Schifani-Grillo, uno spettacolo nello spettacolo

8 gennaio 2010

Sembrava quasi appartenere a quella schiera di ragazzine gelose della propria privacy, il presidente del Senato Renato Schifani mentre negava un appuntamento pubblico a Beppe Grillo per parlare della famosa-famigerata legge di iniziativa popolare che il comico genovese e i suoi sostenitori hanno promosso raccogliendo trecentomila firme e ora giace, come la quasi totalità delle proposte di legge di iniziativa non governativa, in Parlamento.

No, in webcam no“, ha detto Renato, come un’adolescente intenta a preservare le sue grazie dal guardone zozzone di turno. Oppure, secondo la versione del comico genovese: “Io non voglio incontri personali ma chiedo al presidente del Senato dove siano finite le 350.000 firme che hanno proposto la legge di iniziativa popolare. Schifani dovrebbe mettere in agenda la discussione di questa legge, altrimenti i 350.000 cittadini italiani che hanno firmato gliene chiederanno conto. Il presidente del Senato mi ha proposto un incontro privato per parlare della nostra proposta di legge, io gli ho risposto che ero disponibile solamente se potevo venire con una webcam, davanti alla quale lui avrebbe dovuto dire le sue intenzioni in proposito. Allora mi ha detto di no. Questi non accettano il confronto, Schifani è scappato, anche qua è arrivato con la scorta perché ha paura. Ma io sono fiducioso di un crollo di questa generazione, questa gente è fuori dalla storia“. E vabbeh, non ha tutti i torti Beppilbullo: la risposta di Schifani è di quelle che fanno cadere le braccia, soprattutto a chi pensa che le istituzioni di questo paese siano irrimediabilmente digitaldivise, e che la loro ritrosia nei confronti delle nuove tecnologie sia un pessimo esempio sia per l’italiano medio (ma ci sono ancora italiani medi che prendono esempio dalle istituzioni?) che per chi vorrebbe una maggiore attenzione e trasparenza dalle autorità come la presidenza del Senato, che dovrebbe essere super partes.

Ma a parte questo, Schifani c’è da capirlo. Non è certo per la questione web cam che ha detto di no a Grillo: il presidente è semplicemente terrorizzato da quello che potrebbe accadere in un confronto aperto. Ovvero, di finire in un tritacarne mediatico dove non avrebbe luogo un confronto in topic su quello che richiede il comico genovese, ma l’ennesimo, inutile, messaggio alla nazione/proclama politico ai quali il Bullo ci ha abituato. Buttarla in caciara, infatti, è una delle sue attività preferite: una proposta di legge di iniziativa popolare ha storicamente poche possibilità di finire approvata, sia per la specificità della politica italiana che per le abitudini di casta della politica a livello mondiale. Fossimo in Inghilterra, sarebbe la stessa cosa. Nello specifico, la proposta di Grillo è palesemente incostituzionale, visto che pretendendo, ad esempio, che tra gli eletti non ci sia gente con carichi giudiziari alle spalle vìola il principio di uguaglianza. Insomma, finirebbe bocciato per gli stessi motivi del lodo Alfano, il che è tutto dire. In ultimo, forse Grillo non è esattamente il pulpito giusto da cui inviare la predica su chi imbroglia i cittadini. E’ difficile infatti, quando parla di iniziative popolari frustrate, non richiamare alla mente i famosi referendum sulla stampa che il comico genovese aveva promosso in tempi in cui non era possibile raccogliere le firme. Nonostante molti giuristi gli avessero fatto notare la cosa, Grillo ha deciso di andare avanti lo stesso, ottenendo l’unico risultato possibile: farsi bocciare il referendum dalla Cassazione. E poi ha risolto il tutto inveendo contro la cattiveria delle istituzioni, quando l’unico baluba della vicenda era lui. Baluba? Furbone, più che altro. Visto che il DVD della giornata in cui si è svolta la prima raccolta di firme è stato regolarmente venduto, e non a prezzo di costo, sul suo sito internet: con gli incassi si poteva tranquillamente finanziare un’altra raccolta di firme, stavolta nei tempi giusti. Ma Grillo si è ben guardato dal farlo: si sa, i soldi stanno cari a tutti. Un comportamento comprensibile. Ma la prossima volta che a Grillo salta il corbezzolo di dare del “sordo” e del furbetto a qualcuno, forse è meglio che si ricordi anche di quello che ha fatto lui. Così, come promemoria.

