All’estero ci capiscono poco e non c’è da meravigliarsene: a volte, diciamolo, ci capiamo talmente poco anche da soli che sarebbe difficile spiegare ad altri che razza di paese sia questo qua. Prendiamo, tanto per fare un esempio, le due prossime candidate alla guida della regione Lazio, Renata Polverini ed Emma Bonino. Concesso al politically correct l’apprezzamento per la scelta di due gentili signore che finalmente il maschilismo sciovinista apre le porte alla rappresentanza femminile eccetera eccetera, non si può fare a meno di notare la curiosa originalità delle rispettive scelte.
In effetti, se proviamo a dimenticare per un momento le dichiarazioni formali di appartenenza politica di entrambe e ci limitiamo a considerare le due reali visioni del mondo, se ne ricava l’impressione che qualcosa non torni. Non che si rimpiangano i tempi degli schematici ideologismi ormai morti e sepolti (si scherza), ma in termini di effettiva rappresentatività dei “valori” politici della propria parte politica la Polverini e la Bonino ci azzeccano relativamente poco.
Non ci credete? Eppure basta andarsi a rileggere alcune scelte ed alcune prese di posizione ufficiali per trovarsi improvvisamente fiondati in un mondo privo di certezze. La Bonino la conoscono più o meno tutti e non serve nemmeno andare a rivangare il suo fiero passato radicale. Il che, tradotto, fa pieno appoggio al referendum per l’abrogazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori e dichiarazioni di questo tenore: «Deve essere chiaro a tutti che la libertà da affermare per gli europei del duemila sarà sempre più quella di potere avere libertà di scelta come consumatori ed utenti tra una molteplicità di opzioni in un mercato concorrenziale. Attraverso la scelta “liberista” vogliamo affermare la libertà di impresa, certo, ma anche la libertà del consumatore di ottimizzare la propria utilità orientandosi tra offerte davvero in concorrenza». Era il 1999 ed Emma Bonino arringava il popolo aretino sulla necessità imprescindibile della rivoluzione liberale. Si può dire che è roba del secolo scorso, ma son passati appena dieci anni. Ecco, Emma Bonino si candida per il centro-sinistra e chiederà i voti di tutti coloro che credono nel ruolo fondamentale dello Stato e nella prevalenza del bene comune su quello individuale.
Renata Polverini, invece, viene da un sindacato (UGL) al quale ha conquistato un enorme successo di consensi in pochissimo tempo e non ha mai fatto mistero di sentirsi poco in sintonia con l’idea liberale e liberista. Anzi, come ribadì a Giancarlo Perna del Giornale nel febbraio 2009, si sente qualcosa di più che antiliberista: «Guai se saranno gli economisti che hanno causato il disastro a fare le nuove regole. Quelli che ora dicono: “Lo Stato intervenga, ma poi lasci”». La Polverini riteneva la globalizzazione un’opportunità, poi si è ricreduta. In sostanza, è una che: «Liberista, mai. Sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza. La redistribuzione capitalista è una favola. Favorisce speculazioni finanziarie e rendite incontrollate». Ecco, Renata Polverini si candida per il centro-destra e chiederà i voti a quelli che lo Stato lo possono vedere poco o niente e che al bene supremo della collettività credono come conseguenza del perseguimento del bene individuale.




Forse è vero che le cose in questi anni stanno cambiando profondamente.
Ma è anche vero che in Italia una destra “liberale e liberista” è sempre stata una cosa minoritaria, mentre l’unica destra che prima di questa aveva governato il paese era quella del ventennio, che era più statalista che mai…
La sinistra poi, ha iniziato da tempo un percorso – tardivo, faticoso, contraddittorio e parziale – di avvicinamento alle idee sane del liberalismo (non del liberismo, su cui immagino io e te non siamo d’accordo).
Ma anche fatte queste premesse, l’anomalia dello scontro Polverini-Bonino nel Lazio è palese e tu l’hai messa splendidamente in evidenza…Diciamo, per consolarci che comunque è un bel match, tra due persone rispettabili e che hanno delle idee…in Italia non è poco, mi sa.
Un sorriso “sinistro”
C.
Non lo sò se l’effettivo cambiamento di visione politica che nel corso degli anni ha riguardato entrambe le candidate, appartiene al classico spregevole trasformismo italiano, oppure se il tempo modifica effettivamente le condizioni del mondo per cui è legittimo adeguarci a questi cambiamenti e quindi perseguire con onestà programmi che in passato sarebbero stati considerati o eversivi o conservativi a seconda delle circostanze in cui venivano presentati. D’altra parte il fenomeno va oltre le candidate per interessare gran parte della politica anche sana del nostro Paese, basta prendere ad esempio il nuovo PD, che ha timore perfino a definirsi di sinistra,oppure seguire il travaglio di quella sinistra che ha dovuto rinunciare al simbolo della falce e martello. Pertanto è difficile stabilire chi è e chi non è in buona fede e per questo scegliere spesso è determinato dalla storia personale di chi si presenta. Impossibile spiegarlo ad un osservatore straniero, anche se il fenomeno, ad eccezione di chi ha un presidente del consiglio poco credibile come il nostro, sta interessando sempre più anche l’Europa. G.Carlo
La Bonino mi ricorda la Candidatura di Obama, se LEI è quello che si pensa e dice che sia, sarà osteggiata, non mi sorprenderebbe che, nel caso di una Sua elezione, rischiasse anche la vita. Il LAZIO è una REGIONE a pericolo Mafioso e corruttivo “”Speciale”". Che venga eletto un Governatore che potrebbe mettere in pericolo i miliardi che si spartiscono politici e corrotti, sarebbe molto strano. Com’è la Polverini? NON so. Vedremo cosa accadrà, ma i DELINQUENTI UNITI D’ITALIA cercheranno di impedire l’elezione della Bonino. Statene certi.
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