Cultura

L’attentato suicida che ha scosso la CIA

8 gennaio 2010

Per la prima volta il New York Times rivela i nomi e i profili delle spie Usa uccisi nell’ attacco suicida del 30 dicembre in Afghanistan, rivendicato da Al Qaeda.

Nell’autunno del 2001, quando un Paese angustiato cercava di metabolizzare l’attacco alle Torri Gemelle, una economista di nome Elizabeth Hanson aveva iniziato a scrivere la sua tesi di dottorato al Colby College nel Maine. La domanda che si era posta era appropriata e tempestiva: come applicano i principi economici le tre grandi religioni del mondo? La Relazione Hanson, “Faithless Heathens: Scriptural Economics of Judaism, Christianity and Islam” aveva un titolo molto più provocatorio del suo contenuto, secondo il professore che aveva seguito la sua tesi, ma diede inizio alla sua futura carriera presso la Central Intelligence Agency  come specialista nel perseguire i militanti islamici. Carriera che è finita improvvisamente la settimana scorsa: Hanson è stata una dei sette americani uccisi nell’ attentato suicida in una base della CIA fra le montagne afghane.

LE DONNE AI VERTICI - Nei giorni dopo l’attacco, si è cominciato poco a poco a conoscere  i dettagli sulla vita delle vittime (cinque uomini e due donne, tra cui due imprenditori della società già nota come Blackwater), nonostante la natura segreta del loro lavoro . Ciò che emerge è un raro sguardo pubblico su una società chiusa, uno sguardo furtivo in un pezzo di agenzia di spionaggio, otto anni dopo averla vista in prima linea nella guerra. Le loro morti sono state un duro colpo per un team che deve raccogliere informazioni sulle reti di militanti in Afghanistan e in Pakistan e che dovrebbe pianificare missioni per uccidere i leader di alto livello di Al Qaeda. E rivela pure come sia cambiato un settore precedentemente dominato dagli uomini e dove oggi la responsabile della Forward Operating Base Chapman a Khost era una donna. Il capo delle operazioni di Al Qaeda in Afghanistan, Mustafá Abu al-Yazid, ha rilasciato una dichiarazione lodando il lavoro del kamikaze, il doppio agente giordano Humam Jalil Abu Mulal al Balawi, in cui asseriva che l’attacco era una vendetta per l’assassinio di una serie di importanti leader militanti che erano finiti sotto i colpi dei raid aerei ordinati dalla CIA. “Ha fatto esplodere il suo magnifico, stupefacente e ben progettato ordigno esplosivo e non ha visto gli occhi di coloro che non credono nell’aldilà“.

I NOMI - Le vittime provenivano da ogni angolo degli Stati Uniti, ma per coincidenza era finite in uno dei posti più pericolosi al mondo. Alcuni avevano una formazione militare. Uno dei dipendenti della CIA aveva lavorato come detective della narcotici nella polizia di Atlanta e per le Nazioni Unite in Kosovo. Harold Brown Jr., invece, era un ex-riservista dell’esercito e padre di tre figli, aveva fatto un breve viaggio a casa dall’Afghanistan per aiutare la sua famiglia a trasferirsi in una nuova casa in una zona residenziale a nord della Virginia. La madre di Brown, Barbara, ha detto in un’intervista che il figlio (lei sapeva che stesse lavorando per il Dipartimento di Stato) voleva trascorrere un anno in Afghanistan e tornare a casa nel mese di aprile. “Parlava poco del suo lavoro”. Il capo della base, una veterana dell’agenzia, aveva viaggiato in Afghanistan lo scorso anno nell’ambito di un tentativo da parte della CIA di rafforzare la sua presenza nelle zone di guerra. L’agenzia ha ovviamente rifiutato di commentare l’identità dei suoi dipendenti e tutte le informazioni raccolte sono state rivelate dai familiari degli agenti morti. Il nome di Hanson è apparso per la prima volta sul Daily Beast, una rivista online. In una intervista telefonica, suo padre, Duane Hanson, ha affermato che un funzionario delle Nazioni Unite aveva chiamato un paio di giorni dopo per fargli sapere che sua figlia, che avrebbe compiuto 31 anni il mese prossimo, era stata uccisa. “Sapevo poco del suo lavoro, tranne che era stata in Afghanistan. Tirati fuori – le aveva detto – tu sai quanto sia pericoloso è un luogo per i soldati“.

Un commento a L’attentato suicida che ha scosso la CIA

  1. maria teresa

    che bello come lo hai raccontato: l’argomento sarà anche serio, serissimo, ma è avvincente come la puntata finale di un telefilm

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