(vignetta di Bucchi)

27 commenti a Schifani-Grillo, uno spettacolo nello spettacolo

  1. AG

    “ello specifico, la proposta di Grillo è palesemente incostituzionale, visto che pretendendo, ad esempio, che tra gli eletti non ci sia gente con carichi giudiziari alle spalle vìola il principio di uguaglianza.”

    Ale ti sbagli. Per le elezioni amministrative c’è già l’ineleggibilità.

    Art. 58 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (quindi non Legge Costituzionale):

    1. Non possono essere candidati alle elezioni provinciali, comunali e circoscrizionali e non possono comunque ricoprire le cariche di presidente della provincia, sindaco, assessore e consigliere provinciale e comunale, presidente e componente del consiglio circoscrizionale, presidente e componente del consiglio di amministrazione dei consorzi, presidente e componente dei consigli e delle giunte delle unioni di comuni, consigliere di amministrazione e presidente delle aziende speciali e delle istituzioni di cui all’articolo 114, presidente e componente degli organi delle comunità montane:

    a) coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto previsto dall’articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all’articolo 74 del testo unico approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all’articolo 73 del citato testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione, la vendita o cessione, nonché, nei casi in cui sia inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto, il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati;

    b) coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma (peculato), 316 (peculato mediante profitto dell’errore altrui), 316-bis (malversazione a danno dello Stato), 317 (concussione), 318 (corruzione per un atto d’ufficio), 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio), 319-ter (corruzione in atti giudiziari), 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio) del codice penale (67);

    c) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva alla pena della reclusione complessivamente superiore a sei mesi per uno o più delitti commessi con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diversi da quelli indicati nella lettera b);

    d) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo;

    e) coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, con provvedimento definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all’articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall’articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.

    • “Ale ti sbagli. Per le elezioni amministrative c’è già l’ineleggibilità”

      non ho capito in cosa mi sbaglio. Siccome c’è per le amministrative, questo vale anche per le politiche?

      secondo: è stato sottoposto al valgio di costituzionalità?

      terzo: quella legge esclude taluni reati, quella di Grillo lo esclude per tutti.

  2. AG

    1) se una cosa è incostituzionale perché lede il principio di uguaglianza lo lede sempre, non quando fa comodo a Grillo o a te. Fra l’altro c’è pure l’interdizione dai pubblici uffici che NON è stabilita da Legge Costituzionale ma dall’art.28 del C.P.
    Inoltre c’è pure interdizione temporanea a partecipare ad elezioni politiche ed amministrative (quella che dettero a Tosi).

    2) fai ricorso, così vedi se ti dan ragione.

    3) ecco appunto, quindi è più “egualitaria”.

    Hai capito in cosa ti sbagli adesso?

    • 1) no, non è vero: dipende dal tipo di investitura e di carica politica

      2) fallo tu, così vedi se hai ragione tu

      3) oppure lede il principio in toto, mentre le altre sono eccezioni.

      no.

  3. AG

    Vabbè allora hai ragione te.

    Tu pensa che la Corte Costituzionale con sentenza n. 141 del 1996 dichiarò illegittime le norme che prevedevano come causa ostativa alla candidatura in elezioni regionali, provinciali e comunali anche la sola esistenza di procedimenti penali non conclusi definitivamente proprio per l’evedente disparità fra le elezioni amministrative e politiche.

    Quindi ci sono norme differenti fra politiche e amministrative (vero) ma sono determinate da leggi ordinarie e non costituzionali e inoltre ci sono sanzioni accessorie del codice penale (sempre legge ordinaria e non costituzionale).

