera. Nella quale dimostra una memoria un po’ selettiva sui fatti che coinvolsero il papà. Ma tira anche in ballo la curia milanese per tangenti.

Mio padre si fidò delle persone sbagliate, era un uomo solo e morì in povertà“. Stefania Craxi è una che le cose non le manda a dire, e intervistata dal bravissimo Aldo Cazzullo tira fuori diverse cosette interessanti, parlando a ruota libera dei bei tempi di papà Bettino. E cercando di sfatare il mito del suo “tesoro” guadagnato con l’attività politica: “Il tesoro di Craxi è unamaxiballa. Non è mai esistito. Esisteva il “tesoro” del partito: i conti esteri del Psi. Mio padre non se n’era mai occupato. Dopo la morte di Vincenzo Balzamo, l’amministratore, la sua segreteria comunicò a Bettino i numeri di alcuni conti esteri del Psi, quelli che supponevano lui conoscesse: i conti del partito di Milano. Quindi solo una piccola parte del totale, visto che nel partito c’erano ras e correnti e ognuno badava a se stesso. Mio padre mandò la busta al nuovo segretario, Giorgio Benvenuto. Che gliela rimandò indietro. Lo stesso fece il successore di Benvenuto, Ottaviano Del Turco. A quel punto Craxi passò i riferimenti a persone di cui pensava di potersi fidare“, dice al quotidiano di via Solferino. E le condanne?, domanda a quel punto Cazzullo. “Due. Entrambe dichiarate illegittime dalla Corte di Strasburgo. Nel processo Eni-Sai, la posizione di mio padre fu stralciata insieme con quella di Aldo Molino, che mi disse testualmente: “Non capisco cosa c’entri Craxi con questo processo”. La condanna per la metro milanese fu bocciata dalla Cassazione in quanto “il principio del non poteva non sapere non può essere motivo di prova”. Non sta a Craxi dire il motivo per cui in seguito la condanna fu riconfermata“.

E’ LA VERITA’? – Dice il vero, Stefania? Insomma. In primo luogo, Craxi è stato condannato in via definitiva per corruzione e finanziamento illecito in due distinti processi (Eni-Sai e metropolitana milanese), per un totale di dieci anni di reclusione (mai scontati). Aveva altri quattro processi in corso, che si sono estinti per la sua morte, nei quali fino a quel momento era stato condannato a (quasi) altri venti anni di galera per Enel, All Iberian Conto protezione ed Enimont (se non avesse usufruito di una prescrizione per All Iberian); doveva anche fronteggiare altri due rinvii a giudizio quando è sopraggiunta la morte. In secondo luogo, va ricordato che il “rubava per aggirare la legge sul finanziamento ai partiti e basta”, viene smentito dalla sentenza Eni-Sai, che condanna per corruzione. Vero è che la Corte Europea dei diritti dell’uomo ha attaccato questa sentenza, ma perché si basa su dichiarazione dei coimputati pronunciate prima del processo e non ripetute in aula. Ma la stessa Cedu riconobbe che la sentenza era perfettamente conforme al diritto italiano, che all’epoca lo permetteva, e quindi i giudici non avevano commesso alcun abuso. Poi la Corte ha condannato per violazione della vita privata di Craxi per alcuni atti che dovevano rimanere segreti e sono invece stati pubblicati dai giornali. Atto esecrabile, ma privo di rilevanza ai fini delle sentenze.

QUESTIONI DI LANA CAPRINA? – Poi, magari qualche ragione da sostenere Stefania ce l’ha. E’ vero che la circostanza secondo al quale “Craxi aveva utilizzato parte dei proventi delle tangenti (circa 50 miliardi di lire) per scopi personali (Finanziamento del canale televisivo Gbr di proprietà della sua concubina Anja Pieroni, acquisto di immobili, affitto di una casa in Costa Azzurra per il figlio“, è contenuta nella sentenza All Iberian, processo poi finito prescritto. Certo, Bobo Craxi ha sempre smentito la circostanza della villa, dichiarando che era una balla inventata da Maurizio Raggio, “custode” dei 50 miliardi che Craxi, secondo il racconto di Stefania, tentò di restituire a Benvenuto e Del Turco. Una balla? Non si sa, di certo c’è solo il bonifico del 23 maggio del 1994, per un importo di “$ 40.000/s.Fr. 50.000 Bank of Kuwait Lnd“, “utilizzato – scrivono i giudici – in pagamento del canone relativo a un’abitazione affittata in Costa Azzurra“. Quindi, magari, nel caso di All Iberian la prescrizione è arrivata per salvare in extremis una situazione che si andava facendo grigia, per le sue argomentazioni.

