La notizia non sta tanto nell’archiviazione e nel proscioglimento di Beppino Englaro e altre 13 persone dall’accusa di omicidio da parte del Giudice per le Indagini Preliminari di Udine, arrivata con il decreto di archiviazione relativo alle indagini, accogliendo un’istanza presentata lo scorso 26 novembre dalla Procura al termine di investigazioni durate quasi un anno. La novità risiede invece nelle motivazioni con le quali il Gip Paolo Milocco ha preso le sue decisioni: “La prosecuzione dei trattamenti di sostegno vitale di Eluana Englaro non era legittima in quanto contrastante con la volontà espressa dai legali rappresentanti della paziente, nel ricorrere dei presupposti in cui tale volontà può essere espressa per conto dell’incapace”.
Secondo il Gip, “chi ha espresso tale volontà e il personale sanitario che ha conseguentemente operato per sospendere il trattamento e rimuovere i mezzi attraverso cui veniva protratto ha agito in presenza di una causa di giustificazione e segnatamente quella prevista dall’articolo 51 del Codice Penale”, che esclude la punibilità nel caso dell’esercizio di un diritto o l’adempimento di un dovere imposta da una norma giuridica o da un ordine legittimo della pubblica autorità. In caso contrario non si potrebbe superare la “inevitabile contraddizione dell’ordinamento giuridico che non può, da una parte, attribuire un diritto e, dall’altra, incriminarne l’esercizio”.
Insomma, nello spiegare che quanto stava armando la maggioranza di governo al grido di “Assassini! Assassini!” era in primo luogo infondato giuridicamente e in secondo luogo pure illegale, il giudice ha detto chiaro e tondo che continuare ad alimentare, così come curare, qualcuno contro la volontà dei suoi rappresentanti legali è illegale. E’ significativo che un principio semplice, sano, da paese normale (direbbe qualcuno), abbia dovuto essere enunciato da un giudice. Ed è altrettanto significativo che questo principio la politica stia per violarlo con la legge in discussione nel nostro Parlamento, a più di un anno ormai dalla morte di Eluana. Se Englaro ha, finora, agito nella legalità, qualcuno, impedendo altri casi come quello di sua figlia, questa legalità si appresta a violarla o, nel migliore dei casi, ad aggirarla. Per motivi inconfessabili (anche se la confessione c’entra). La politica italiana funziona così.




Questa vicenda, quella di Eluana, mi ha toccato in molti sensi: mi ha fatto mettere in discussione molti “principi”, guardando ai visi di chi aveevo attorno, oltre che alle “regole” astratte che il mio Credo mi detta. Mi ha fatto riflettere su come sia difficile, e probabilmente stupido dividere le cose in bianche e nere; e mi ha aperto un mondo nuovo, diverso: ancora ricordo che un anno fa parlavo con qualcuno che è diventato per me molto caro di questo. E mi piaceva sentire e dire, e continuare a cercare di capire.
Ma scusa Gregorj, come fai a non vedere che si tratta dell’ennesimo attacco dei giudici contro una maggioranza parlamentare che esprime la maggioranza degli elettori?
Come fai a non vedere che la maggioranza degli italiani era contraria a che Eluana decida se e come morire e aveva senza indugio delegato il Parlamento a salvarle la vita?
Come fai a non vedere che la legge della maggioranza è la legge di Dio?
A parte scherzi, se pensi che basti una sentenza giudiziaria a cambiare la testa dei “moralisti con la coscienza degli altri” che siedono in Parlamento, stai fresco. Non è andata loro bene con Eluana, ma vedrai che alla fine il principio che la fine della mia vita sia decisa da Quagliariello & C., che sanno meglio di me cosa farne, verrà ripreso.
Il fatto è che un popolo completamente privo di coscienza etica trova naturale affidarsi, per le decisioni etiche importanti, a una casta ritenuta infallibile, come il Vaticano, e i suoi epigoni, che sono, come i Talibani, tutti coloro che dicono di parlare in suo nome. Lo stesso popolo completamente privo di coscienza etica, dopo aver salvato le apparenze, continuerà a staccare i tubi di coniugi, figli e genitori, di nascosto, coperto dall’eterno familismo amorale che sembra l’unico fattore costante in questo paese per molti aspetti incomprensibile.
Anche a me questa vicenda colpisce nelle pieghe profonde del mio essere.
Bisognerebbe cercare di guardare a queste cose con occhi meno “ideologici”. Magari provando a mettersi per un po’ nei mocassini altrui.
Purtroppo nel nostro paese di pulcinella si ride e si scherza (o si litiga e si sbercia) sempre in astratto, senza mai andare al “senso” delle cose, e sempre portandosi appresso i propri pregiudizi apodittici e nessuna voglia di “ascoltare”
Resta valida sempre la massima che le leggi (che ci sono) vanno applicate.
E che una legge che stabilisce cosa devo o non devo fare su cose che riguardano la mia personalissima sfera privata (e solo quella) è illiberale.
Un caro saluto pieno di tristezza.
C.