Economia

Body scanner, quanto ci costano?

7 gennaio 2010

Mentre il Corriere ci spiega che sono assolutamente necessari per la sicurezza, a produrli sono soltanto due aziende americane. l’Italia ne comprerà una decina, spendendo 2 milioni di euro. Con qualche dubbio per la salute

Sarà una scelta a stelle e strisce, fra General Electrics e L3 Communication, quella che farà l’Italia per l’acquisto dei ‘full body scanner’ da installare negli aeroporti di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia. Una scelta fra i due colossi mondiali, che si spartiscono il monopolio del mercato e che prima del recente allarme terrorismo aereo vendevano il prodotto intorno ai 120 mila dollari. Ma dopo lo scoppio delle minacce terroristiche il prezzo è schizzato a circa 200 mila.

UNA QUESTIONE DI PREZZO – Il fondo a disposizione dell’Enac è di circa due milioni di euro e quindi, valutando circa 150.000 euro a scanner, è verosimile che l’Italia se ne aggiudichi almeno una decina: otto potrebbero essere equamente divisi fra Fiumicino e Malpensa che hanno più collegamenti con gli Stati Uniti, valutati oggi i voli più a rischio, e i due rimanenti potrebbero essere dati al ‘Marco Polo di Venezia. Ma a Fiumicino potrebbero esserne assegnati di più se si deciderà di estendere questo tipo di controlli di sicurezza anche per altri collegamenti aerei, cosiddetti sensibili, con Israele e Londra. Un business che potrebbe allargarsi notevolmente se si decidesse di dotare altri scali non solo italiani di full body scanner e che farebbe gola anche ad altri produttori che, quindi, deciderebbero di scendere in campo con i propri prodotti. Privacy e salute sono due aspetti a cui, naturalmente, le aziende prestano molta attenzione per il rispetto e la tutela del passeggero. Aspetti che per le associazioni dei consumatori come Adusbef e Federconsumatori, sono prerequisiti fondamentali. E, in particolare per la tutela della salute, nel comitato che sceglierà quale scanner l’Italia dovrà acquistare c’è un esponente del ministero competente. In Europa sono più cauti. L’Olanda ha detto subito sì, come avrebbe fatto qualunque paese dal quale è partito l’aereo con sopra l’attentatore che è atterrato a New York. Più sfumata la posizione della Germania. La ministra della Giustizia, Sabine Leutheusser-Schnarrenberger (Cdu), è contraria alla loro introduzione. Ma la ministra dell‘Istruzione e della Ricerca, Annette Schavan (Cdu), ha previsto che la Germania non dovrà aspettare a lungo per introdurre i nuovi body scanner. «Siamo fiduciosi che entro questa estate possiamo aspettarci risultati per una nuova generazione di body scanner». Intanto un sondaggio dice che la maggioranza dei tedeschi è favorevole. In Francia sarà un gruppo di lavoro ad esprimersi sugli scanner negli aeroporti. Proposte sono attese in breve tempo. Contrario il Belgio che, al momento, dice il segretario di stato alla mobilità Etienne Schouppe, non installerà body scanner e rinvia tutto dopo la definizione di un consenso europeo. Scettici anche gli spagnoli. Solo due giorni fa il ministro dei Trasporti Josè Blanco aveva detto di non voler proporre misure addizionali, come gli scanner corporali. Oggi tuttavia, a nome della presidenza Ue, ha difeso un approccio comune sulla questione.