    A questo punto anche uno al primo anno di diritto sa che un principio costituzionale come quello di uguaglianza può essere limitato solo da legge costituzionale e non da legge ordinaria.

    Ma c’è il problema che il principio di uguaglianza NON dice le cose che dici tu:

    “Art. 3.

    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

    Come vedi nessun cenno ai diritti di elettorato passivo o attivo. Mi dispiace, risposta sbagliata.

    Per quelli bisogna andare all’art.48 (elettorato passivo) e al 51 (elettorato attivo):

    “Art. 48.

    Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

    Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

    La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

    Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.”

    Art. 51.

    Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.

    La legge può, per l’ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.

    Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.”

    Cioè che ci sono dei limiti di elttorato attivo e passivo STABILITI PER LEGGE senza che la Costituzione faccia cenno che per le politiche quello e le amministrative quell’altro o quel reato si e quello no.

    Non facevi prima a dire “scusa hai ragione, ho sbagliato”? O Ale, che ti stai ingrillendo? :D :P

    • trovo questo metodo di darsi ragione da soli piuttosto grillino.

      “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.”

      mi sembra perfettamente pronto a smentire quello che dici te. E comunque, come dici tu, hai ragione tu. Ciao.

  4. AG

    “secondo i requisiti stabiliti dalla legge”

    Vuol dire che se domani il Legislatore scrive una legge ORDINARIA che dice “tutti quelli che hanno commesso reati di qualunque tipo in qualunque momento non sono eleggibili alla Camera o al Senato” ed è PERFETTAMENTE COSTITUZIONALE.

    Lo ha SEMPRE fatto come dimostrano le leggi in vigore.

    Che sia poi una cazzata è un’altra cosa.

    • no, perché la legge non può andare contro i principi stabiliti dalla costituzione. E che questi principi siano rispettati, lo dici tu. A mio parere si viola il principio di uguaglianza. E comunque hai ragione tu. Tu, tu, tu.

  5. IVAR

    Io non so se la proposta di Grillo sia incostituzionale o meno: di certo è di buon senso e non capisco perchè nessuno mai ne parli nel merito. Ci si attacca ai cavilli e alle procedure: come ha fatto Schifani e come hai fatto te nell’articolo. E’ tanto scandaloso pensare di avere in Parlamento gente non condannata? E’ strano volerli spesare per non più di due legislature? Si dovrebbe parlare di questo, credo. Oppure del fatto che abbiamo un Presidente del Senato impresentabile, e che questi faccia delle commemorazioni ipocrite elogiando la stessa costituzione che i suoi più stretti collaboratori vorrebbero demolire in gran fretta. Invece te non trovi di meglio da fare che attaccare Beppe Bullo. Del resto funziona sempre così: per ogni tema affrontato dal comico gli si contesta il modo, mai il merito. Butta tutto in caciara? E i vari politici nei programmi televisivi cosa fanno? Dialogano? Vende i DVD? E allora? Li vende a chi li vuole comprare: almeno non si fa mantenere dal denaro pubblico. Hai un’ idea te di quanto possa costare organizzare una manifestazione come il Vday? La verità è che Beppe Grillo è l’unico che abbia fatto proposte CONCRETE (no chiacchiere) per cambiare veramente la politica di questo Paese: il suo problema è che l’ Italia è piena di gente che passa il tempo a lamentarsi e a giudicare gli altri. Se però chiedi a queste persone un impegno vero per il cambiamento, ti accorgerai che alla fine, a loro, le cose vanno bene così come stanno.

    • se rileggi più lentamente l’articolo, capirai che a me sbattesega di chi compra i dvd. Mi rode che l’abbia fatto per raccogliere le firme per un referendum ben sapendo che era fuori dalle regole, e poi con il ricavato non abbia finanziato un’altra raccolta. That’s all.

      • GranchiF

        “…raccogliere le firme per un referendum ben sapendo che era fuori dalle regole,…”

        Non è vero. E’ il nostro diritto che è lacunoso ed oscuro in quel punto:

        http://sostenibile.blogosfere.it/2008/04/vday-2-tre-referendum-da-sostenere.html

        Se lo leggi fino in fondo leggerai il parere di vari costituzionalisti e non sono tutti d’accordo.