UN RETROSCENA INEDITO – Ma una cosa interessante, quello che sembra quasi un retroscena, la Craxi la dice. Quando afferma davanti all’intervistatore questo: “Voglio ricordare che con la metro di Milano si sono finanziati tutti i partiti. E anche la Curia“. La Curia? E in che modo? “Nello stesso modo degli altri. Ci sono diverse testimonianze in merito“. Ecco: sarebbe davvero interessante adesso venire a capo di questo bell’enigma: che ruolo ha avuto la Curia, di che testimonianze parla Stefania, e soprattutto: a quanto ammonta il conquibus? Tutto ciò, ovviamente, soltanto per la precisione.

16 commenti a Stefania Craxi: “Papà vittima di un complotto dei giudici”

  1. beh allora se morì in francescana povertà sarebbe il caso di farlo santo subito o almeno beato, intitolargli una via mi pare poco, fosse stato uno stadio o un aeroporto capirei ma una misera via ormai non si nega a nessuno

  2. Premesso che il mio giudizio su Craxi non cambia di una virgola l’intervista è interessante e alcune delle affermazioni di Stefania (che non è solo la figlia di Craxi, è anche un autorevole sottosegretario dell’attuale governo in carica) andrebbero approfondite. Quella sulla Curia in primis.

    Un sorriso Darione

    C.

  3. Z

    Mi spiace che sotto quella sorta di manifesto a metà tra la propaganda e il revisionismo ci sia la firma di Cazzullo, giornalista che in altre occasioni m’è sembrato molto lucido e preparato. Pur dandogli atto che si tratta di un’intervista, sembra che in questo caso sia stata congegnata appositamente per permettere a Stefania Craxi di stravolgere la realtà storica e giudiziaria e riabilitare attraverso la menzogna la figura del padre.

    Siccome ci sei andato leggero, rimanderei, per una ricostruzione attinente ai fatti delle vicende craxiane, all’ultima puntata di Passaparola di Marco Travaglio, incentrata proprio sul delinquente e latitante Bettino Craxi http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/.

    Ma soprattutto ci siamo rotti i coglioni di questa classe dirigente criminale ed autoreferenziale che si fa le leggi a proprio uso e consumo, le vìola e poi si autoassolve pure, affidando ai propri organi di regime la propaganda della menzogna e la cancellazione della memoria storica collettiva.

    Qui non si tratta tanto di giacobinismo o giustizialismo, si tratta di sistema, di un assetto socio-politico che attraverso l’oscenità del potere depreda sistematicamente le classi subalterne dei loro diritti e del loro futuro.

    La criminalità delle classi dirigenti in questo paese è il risultato di fatto della contraddizione tra una costituzione formale moderna e liberale ed una costituzione materiale dell’epoca carolingia.

    I cittadini italiani son sempre più sudditi e i potenti sempre più sultani.

    Ma questa contraddizione sta portando i suoi frutti ineluttabili. La sistematica delegittimazione della magistratura e dei poteri di controllo, unitamente alla demolizione dello stato di diritto e delle guarentigie sociali, nel contesto culturale neoliberista imperante, sono prodromiche alla creazione di quel brodo primordiale che gli anarcocapitalisti vanno auspicando anche su questo sito.

    La guerra tra bande è iniziata e questo paese ne sarà il laboratorio sociale.

    Ci sono tutti i presupposti: assenza dello stato di diritto, assenza di ideali comunitari e collante sociale, socialità atomizzata in balia del ricatto e di rapporti di forza microcorporativi.

