Economia

Il buco nero prossimo venturo

12 settembre 2008

L’Istat e la Ue certificano un forte rallentamento della congiuntura e una riduzione delle prospettive di crescita economica. Non è difficile prevedere che questo avrà effetti negativi sulle entrate tributarie, e quindi sulla tenuta dei conti pubblici. Oltre a spargere ottimismo, non è il caso di fare qualcosa?

La notizia, per quanto abbastanza attesa,  non è confortante: i dati dell’Istat mostrano infatti che nel secondo trimestre del 2008 il prodotto interno lordo è diminuito dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,1% nei confronti del secondo trimestre del 2007. Calano sia i consumi che gli investimenti. I dati dell’istituto di statistica vanno a braccetto con le nuove stime contenute nelle “previsioni economiche intermedie” della Commissione europea che parlano di “un rallentamento marcato dell’economia italiana in corso dalla metà del 2007″ e di un’attività economica che “ha iniziato il 2008 in modo negativo”, e – soprattutto – “il risultato di crescita del PIL per la prima parte dell’anno  è in qualche misura inferiore rispetto alle previsioni di primavera”.

LA CRESCITA SARA’ PIU’ BASSA - Che la situazione non fosse incoraggiante non era certo un mistero per nessuno, nonostante le entrate siano in aumento. Stavolta, neppure per il ministro dell’Economia, che da tempo va ripetendo che la crisi attuale è dura e difficile, anche se ultimamente si è lasciato andare a dichiarazioni più ottimiste, come a Cernobbio. E Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi spande ottimismo a piene mani, ricordandoci che l’Italia è un Paese ”molto solido”, con un ”alto livello di vita e di benessere”, che deve superare insieme all’Europa la crisi economica di questi anni, dando impulso alle piccole e medie imprese. Mentre speriamo nel futuro lontano assieme al ministro Tremonti, guardiamo però con attenzione al presente e al futuro di breve e medio termine. Oltre che la preoccupazione per il benessere di famiglie e per le prospettive economiche delle imprese, occorre guardare alla tenuta dei conti pubblici e quindi all’efficacia della manovra dei 9 minuti e mezzo, quella approvata all’inizio dell’estate. Le entrate dello Stato, infatti, sono in grandissima parte entrate fiscali, e sono quindi correlate all’andamento dell’economia: se la crescita diminuisce, si riducono conseguentemente anche le entrate. E a parità di spese, questo significa aumento del deficit. Che succederà nei prossimi 2-3 anni? Sempre secondo gli uffici dell’Unione europea,  le prospettive per i mesi a venire rimangono sfavorevoli a causa di una competitività in deterioramento e di un rallentamento della domanda mondiale. E più o meno tutti gli istituti di previsione hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’Italia per il 2009.

IL DEFICIT DI BILANCIO - Proviamo a fare due conti, partendo dalle cifre di Tremonti. Nel Dpef che poi si è tradotto nella manovra finanziaria estiva, Tremonti stimava una crescita del PIL dello 0,5% nel 2008,dello 0,9% nel 2009, del 1,2% nel 2010 e del 1,3% del 2011. Niente di trascendentale, ma – sembrerebbe – purtroppo ancora un po’ ottimistico. E’ presumibile che le cose andranno, almeno nel 2009-2010, un po’ peggio. Se ipotizziamo un rallentamento del Pil “reale” di circa uno 0,5%, si abbasserà anche il PIL nominale, quello che viene stimato dal Governo per calcolare l’ammontare delle entrate tributarie. Tenendo conto che Tremonti si è tenuto prudente nel calcolare il livello di inflazione, diciamo che è presumibile una riduzione del PIL nominale del 2009 dai 1.637 miliardi di euro indicati nel DPEF a più o meno 1.620. Sempre prendendo per buone le cifre di Tremonti, con una pressione fiscale ferma al 43%, il livello di entrate dello Stato nel 2009 si ridurrebbe dai 762,4 miliardi di euro previsti nel Dpef ai 755,2. Fanno 7,1 miliardi di euro di mancate entrate nel 2009 (la manovra complessiva per il 2009 è di circa 10 miliardi di euro nel 2009). Ripetendo il calcolo per il 2010, mancano all’appello altri 8,3 miliardi.

