12 gennaio 2010
Tiriamo un sospiro di sollievo: per Trenitalia è finalmente passato il festivo solito periodaccio: niente più rumorose ciurme di studenti da spostare su e giù per l’Italia, niente più vagonate di uomini variopinti lasciati a spazzare il corridoio sdraiati e stipati. Anzi, questo, in realtà, non dovrebbe proprio essere più possibile. Ma andiamo oltre: pare essersi placato pure l’incubo maltempo, quello che ci ha tenuti con il fiato sospeso i “giorni” di Natale. Niente più ghiaccio sulle rotaie, niente più neve dentro le vetture, niente più viaggiatori presi in ostaggio da chissà chi su rotte disperse per chissà dove. Si è tornati alla normalità, dunque. Anche sui treni a lunga percorrenza, quelli di serie B per l’esattezza, l’ultima ruota del carro sulle rotaie del Bel Paese: gli Espressi. È il caso della cara vecchia Freccia Adriatica, il treno 906 che ogni giorno attraversa l’Italia portandosi l’infinito umano nel lungo tratto che va da Lecce a Torino e viceversa…
Tutto è tornato come prima, anzi, meglio. Come aveva suggerito il nostro Cipiciani da queste parti, quest’anno la Befana ha lasciato in regalo ai prodi viaggiatori che ancora osano confidare nelle risorse del treno che unisce la Penisola un dono prezioso: le coperte isotermiche . Così, nelle notte di ieri, ai primi gemiti per il gelo che andava scaldando gli animi negli scompartimenti riscaldati ad aria congelata, una solerte squadra di omini è venuta in soccorso dei malcapitati. Niente strenne ma calde coperte in misto viscosa azzurrine. Tutte elargite senza misura. Almeno così è stato per i fortunati passeggeri della vettura 007, quelli che avevano trovato posto seduti sui comodi sedili sempre più scuri e anche gli altri, quelli che di solito amano guardare la ciurma dall’alto…Peccato che a Bologna sia in parte finita la festa. Sia perché in tanti l’avevano già abbandonata, sia per l’improvviso arrivo dell’uomo della provvidenza di Trenitalia che ha osato spegnere il gelo…




Anche a me sugli intercity è capitato d’inverno (non solo sulla Freccia Adriatica ma anche sulla tratta Bari-Roma) di trovare il condizionatore piantato in modalità “arctic wind”, sarà un problema assai diffuso su quelle carrozze anni ’60.
Magari è il caso di pensionarle, eh.
E magari comprare carrozze nuove con i soldini degli aumenti dei biglietti, che ne dite cari iperpagati dirigenti di Trenitalia?
il guaio è che invecchio e inizio a non divertirmi più quando capita:D