    Rosarno è solo l’inizio.

    • Tu vorresti un’altra classe dirigente: quella diretta da stalin, polpot, ceausescu, ho chi min, castro, ecc. Questa classe dirigente italiana che tu qualifichi, con la irresponsabilità che non nascondi, “criminale”, ti consente di scrivere quello che vuoi e di chiamare criminale la classe dirigente attuale. senza nessuna conseguenza ! E’ questa la democrazia! Conquistata con la caduta del fascismo e con la pedata nel sedere a occhetto nel 1994!
      I tuoi ideali però fanno chiaramente riferimento a gerarchi genocidi con due-trecentomilioni di morti sulla coscienza, ammesso che una coscienza albergasse in loro. Tu sai cosa ti succederebbe se in uno di questi regimi da te, indirettamente caldeggiati, pronunciassi le stesse parole che usi contro l’attuale classe dirigente? Lo sai e non lo dici. Te lo voglio dire io: ti manderebbero dinnanzi a un magistrato comunista e finiresti, nella migliore delle ipotesi, impiccato e, nella peggiore delle ipotesi nei gulag di staliniana memoria!
      Infine tu evochi la guerra civile. Ma stai attento non lasceremmo che finisse come nel triangolo della morte dove i comunisti a guerra finita scannavano come agnellini i loro nemici!
      Oggi siamo in grado di difenderci contro la violenza omicida comunista!
      Renditene conto tu e tutti quelli che tentano di dissotterrare i kalashnikov dei soviet!

  4. ricchiuti

    La magistratura deve essere controbilanciata in uno stato di diritto.
    Chi la vede come un potere per sua natura assoluto e intoccabile dalla politica, ne fa un feticcio golpista.
    Ben vengano le interviste a Stefania Craxi. Anche violente. Controbilanciano.
    In un paese normale il magistrato deve vivere terrorizzato dalle conseguenze delle sue azioni.

    • Z

      Immagino che con stato di diritto tu ti riferisca allo stato moderno, frutto della rivoluzione borghese, del quale io stesso mi auguro il superamento. In linea di principio potrei quindi anche essere d’accordo.

      Tuttavia dubito che questo sodalizio si tradurrebbe in una comunione d’intenti. E dubito del fatto che ti sia chiaro in quali forme e secondo quali principi s’istituisce lo stato moderno borghese, dato che confondi due concetti eterogenei che, all’interno del tuo ragionamento sono correlati da una congiunzione paratattica.
      L’indipendenza della magistratura è una condizione sine qua non dell’assetto istituzionale dello stato moderno, mentre il potere assoluto non è contemplato in nessun caso.
      Cosicché la magistratura, nello stato liberale, pur non rappresentando un potere “assoluto”, come tu lo definisci, rimane assolutamente intangibile nella forma e nella sostanza da parte del potere politico.
      Istituzioni di diritto pubblico.
      La tua ignoranza a riguardo non è colpa mia, ma è colpa di un sistema di potere che vede nell’ignoranza la possibilità della propria perpetuazione.
      In altri paesi la costituzione viene insegnata a scuola, così come i suoi principi fondanti.

      In un Paese normale, secondo i canoni dello stato moderno, il magistrato non vive né nella gloria né nel terrore, ma fa semplicemente il proprio dovere. Il dovere del magistrato in un Paese normale è quello di verificare che un determinato comportamento sia conforme alle leggi espresse dall’organo legislativo.
      Ma l’Italia non è un paese normale ed è per questo motivo che la magistratura è chiamata ad assolvere funzioni suppletive rispetto al potere politico, che non le competono (vedi Falcone, Metta, De Magistris…)

      Riassumendo: il protagonismo, in positivo e in negativo, della magistratura in Italia è conseguenza del fatto che questo paese ha un ordinamento liberale solo nella forma, ma nella sostanza è tutt’altro che uno stato moderno.

      • ricchiuti

        Cazzate. Se la magistratura si limitasse ad applicare le leggi, non esisterebbe il concorso esterno.
        Nessuno ha chiamato a supplire. In un paese normale, il magistrato tace e paga per quello che sbaglia.
        A potere corrisponde responsabilità. Se i giudici sono irresponsabili, il potere è assoluto per definizione.

