Dopo essere stata in pena per l’aggressione subita dal premier: “Gli ho telefonato per fargli gli auguri di pronta guarigione”, oggi dichiara allarmata ad un settimanale di essere terrorizzata.
“Dopo l’aggressione a Berlusconi, ora ho paura anch’io“. Parole di Noemi Letizia, la diciottenne originaria di Casoria, salita agli onori e, diciamolo pure, agli oneri della cronaca proprio in occasione della festa per il suo diciottesimo compleanno che vide, come sappiamo, la partecipazione nel ruolo di vera è propria “guest star”, Silvio Berlusconi. “Penso – ha poi aggiunto la giovane – che potrebbe accadermi qualcosa, per questo non giro quasi mai sola“. Un’intervista a cuore aperto, come si vede, rilasciata al settimanale femminile “Diva e Donna” nella quale la ragazza si dice turbata e particolarmente colpita dall’aggressione al premier dello scorso 13 dicembre scorso.
PAPI, DON’T PREACH - “Spesso mi sono sentita disprezzata – dichiara Noemi - e adesso sto avendo paura dopo quello che è successo a Berlusconi mi rendo conto che alcune persone non si fanno più scrupoli“. Già, lei invece, pare che qualcuno, almeno negli ultimi tempi, se lo stia ponendo. Tanto per cominciare, almeno nell’intervista, sembra sia sparito il vezzeggiativo “Papi”, quel diminutivo così famigliare che coniò di sua bocca quando tenne a farci sapere che “un regalo più bello papi non poteva farmelo. Quando l’ho visto non riuscivo a crederci, sono stata troppo felice“. Si riferiva, come sappiamo, al costosissimo collier di brillanti che il premier “guest star” pensò bene di regalargli il giorno del suo diciottesimo compleanno. Allora, poi, anche la mamma di Noemi, che si chiama Anna, si disse molto felice della visita del Cavaliere per poi aggiungere, riferita alla figlia, un eloquente: “quando parla di Berlusconi dice papi“. Del resto, per la signora Letizia, gli altri “le malignità le dicano pure se vogliono, tanto noi siamo molto religiosi e ci affidiamo al Signore“. E questo lo si era capito. Resta, tuttavia, ancora da capire quale. Come resta ancora da capire come è perché il presidente del Consiglio si siapresentato ad una festa di compleanno, infarcita di brufolosi teenager, in un ricevimento dato in una lussuosa villa della circumvallazione esterna di Napoli? Noemi una risposta la fornì, ad onor del vero. “Perché è un amico di famiglia“, disse, intervistata proprio a casa sua. “Mi conosce da quando ero piccola,
piccola- aggiunse poi con atteggiamento bonario – mio padre frequentava i socialisti e così conobbe Silvio. Per me avere a che fare con lui è normale, ma di trovarmelo alla festa non me l’aspettavo. E non vi dico i miei amici. A loro mica avevo mai raccontato di papi, tanto non mi avrebbero creduto“.
BASTA IL PENSIERO, A VOLTE… - Ed invece era tutto vero. Papi era lì, allegro come una pasqua, accompagnato dalla sua solita scorta. E poi “lui è statocosì simpatico con tutti. Lui è sempre tanto cordiale“. Si premurò, subito, Noemi di raccontare, mentre mostrava al collo il famoso ciondolo d’oro con diamanti, regalo di “Papi” per i 18 anni. E ha sul tavolo, manco a dirlo, c’erano in bella mostra i cd di Mariano Apicella con le canzoni che lei, quella sera cantò con papi ma anche “quando vado a trovarlo a Roma o a Milano perché mica può venire sempre lui qui, con tutte le cose che ha da fare“. Ci mancherebbe. Del resto pure Noemi ha una vita piena di attività: “Innanzitutto la scuola: studio grafica pubblicitaria“, infatti, corse a prendere un libro con sopra il simbolo del Pdl, sempre regalo di Papi, con tanto di dedica: “Alla mia piccola Noemi, alla mia piccola grafica pubblicitaria dal suo papino putativo“. E poi c’era lo spettacolo: una piccola parte in un cortometraggio e la partecipazione in un programma con teenager in passerella. Forse pure “papino”, n’era a conoscenza. In un’altra intervista, successiva, quasi a ribadire il concetto, alla domanda: Noemi, lei chiama “Papi” il presidente Berlusconi? Lei rispose risoluta: “Sì, per me è come se fosse un secondo padre. Mi ha allevata“. E siccome, con il premier, il suo non è mai stato rapporto, come dire, occasionale, tenne a precisare: “Non mi ha mai fatto mancare le sue attenzioni. Un anno, ricordo, mi ha regalato un diamantino. Un’altra volta, una collanina. Insomma, ogni volta mi riempie di attenzioni“. Tutto vero? Nessuno, come si sa, ha mai smentito.