10 commenti a Il buco nero prossimo venturo

  1. Lkv

    Sul Sole24Ore di oggi c’e’ un simpatico articolo di Vaciago che apre cosi’ (la chiusa e’ anche piu’ bella): “Dovrebbe essere proibito agli uomini di Governo [...] di parlare dei guai del loro Paese senza anche indicarne i rimedi”. Se dunque aumentano le dichiarazioni ottimistiche quando la situazione peggiora forse e’ solo perche’ non hanno nessuna soluzione da proporre.

  2. Una bella cordata per salvare l’Italia!!!

  3. Rosy

    Mi chiedo se siamo tutti dei grandi oconi o lo facciamo, sono 50 anni che il governo butta via dei soldi (li porta a casa? o sul conto all’estero!!!!) di ridurre il loro compenso e le loro note spese non se ne parla, anzi!!! allora questa Italia come la salviamo? prendendo all’operaio (anche perchè è l’unico tassabile, gli imprenditori il modo per svicolare e portarsi a casa dei soldi esentasse lo trovano sempre. non prendiamoci in giro all’operaio ormai non possiamo più togliere niente tra qualche giorno non avrà i soldi neanche per mangiare, lavora solo per pagare le spese!!! di ulteriori controlli (dico quelli seri, quelli dove nessuno si porta a casa niente per chiudere “un occhio”) neanche l’ombra e allora? se il “Pil” cade cosa facciamo? tiriamo via l’ICI (che il poveretto che non ha la casa non la paga per ovvi motivi) ma alziamo la tassa regionale e comunale (che il poveretto che non paga l’ICI x che non ha la casa la deve pagare per ovvie ragioni, gli viene detratta in automatico sulla busta paga. Ma continuiamo pure a prenderci in giro tanto siamo italiani, il Paese del sole dell’allegria ecc. e adesso anche del pane e cipolla perchè la mortadella con il pane costa troppo!!!!! Vi saluto

  4. @LKV:
    Purtroppo, è probabile che sia come dici. Non me ne rallegro affatto, anzi. Ciao!

    @Loska:
    Stiamo attenti a non impiccarcimisivisiticici.. ^_^
    Grazie, a te sempre un :-****)

    @Rosy:
    E poi la mortadella non va più di moda neanche a sinistra… ;-)

    @tutti: Un sorriso tremante…;-)

  5. gianluca mensi

    ma prodi non aveva detto che c’era un tesoretto???

  6. Lucapino

    il rimedio sarebbe,secondo l’estensore, la lotta all’evasione, ma non l’aveva gia sconfitta Visco?

  7. Lkv

    Se con “tesoretto” intendi le maggiori entrate fiscali, effettivamente ci sono state.

    Solo che il fatto che queste maggiori entrate non fossero strutturali lo rende un tesoretto finto perche’ appunto e’ solo una maggior entrata momentanea. Poi, il fatto che le maggiori entrate fossero momentanee perche’ erano dovute a situazioni contingenti (piu’ tasse, piu’ vendite, ecc.), o perche’ non si e’ data una continuazione alla lotta all’evasione fiscale, poco cambia.

  8. @gianlucamensi:
    Ti ha già ottimamente risposto Lkv, aggiungo solo che il giochino meno divertente che conosco è parlar d’altro di fronte a un problema. Infatti, ammettendo che tu avessi ragione, cosa cambierebbe? Non dovrebbe comunque far qualcosa Tremonti? Padoa Schioppa arrivò in Via XX settembre e trovò una situazione dei conti disastrosa. Si è messo a lavorare (bene? male? ognuno può avere le sue opinioni) ma non ha mica detto: e che posso farci io, è colpa di quelli che c’erano prima.

    @Lucapino:
    L’estensore ha un nome e un cognome, come il “commentatore… :-)
    Ciò detto, il tuo commento (senza offesa) è un autogol: la lotta all’evasione è una lotta quotidiana, mica deve finire un giorno e a quael punto non far nulla. Seguendo il TUO ragionamento, l’evasione sconfitta da Visco è tornata prepotente con tremonti. L’hai detto tu, rileggiti. Io penso invece che questa lotta devono farla tutti, non è mica di destra o di sinistra. Sennò la caricatura di chi dice che chi vota Berlusconi è un evasore diventa vera (ripeto, implicitamente l’hai detto tu, io non lo penso affatto!!!)

    @LKV:

    penso che prima o poi sarà il caso, se ti va, di scrivere qualcosa insieme. Pensaci.

    ^_^

    @tutti: Sempre un sorriso, ma mai lo stesso!!!

  9. Lkv

    @ Comicomix: Molto volentieri. :)

  10. Pingback: Lo scarabocchio di Comicomix

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