  5. ipazia

    Ricchiuti,mezz’ora dietro alla lavagna con lo orecchie da asino a vergognarti per quello che hai detto.Un bacio a Z.

    • Grandissimi figli di puttana comunistucci di quattro soldi al quintale: Come vi comportereste se un pm analfabeta o disonesto vi accusasse di un reato da voi mai commesso e vi tenesse in cella per diverso tempo, per poi scoprire la vostra innocenza dopo decenni?
      E senza che a questo individuo analfabeta o disonesto o sadico venga comminato neanche una battuta alla Emilio Fede? Anzi per lui promozioni e avanzameto di stipendi. Tortora doceat!
      La verità è che voi comunistucci difendete quella magistratura politicizzata, quella diretta dal palamara che Cossiga chiamava il “Tonno Palamara” e che fa capo al partito comunista italiano, quella magistratura che adoperate per delegittimare gli elettori di Berlusconi. Ma noi ve lo impediremo!

  6. lelith

    da quell’intervista emerge un fatto storico interessante: bettino il cinghialone è uno dei pochi fessi che ha pagato (si fa per dire ovviamente visto che in realtà non ha pagato un beneamato piffero) per tutti mentre tanti non solo se la sono sfangata ma addirittura sono tornati alla ribalta in posizioni di potere.
    leggendo tra le righe si capisce come ci sia una profonda continuità tra la gestione del potere politico del “pre” e del “post” tangentopoli che né le inchieste della magistratura né quell’abbozzo di movimento civile che ne era scaturito sono riuscite a sciogliere.
    questo perchè probabilmente non c’è mai stato in realtà nessun interesse a cambiare il modo in cui il potere si è esercitato nel quarantennio postbellico ma solo a cambiare dopo il 1989 i protagonisti della scena divenuti ormai inutili ed esosi residuati dell’era della guerra fredda

  7. rebyjaco

    SONO LE STESSE PAROLE USATE, UTILIZZATE, ABUSATE, ANCHE DAI FIGLI DI TOTO’ RIINA E ALTRI DELINQUENTI.
    Significa qualcosa questa similitudine? Il fatto che questa tizia sia sottosegretario, evidenzia più di qualsiasi parola la QUALITA’ di questo Governo. Ma sono commenti sprecati. Tanta spazzatura concentrata in così poco spazio, non si era MAI VISTA dai tempi della creazione dell’ITALIA COME STATO. Se non è vero…..