        Inoltre la data era stata scelta molto prima della caduta del Governo Prodi, per cui non si poteva prevedere questa complicazione.

        Quindi son d’accordo sul fatto che avrebbe potuto posticipare per essere sicuro (ma immagino che creare un V-Day avesse messo in moto una macchina troppo grande per fermarla e farla ripartire più tardi soprattutto perchè si basava sul lavoro volontario dei meet-up) ma non venirmi a dire “…ben sapendo che era fuori dalle regole” perchè non è così.

  6. pegaso

    qualcosa non torna! se è incostituzionale come legge io penso che i nostri politici avrebbero votato anche di domenica bocciandola e trovando una ottima motivazione (incostituzionale) invece viene tenuta sepolta nei cassetto schifando dei semplici cittadini che si sono permessi di invadere il campo. Insomma è una proposta, modificabile, invece niente, tenuta la ad invecchiare.

  7. Guido Gonzato

    Antipatia per Grillo a parte, anche a me è saltato subito agli occhi che la sua proposta di legge non è per nulla anticostituzionale. Se lo fosse, lo sarebbero anche una pletora di altre leggi; le prime che mi vengono in mente sono quelle che regolano i casi di incandidabilità e ineggibilità, a diversi livelli.

    Invece di stare qui a menarcela su chi ha ragione, preferirei concentrarmi sull’essenziale: Schifani dovrebbe confrontarsi (magari non con Grillo, che è francamente indisponente quando ci si mette) e riferire agli elettori. Ma non siamo mica in Inghilterra, dove trovi indirizzo e telefono degli MP sui giornali… qui siamo in Italia, ergo siamo pressoché sudditi.

  8. maria teresa

    Peccato per la webcam, al di là del merito sarebbe stato interessante usare una modalità nuova, in fondo c’è ancora gente (io la conosco, ed è laureata) che la chiama webcab.

  9. l’ignoranza dei cittadini è la linfa vitale dei politici italiani.

  10. GranchiF

    Quindi è tutta colpa di Grillo?
    Siccome 350.000 cittadini hanno firmato una proposta di legge popolare due anni fa e il Parlamento non l’ha ancora neanche considerata (mandando in c..o 350.000 cittadini) è colpa di Grillo?
    Grillo ha speso soldi suoi e delle donazioni per organizzare il VDay e siccome ha fatto un errore ne doveva organizzare un altro?
    Poi la pappa pronta la vuoi col pomodoro o senza?

    E’ incostituzionale? Chissenefrega: si discuta e si voti poi la Corte Costituzionale deciderà. E’ questo che chiedono i 350.000 cittadini, nient’altro.
    E comunque che sia incostituzionale ci credo molto poco; primo: perchè sennò l’avrebbero già discussa in Parlamento (solo per dire che Grillo è un cogl…e) secondo: ti ha già risposto AG ma sembra che tu non voglia capire.

    “Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, SECONDO I REQUISITI STABILITI DALLA LEGGE”

    Secondo i requisiti stabiliti dalla legge.

    Ovvero: siamo tutti candidabili SECONDO I REQUISITI STABILITI DALLA LEGGE

    La legge decide i requisiti per i quali siamo tutti candidabili.
    E tra questi requisiti ci può essere benissimo il fatto che non dobbiamo avere condanne sul groppone.

    • “La legge decide i requisiti per i quali siamo tutti candidabili.
      E tra questi requisiti ci può essere benissimo il fatto che non dobbiamo avere condanne sul groppone.”

      come scritto più sopra: la legge non può decidere qualcosa di incostituzionale.

      “Quindi è tutta colpa di Grillo?
      Siccome 350.000 cittadini hanno firmato una proposta di legge popolare due anni fa e il Parlamento non l’ha ancora neanche considerata (mandando in c..o 350.000 cittadini) è colpa di Grillo?”

      capisco che in quanto grillino hai qualche problema di comprendonio, ma stiamo parlando di due cose diverse: da una parte la legge popolare, dall’altra i referendum.