QUALCHE DUBBIO - E c’è anche chi ne illustra la pericolosità. Le onde Terahertz dei body scanner penetrano i materiali non conduttori, come l’abbigliamento, ma poi l’energia che emettono si deposita sulla pelle. I ricercatori del Center for Nonlinear Studies presso il Los Alamos National Laboratory hanno dimostrato che le radiazioni terahertz possono essere in grado di causare seri danni al DNA che viene colpito quando le onde irradiano il corpo. Secondo altri, i body scanner aggraveranno il ritardo e il fastidio di viaggiare in aereo, senza necessariamente impedire un altro attentato. Alcuni esperti sostengono che ilmateriale a bassa densità che è stato usato il giorno di Natale non sarebbe stato trovato. Certamente se più scansioni e ricerche fossero il prezzo da pagare per viaggiare sicuri, le discussioni sarebbero finite. Ma fare un profiling dei passeggeri sulla base di razza e di religione, al fine di individuare chi andrebbe perquisito più approfonditamente, finirebbe per causare un danno piuttosto che un miglioramento per la sicurezza. Trattare sistematicamente i passeggeri musulmani e di colore in modo meno favorevole creerà un clima di rabbia che offre sicuramente il miglior terreno di coltura per lo jihadismo militante. le persone pericolese appartenenti all’Islam sono una piccola goccia in più di un miliardo di musulmani in tutto il mondo e per cui la fede religiosa non può essere un filtro efficace per individuare i terroristi. Inoltre, una volta capito che è chiaramente nel loro interesse nascondere la loro fede, useranno nomi e abiti lontani dalla loro cultura.

6 commenti a Body scanner, quanto ci costano?

  1. Più leggo cose sull’argomento, più le mie perplessità aumentano..

    Ho la sgradevole sensazione che in nome della sicurezza, come è già avvenuto in passato, si celino interessi opachi. O fin troppo chiari…:-)

    Ciao Darione, buon anno!

    C.

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  3. Tess

    Se fossi un terrorista deciderei di imbarcarmi a Ciampino su un volo Ryan per Londra. Tiè :D

  4. AngelDevil

    “Inoltre, una volta capito che è chiaramente nel loro interesse nascondere la loro fede, useranno nomi e abiti lontani dalla loro cultura” oppure potrebbe accadere qualcosa molto simile a questo bellissimo cortometraggio contenuto nel film collettivo “I nuovi mostri” del 1977 con una bellissima Ornella Muti:
    http://www.youtube.com/watch?v=bjlhhj82Ws4
    Altro che body scanner ;)

  5. MA, trovo più logico il ragionamento di Battista sul Corriere… se li producesse un Belga andrebbe meglio? Meglio un terrorista che riesca a nascondere qualcosa quindi? A questo nessuno dà risposte sensate…

  6. Net Flier

    di fatto oggi ci siamo abituati ad un mondo senza confini( falso), ad un mondo sempre connesso (falso), ad un mondo dove viaggiare in aereo DEVE essere economico, facile e veloce (falso) e soprattutto che viaggiare sia alla portata di tutti (falso).
    prima di tutto, chi non è incline a viaggiare, abitualmente o meno, deve capire che ci sono delle limitazioni: non si può pretendere di andare in aereo come se si andasse in autobus o in metrò e questo vale anche, se non specialmente, per le compagnie che pensano di spostare uomini e donne in giro per il mondo come fossero pacchi di patatine. che una lattina di coca viaggia più liberamente di me, non penso sia difficile da concepire.
    in secondo luogo, l’aereo NON è un mezzo economico per spostarsi. mi si deve spiegare come sia possible che un aereo ryanair permetta di fare un bergamo-luton con 50€ tasse incluse ed io con la mia utilitaria ne spendo almeno 4/5 volte tanto. inconcepibile. un milano roma 40€ e con la macchina cara grazia se ci pago il gasolio. limitando il flusso di viaggiatori aumentando il prezzo di volo (e garantendo forse uno standard umano agli spostamenti invece che fare a mo’ di carro bestiame), si eviterebbero molti rischi e si riuscirebbe a fare controlli intelligenti e generalizzati. senza problemi.
    altra cosa è: come mai in treno/metrò/autobus/tram così pochi attentati? eppure non ci sono praticamente controlli. pensare ad una bomba a milano centro nell’ora di punta od in fiera, altro che aereo nel mare o sulla pista..quindi pensiamo a scanner totali installati ad ogni fermata?
    con tutti i viaggi di lavoro che faccio durante l’anno nel mondo, credo proprio che questo sistema esaurirà la pazienza delle persone, mettendo in serio rischio un sistema (quello di volo facile e popolare) già ora in una crisi molto maggiore di quello che sembra e totalmente al collasso come struttura

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