  8. pietro ancona

    IL DECENNALE DELLA MORTE DI CRAXI
    ^

    Il 12 luglio del 1976 mi trovavo a Roma per una riunione della CGIL. Saputo che all’Albergo Midas era riunito il Comitato Centrale del PSI decisi di andarci. Nella Hall dell’albergo c’erano i socialisti che passeggiavano a gruppetti forse in una pausa dei lavoro. Solo, seduto su un divano, c’era Francesco De Martino
    che rosicchiava nervosamente uno stecchino. Era di un pallore che tralignava nel giallo. I maggiorenti socialisti che fino a ieri si piegavano in due per ossequiarlo gli camminavano davanti come se fosse parte della tappezzeria. Mi fece davvero una fortissima impressione questa scena dal vivo di una congiura di palazzo con defenestrazione del Segretario del Partito.
    Francesco De Martino aveva guidato il Partito con grande onestà personale ma altrettanta indolenza.
    Era troppo uomo di studi per farsi assorbire completamente dai gravosi impegni della sua carica. Gli piaceva andare a caccia allevare canarini ed insegnare storia del diritto romano di cui era uno dei più grandi cultori.
    Negli ultimi anni forse si era convinto della inutilità della esistenza di due partiti della sinistra, il grosso pci ed il nervoso psi. Forse si era convinto che il centro-sinistra fosse una esperienza in perdita a fronte della predominanza dc. Inoltre, il PCI e la DC tendevano a colloquiare ” ad inciucire” come si direbbe oggi sulla testa dei socialisti. Credo che considerasse esaurita l’esperienza del PSI difronte alla notevole trasformazione in senso socialdemocratico del PCI. La parola d’ordine della sua ultima campagna elettorale fu: “mai più al governo senza i comunisti”. Il PSI naturalmente perdette quote consistenti di elettorato riducendosi sotto il 10% soglia allora considera pericolosa per la sua stessa sopravvivenza. Rispetto al 68 il PSI perdeva quasi un terzo del suo elettorato.
    Il putsh fu voluto da Giacomo Mancini ed ebbe come protagonisti Bettino Craxi, Claudio Signorile ed Enrico Manca. Tre giovani colonnelli. Signorile rappresentava l’ala sinistra del PSI, Craxi l’ala automista e Manca era Gano di Magonza, il demartiniano che pugnalava alla schiena il suo maestro e benefattore. Poi lo scoprimmo uomo della P2.
    Al Congresso di Torino del 79, dove ebbi l’amarissima sorpresa di trovare il simbolo dei Partito (falce, martello, sole nascente e libro) sostituito dal funereo Garofano, Craxi si era giù liberato di Manca e si accingeva a governare da solo relegando Signorile al ruolo di capo della opposizione interna.
    Aveva già le idee chiare sul da farsi. Prima di tutto liquefare il Partito con l’abolizione del Comitato Centrale che era un organismo di vero controllo e decisione a favore di un Consiglio Nazionale dove imbarcò molti cosidetti rappresentanti della società civile, una sorta di arca di noè di predisposti allo abbandono della nave in caso di pericolo ma di profittarne per saccheggiarne la cambusa ed i mari circostanti.
    Cinque anni dopo, al Congresso di Verona trasformato in una sorta di corrida di pretendenti a tutto, alle cariche, alle ricchezze, ai posti, con una platea di fanatizzati che batteva minacciosamente i piedi su un tavolato che rimbombava sinistramente, attaccava il Parlamento come “parco buoi”, fischiava Berlinguer, mandava oscuri e cifrati messaggi ai capi della DC, dava una rappresentazione della politica corsara di “Ghino di Tacco” il bandito malandrino che si appostava per derubare i passanti. Il Congresso era dominato da simboli massonici fin troppo eclatanti. Vi fece la comparsa anche la Piramide con Occhio in quello di Palermo.