      • GranchiF

        “capisco che in quanto grillino hai qualche problema di comprendonio,”

        Ti ringrazio per le offese e l’etichettatura (mi ricordi un pò Berlusconi che dà del comunista a chi non è d’accordo con lui).
        dimostri molto rispetto verso gli altri; complimenti.

        Comunque io mi stavo riferendo a:
        “Ma a parte questo, Schifani c’è da capirlo. Non è certo per la questione web cam che ha detto di no a Grillo: il presidente è semplicemente terrorizzato da quello che potrebbe accadere in un confronto aperto. Ovvero, di finire in un tritacarne mediatico dove non avrebbe luogo un confronto in topic su quello che richiede il comico genovese, ma l’ennesimo, inutile, messaggio alla nazione/proclama politico ai quali il Bullo ci ha abituato. Buttarla in caciara, infatti, è una delle sue attività preferite: una proposta di legge di iniziativa popolare ha storicamente poche possibilità di finire approvata, sia per la specificità della politica italiana che per le abitudini di casta della politica a livello mondiale”

        E riguarda l’iniziativa di legge popolare.

        Quanto all’essere costituzionale o meno, lasciamo perdere.
        Dico solo che uno non può fare il poliziotto se ha condanne pendenti; questo non lede il principio di uguaglianza?

        • dimostro lo stesso rispetto che mostrate voi grillini nel non comprendere quanto scritto e nel porre obiezioni già poste e alle quali si è già risposto.

          Quanto al poliziotto, non mi ricordo quando li eleggono. Tu ci sei andato alle urne per votare il tuo commissario di zona, invece?

  11. Penelope

    Greg. Il granito sardo è più malleabile di te.
    Se c’è l’ineleggibilità per le amministrative (sempre di politici stiam parlando.. amministrative.. politiche.. con rispetto parlando, ma è una distinzione di comodo per scindere lo spazio “nazionale” da quello “locale”, ma la sostanza non cambia.. e manco gli stipendi se vogliamo essere pignoli) vuol dire che è costituzionale la norma in sè.
    Dunque, se la norma può valere per il sindaco di Pippobello deve valere anche per il senatore di Pippobello. E’ semplice, ovvio, lapalissiano.
    Oltretutto, è pure di buon senso.

    Quanto ai poliziotti.. non si eleggono, ma che c’entra?
    I poliziotti, come i politici, hanno a che fare con l’amministrazione della cosa pubblica anche se in maniera diversa.
    E’ questo il punto.

    Noto da parte tua un tocco di pregiudizio anti-grillista. Hai le prove che la norma non sarebbe anticostituzionale. Perchè perseveri nell’errare? Dì piuttosto che non sei d’accordo e che un mafioso in parlamento (ce ne abbiamo uno a vita) non ti fa nè caldo nè freddo.

  12. Z

    L’articolo 65 della costituzione italiana recita:

    La legge determina i casi di ineleggibilità e incompatibilità con l’ufficio di deputato o di senatore.

    Mi risulta tra l’altro che chiunque sia titolare di una concessione pubblica sia teoricamente ineleggibile.

    • AG

      E infatti è dovuto diventare Confalonieri presidente di Mediaset.

      Sono ineleggibili pure i falliti entro 5 anni dalla sentenza di fallimento (che è diritto fallimentare e manco penale) alla faccia dell’art.3 che non c’entra una beneamata ceppa con i requisiti di eleggibilità nonostante certe castronerie che dicono tanti giornalisti.

  13. Wedhro

    Insomma, Schifani può sottrarsi ai suoi doveri perché Grillo è Grillo, e quelli che hanno firmato per le leggi di iniziativa popolare possono anche metterci una pietra sopra perché in Italia funziona così.

    Ammazza, articoli come questi rispondono efficacemente all’annosa questione “dove andremo a finire?”. Da nessuna parte, ci siamo già.

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