La moda è un po’ passata anche perché non ce n’è una che non si sia concessa in abiti estremamente sintetici all’obbiettivo delle macchina fotografica. Però qualcosa si muove anche nel business dei calendari. Qualche consiglio per decorare le pareti della vostra officina.
Quando ero ragazzetto ci si andava spesso dal “meccanico delle biciclette”. Le tecniche per incastrare diabolicamente la catena tra le piccole ruote dentate dei cambi erano note, ma le
forme delle fanciulle che facevano bella mostra di sé sul banco degli attrezzi nascondevano imperscrutabili misteri. Si andava per rubare con l’occhio il vietatissimo ai minori convinti di essere dei gran furbacchioni, ma ignari della benevola e meritoria opera di fiancheggiamento di quell’omone bianco crinito che, sapendolo, a rimetterla a posti ci metteva sempre qualche minuto in più del necessario. Allora l’internet non era nemmeno nella mente di Google, l’edicola contendeva al meccanico il ruolo di tempio del proibito e sui calendari finivano la breve carriera sciacquette sconosciute destinate all’oblio. Oggi le cose stanno altrimenti: i meccanici delle biciclette non ci sono più, sul web si trova qualsiasi topa senza dover sforzare troppo la fantasia e il calendario è diventato un must per accedere alla vera gloria mediatica. “O tempora, o mores” dirà qualcuno, ma chissenefrega: il mio antico meccanico mica li avrebbe capiti tutti quei tizi lì col cavallo dei pantaloni inadatto perfino a cavalcare un triciclo.
SCELTE STRATEGICHE – Bando alle nostalgie, qui bisogna cedere al pragmatismo e cominciare a guardarsi intorno per trovare il pezzo giusto da appendere in cameretta. E non è mica una scelta facile perché, al contrario del tema delle riforme che oggi domina le prime pagine e domani non se lo ricorda più nessuno, un calendario te lo devi tenere per un tempo che, nel secondo millennio, appare un’eternità. Dodici mesi sono lunghi da passare e trascorrerli in compagnia della donna sbagliata può trasformare un anno carico di aspettative in un vero incubo. Pertanto, siccome non tutti hanno la stessa, enorme quantità di tempo da perdere che abbiamo noi, ci è parso carino offrire ai nostri pazienti lettori un servizio di grande utilità. Siamo andati un po’ in giro a vedere cosa passi il convento e abbiamo deciso di selezionare solo il meglio del meglio. Ovviamente, ci assumiamo l’intera responsabilità delle nostre scelte per cui, se qualcuno non dovesse essere soddisfatto, può benissimo cambiarle con quelle che più gli si confanno.
|
Playboy |
Bellezze agrigentine |
TOPA DOC – Prima di decidere a quali “forme” affidare il proprio futuro sollievo estetico è bene chiarirsi le idee: meglio puntare su qualche giovanottona nota o si può pensare di prendersi un rischio? Per i più prudenti è facile dare una risposta: i titoli li sapete e la legge non ammette ignoranza. Per di più le grandi “case” che sono da tempo nel settore (Pirelli su tutte) spesso offrono furbescamente una pluralità di soggetti nella speranza di non deludere nessuno. Tuttavia non mancano gli iperconservatori anche qui: la Stock, quella dei liquori, nel 2010 esce con la signora Buffon, in arte Alena Seredova, ormai madre di famiglia e martire. Maxim, invece, punta sulla sorellina di Belen Rodriguez, Cecilia: a prima vista si direbbe che siamo di fronte ad una famiglia di talento purissimo. Com’è facile immaginare, modelle più o meno note si trovano ovunque svestite secondo preferenza o secondo il gusto del titolare d’azienda che ha messo il grano per pagare la settimana di relax a lei e al fotografo. A titolo squisitamente personale, un pensierino su Veridiana Mallmann si potrebbe anche fare. Tuttavia, non mancano scelte un po’ azzardate. La discoteca Pepenero ha scelto Brigitta Bulgari, nota pornostar mezza svedese e mezza ungherese, ma il premio per il cattivo gusto lo vince a mani basse Riccardo Schicchi che si affida ad una morta: Moana Pozzi. Le foto, fortunatamente, sono d’epoca.
|
Pirelli Girl |
Cecilia Rodriguez |
Veridiana Mallmann |








“il premio per il cattivo gusto lo vince a mani basse Riccardo Schicchi che si affida ad una morta: Moana Pozzi”
Scusa, ma allora tutti i calendari che continuano a fare di Marilyn Monroe, James Dean, Marlon Brando, addirittura di Totò e Peppino, ecc. ecc., sono tutti all’insegna del cattivo gusto?
Proprio ognuna ognuna non direi.
Webmaster!!!
Me ne sono accorto adesso, ma i commenti sono relativi all’articolo o alla pagina?
Perché in questo articolo nella prima pagina c’è un (2) commenti e a pagina 2 ce ne sono 0?
ahhh ho capito anche voi adesso seguite le scelte editoriali di panorama e espresso per cui la notizia è più notizia con un paio di belle chiappe sbattute in copertina