    Il glorioso partito socialista era finito forse per sempre. Sopravvivevano persone limpidissime come Riccardo Lombardi, Antonio Giolitti. Altri erano stati cacciati via dopo essere stati insultati come “intellettuali dei miei stivali.” La bellissima figura di Tristano Codignola ed i tanti come lui che davano lustro al socialismo italiano nella scuola e nella cultura venivano sbeffeggiati ed allontanati. I nuovi astri tutti personaggi interpreti di una politica senza valori e di mero potere come De Michelis, Martelli,la Ganga e tanti tanti altri. Lo stesso Signorile divenne la sinistra “ferroviaria” un modo per descrivere le sue prevalenti attenzioni correntizie. Le idee divennero un puro orpello.
    L’ossessione del potere e dello “spazio vitale” dei socialisti divenne la paranoia prediminante nel Partito di Craxi. I risultati furono assai modesti. Non si recuperarono mai il 15% del 68. Il massimo fu un 14,2 che spingeva sempre di più il PSI nel vicolo cieco del partito indispensabile per fare maggioranza ma niente di più.
    La cosa peggiore del suo governo fu la cancellazione del tratto laico del PSI. Rinnovò e peggiorò i patti lateranensi mal consigliato da Gennaro Acquaviva un uomo del Vaticano che esercitò una influenza nefasta su di lui e sul PSI. Gli accordi del 1984 hanno stabilizzato un dominio della Chiesa nelle cose italiane che durerà ancora per molto riducendo la sovranità dell’Italia a paese concordatario. Sono peggiorativi di quelli stipulati da Mussolini anche se la religione cattolica non è più ufficialmente religione dello Stato.
    Il PSI fu rivoltato da Craxi come un calzino. Divenne un partito liquido controllato spesso dall’esterno da personaggi in alleanza trasversale con gruppi dei potere politico ed economico. Tutti i punti della riforma che Berlusconi vuole imporre all’Italia sono stati indicati da Craxi. L’assetto della Repubblica Presidenziale craxi-berlusconiana è naturalmente di destra, di una destra degradata più vicina alle esperienze delle repubbliche sudamericane di una volta che alla destra europea. Nella Repubblica di Craxi o di Berlusconi conta soltanto la volontà del Capo. La democrazia è una perdita di tempo.
    Craxi ha distrutto il socialismo italiano. Mussolini ne fu espulso e, nonostante i venti anni della sua dittatura, dopo di lui il PSI è tornato primo partito dell’Italia moderna. Dopo Craxi il socialismo italiano non esiste più se non nella nostalgia di un reducismo patetico o incarnandosi profondamente nel berlusconismo ad opera di personaggi come Stefania, Boniver, Sacconi, Tremonti, ed altri.
    Il socialismo italiano non tornerà mai più a vivere fino a quando non si sarà liberato del tutto della esperienza del quindicennio craxiano.
    Le celebrazioni di questi giorni, ampiamente usate dal regime berlusconiano, si svolgono in un clima del tutto negativo per il PSI. Da un lato i berlusconiani celebrano in Craxi il loro Maestro e Martire, dall’altro i detrattori ne oscurano anche taluni degli aspetti positivi e recuperabili della sua politica quali
    l’amicizia con Arafat ed i palestinesi, una malcelata insofferenza per il giogo statunitense.
    Sarebbe stato meglio per la sua memoria e tutti noi se non si fosse insistito tanto nella forzatura di farne un martire a tutti i costi. Non era un martire. Il suo discorso alla Camera “siamo tutti colpevoli” non lo assolve.
    Il socialismo italiano se vorrà tornare ad essere quello che era dovrà liberarsi del suo ricordo r rinunziare per sempre alla sua eredità. L’eredità di Craxi appartiene a Berlusconi e nell’ideologia e nel modo di gestire la politica. Le sue idee hanno infettato e contaminato il PCI oggi PD. Il leaderismo,
    il partito liquido, la menzogna della fine della lotta di classe, l’accettazione del liberismo come dogma sostitutivo del comunismo, fanno del PD di oggi un Partito privo di anima e di identità.
    Le idee di Craxi, sviluppate da Berlusconi, hanno dato vita ad una forte destra con forte identità. Accolte con invidia dal PCI lo hanno scompaginato e disorientato.
    I socialisti dobbiamo riprendere da dove lui ha cominciato. Un metro prima da dove lui comincia.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

