Interni

Anm: Il processo breve metterà in ginocchio la giustizia

12 gennaio 2010

Durissimo attacco dell’Associazione Nazionale Magistrati al provvedimento allo studio da parte del governo Berlusconi. Palamara: “La macchina è già disastrata, così daremo impunità”. Il PD annuncia il referendum

L’Associzione nazionale dei magistrati all’attacco sulle norme che limitano la durata dei processi. “Metteranno in ginocchio la giustizia – dice il presidente Luca Palamara a SkyTg24 -, la cui macchina è già disastrata”. Con il processo breve – continua – “non si dà giustizia alle vittime del reato“, mentre si rischia di “dare impunità a chi ha commesso fatti delittuosi“. Il leader del sindacato delle toghe ribadisce inoltre che i magistrati “vogliono dire basta a guerre e contrapposizioni“, ma auspicano “una riforma seria per un servizio giustizia credibile agli occhi dei cittadini“.

POLEMICA POLITICA – Le esternazioni di Palamara sono arrivate durante SkyTg24 Pomeriggio, ma già in mattinata la polemica era arrivata a sfiorare il livello di scontro. L’emendamento al processo breve preparato dalla maggioranza andrà direttamente in aula al Senato, e la decisione non è piaciuta al Partito Democratico: «Nonostante le affermazioni degli esponenti della maggioranza, noi oggi chiederemo che il provvedimento torni in commissione. È stato presentato un emendamento molto complesso che riscrive non soltanto il processo breve ma introduce anche parti assolutamente inedite e quindi per una regolarità dello svolgimento dei nostri lavori e soprattutto per dare alle opposizioni la possibilità di ragionare sul testo e sul suo impatto chiediamo che torni in commissione», ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd a palazzo Madama, commentando le dichiarazioni del senatore Filippo Berselli presidente della commissione Giustizia, il quale in mattinata aveva negato che esistano le condizioni per un rinvio del ddl in commissione. Le ha fatto eco Luciano Violante: «Non siamo d’accordo sulle leggi-privilegio, tipo il processo breve o ‘certò, con questo emendamento che cambia le carte in tavola, o il legittimo impedimento», ha detto il responsabile Riforme del Pd parlando con i giornalisti nella Sala della Lupa di Montecitorio al termine di un convegno. Violante, a proposito degli orientamenti della maggioranza in materia di giustizia, ha puntato il dito contro «questo affannoso rincorrersi di progetti e emendamenti che crea grande confusione e mette in crisi la giustizia». Il Pd, invece, chiede di fare «subito la riforma costituzionale, a cominciare dal numero dei parlamentari, e in questo quadro, ma solo in questo quadro, si può discutere di un nuovo rapporto tra giustizia e politica». E se la maggioranza intendesse «fare da sola la riforma costituzionale», avverte l’ex presidente della Camera, «noi non la voteremmo e chiederemmo il referendum e credo che lo vinceremmo anche questa volta».

GASPARRI REPLICA -Non è necessario tornare in commissione. Il termine per presentare ulteriori sub-emendamenti al ddl sulla durata indeterminata dei processi scade questa sera e credo ci sia tutto il tempo per giungere domani in Aula e fare una discussione serena sui singoli punti con tutte le proposte sul tappeto“, sostiene il capogruppo del Pdl al Senato Maurizio Gasparri che non condivide la posizione del Pd che in serata, al Senato, chiederà che il processo breve, che debutta in Aula, torni in commissione per poter esaminare il maxiemendamento presentato dal centrodestra. «Con l’emendamento presentato dal relatore – spiega Gasparri – abbiamo introdotto delle novità importanti che tengono conto anche delle proposte venute dalla sinistra. Si può quindi senza esitazione entrare nel merito della questione» conclude Gasparri

2 commenti a Anm: Il processo breve metterà in ginocchio la giustizia

  1. Marcelloby

    Che porcata che porcata che porcata. Ma perché in questo paese uno ogni volta che perde le chiavi fa esplodere la porta con il tritolo?

    Vogliono salvare i loro amici dai processi? Che tolgano l’obbligatorietà dell’azione penale, in modo che le priorità su cosa indagare vengano decise di concerto tra governo e magistratura. Almeno così si sa quali sono, le priorità; e poi è già così, come tutti sappiamo e com’è inevitabile.

    Da lì, poi, modificare l’art. 3 in modo che i cittadini non siano più tutti uguali (tanto è già così, inutile che vi scandalizzate, e per espressa volontà del cosiddetto “popolo sovrano” che ha creato la casta).

    Ma per carità, si facciano le cose per bene, non queste porcherie arraffazzonate e senza criterio.

    Davvero cose da pazzi.

  2. lelith

    si in effetti sono degli inetti ed incapaci persino nel fare le porcate, come è stato esilarantemente dimostrato dalla prevedibile trombatura del lodo alfano.
    tra l’altro potrebbero fare un sacco di micromodifiche con legge ordinaria senza andarsi ad impelagare nel rischio di un referendum costituzionale che quasi certamente perderebbero.

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