    • rebyjaco

      Non condivido che Craxi abbia “”Contaminato “” il PCI. Al punto in cui si trovava l’Italia, non c’era più niente da “”Contaminare”". CRAXI è arrivato dopo DECENNI che la DC. e il PCI. si erano spartiti tutto quello che pensavano ci fosse da spartire. Craxi è arrivato, e ha DIMOSTRATO che il “”SISTEMA”" poteva dare più “”LATTE”" di quello che era stato munto. Ha preteso una parte del “”Tesoro”", ha organizzato “”Il Saccheggio”" (letteralmente,) e infine, siccome di “”soldati”" decenti non ce ne erano a disposizione a sufficienza, ha raccolto il PEGGIO che c’era in circolazione, li Ha mandati a saccheggiare il Paese, e ha spaventato un sistema che si è reso conto che l’apprendista STREGONE era inarrestabile.ERA anche LUI uno BRAVISSIMO, peccato che abbia messo la propria capacità solo al servizio di SE STESSO. D’altronde, Berlusconi chi l’ha CREATO? Cosa sarebbe oggi Berlusconi senza le Amicizie Siciliane e CRAXI?

  9. IRRIDUCIBILE

    Mi spiace che oggi, l’unico sulla pagina nera del Partito Socialista debba essere il nome di Craxi. La difesa ad ogni costo della figlia, “per un discorso giustamente affettivo” può e deve essere comprensibile. Non scivoliamo però nell’offensivo. Che ci siano delle responsabilità mi pare indiscutibile che però come al solito, non si debba essere soli a pagare mi sembra altrettanto giusto. Il fatto è che gli (ex compagni di partito ed altri, se coinvolti) sono così abituati a camminare con le spalle rasenti i muri che ………

  10. pietro ancona

    Subject: : hammamet: fondazione della Terza Repubblica

    Hammamet: fondazione della Terza Repubblica.

    Tra domani e martedì prossimo, ad Hammamet ed al Senato nascerà la Terza Repubblica con un messaggio benedicente di Giorgio Napolitano intestato alla memoria di Bettino Craxi. Il 2010, anno fatidico delle “riforme” che modificheranno profondamente la Costituzione, si apre con la sacralizzazione del Padre della nuova Italia dei Palazzi. La destra al potere si è impadronita del tutto della memoria di Craxi e ne fa il Padre fondatore della sua gloria al Potere. Fabrizio Cicchitto, Margherita Boniver, Gianni De Michelis, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi, tanti, tantissimi dirigenti
    del team berlusconiano che ha rivoltato l’Italia “come un calzino”e ne ha fatto il luogo eletto della asocialità, del disprezzo per i non denarosi,della persecuzione etnica sancita da leggi che riecheggiano sinistramente quelle razziali di Mussolini saranno presenti ad Hamammet e daranno il tono alla manifestazione. Martedi, poi, Berlusconi in persona si presenterà al Senato per rivendicare tutta l’eredità di Craxi dal decisionismo alla repubblica presidenziale alla unificazione dei poteri sotto il controllo del Capo del Governo. Il Capo dello Stato diventerà una figura priva di qualsiasi potere. La Penisola sarà divisa in venti staterelli che aumenteranno la soma dei contribuenti per il mantenimento di una casta politica sempre più costosa e sempre più ingorda di privilegi. Uno dei figli di Craxi, Stefania, sarà la madrina di questa novità ma non conterà assolutamente niente e si dovrà accontentare di qualche piccolo benefict. Non ha forse raccontato Bobo che il padre un giorno si è lamentato di Berlusconi dicendogli “con lui dovevi stare con il cappello in mano?”
    L’ameba berlusconiana inghiottirà la memoria di Craxi e ne farà un monumento della propria vittoria.
    I socialisti presenti ad Hammamet non saranno niente di più che mere comparse. La fusione craxismo-berlusconismo non prevede che qualche piccola nicchia dentro la destra in cui il leghismo conta assai di più di loro e della componente “moderata” e “civile” rappresentata da Fini. Questa
    grande operazione di ricordo, rimembranza, vuole umiliare quella parte dell’Italia non ancora del tutto sconfitta che ritiene la Giustizia e l’Eguaglianza valori che non possono essere mortificati.
    Con l’operazione “decennale” il lascito del glorioso Partito Socialista Italiano che non ha saputo separarsi dal craxismo passa alla destra berlusconiana. Il tutto avviene con il consenso degli excomunisti del PD che non saranno ad Hammamet, saranno alla cerimonia del Senato, ma hanno fatto sapere di essere d’accordo nella revisione del giudizio su Craxi. Revisione che hanno fatto da un pezzo se oggi è possibile la presentazione di una interrogazione bipartisan per il caso Del Turco.
    Un altro autorevole esponentedel PD ha chiesto la revisione del sussidio di disoccupazione che che a suo parere farebbe impoltronire i lavoratori. Sulle privatizzazioni comprese sanità, scuola e servizi locali PD e Pdl da tempo la pensano allo stesso modo.
    Nessuna diversità ideologica e politica li distingue. Il Regime è pronto con una maggioranza nei Palazzi che sfiora il novanta per cento. Non è detto però che questa percentuale sia anche quella della società italiana.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

  11. ipazia

    “Il Regime è pronto con una maggioranza nei Palazzi che sfiora il novanta per cento. Non è detto però che questa percentuale sia anche quella della società italiana.”
    A Roma se dice:” Fossero sante le parole tue!”

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