IL PESO DELLA NOTORIETÀ - Noemi, oggi, dice di avere immediatamente telefonato al premier: per fargli gli auguri di pronta guarigione. Naturalmente, insieme a mamma e papà. “Ho telefonato al premier, insieme con i miei genitori, per fargli gli auguri di pronta guarigione e buon anno: mi sono sentita molto coinvolta quando l’ho visto ferito, è stato toccante“. Tra feste e happening in giro per l’Italia, Noemi confessa così una certa “fatica”, forse inaspettata, nel farsi largo nel mondo del lavoro. “Mi sarebbe piaciuto partecipare a Ballando con le stelle: se mi invitano vado. Ma la notorietà legata a Berlusconi, nella professione, mi penalizza – sostiene la giovane napoletana- mi hanno negato lavori senza nemmeno concedermi un provino“. Povera stellina.























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Papi don’t preach. Chapeau!
Grazie Corsaro
Rassicuro te e pure il mio severo recensore che sì, anche quel paragraffetto è mio. O meglio ne detengo il copyright© al 50% con Madonna. Buona Epifania.
Per lo chapeau, accertati prima chi abbia titolato il paragrafetto.
Salvà, stai peggiorando.
Povera stellina che finale è ? Se il pezzo è leggero, devi chiudere con un calembour, un coriandolo, qualcosa di non banale e soprattutto non alzare il ditino che sembri uno di quelli che alle feste rimprovera la gente che si è ubriacata.
Occupati di camorra e lascia perdere gli straccetti.
Per farli volare ci vogliono le stelle filanti, non le campagne per la bellezza interiore.
Se è tuo, dovevi metterlo come finale.
Non t’ho recensito, t’ho consigliato. L’altra volta mi hai ascoltato, fallo anche stavolta e vedrai che male non ti farà.
Ti ho ascoltato? Beh, allora grazie di avermelo ricordato. Buona Epifania pure a te.
Bè, bisognerebbe controllare le rassegne stampa dei principali quotidiani nazionali di questi mesi per accertarsene se hai preso sul serio l’avvertimento che feci a non riprovarci più nel fare quello che avevi fatto.
Diciamo che mi fido e che Giornalettismo a proposito di copyright incrocia le dita.
Non farti umiliare in pubblico più del dovuto, fai gli auguri e incassa.
Già allora avevi preso una topica, tu e il tuo “informatore”. L’intervista a Pisani usciva il giorno successivo (quando fu pubblicato su Giorn) sul CorMagazine ed io avevo riportato il “virgolettato” anticipato (il giorno precedente, alla pubblicazione) sul corriere online, più altro (le dichiarazioni rilasciate sulla sua scorta da Saviano, circa un anno prima).
Comunque pensala come ti pare. Vorrei solo che ti fosse chiaro che della tua opinione, qui come altrove (ricordi, è già capitato), allora come oggi, non me ne può fregare di meno. Io, i tuoi spifferi da casa Moggi, non li leggo nemneno. Fa altrettanto con me.
Non ci fu nessun informatore.
Qualcuno in modo del tutto fortuito mise il link del Corsera sulla mia bacheca di Facebook.
Sennò l’avresti sfangata.
Non si tratta di pensiero, si tratta semplicemente di leggere.
E allora a Giornalettismo è andata di lusso.
Non farmi scendere nei dettagli. Ma sarebbe bastato poco perché la tua figura di merda diventasse la figura di merda di tutti.
A me è chiaro cosa ti frega e cosa non ti frega. Di bruciare la credibilità di questo posto per le tue furbate, ad esempio ti frega poco.
E mi è chiaro anche quanto quello che frega a te sia irrilevante.
Ciò che frega a me invece è rilevante.
Regolati di conseguenza.
mamma mia … che squallore!!!
Peccato che il link fosse del giorno successivo. Esistevano anticipazioni del giorno precedente di Adnkronos e Ansa nonché del corriereonline. Circa la credibilità non avventurarti in concetti a te completamente alieni, per carità.
Anticipazioni o pezzo finale che differenza vuoi che faccia in relazione alla copia che hai fatto.
Mica è questione di credere. Basta guardare.
Manco la fatica di parafrasare o cambiare le virgole.
Meno male che nonostante su Google stessimo uno sopra l’altro col Corsera nessuno se ne è accorto.
Per questo il pezzo tuo era schizofrenico: tutta la prima parte impostata per dare corpo alla tesi della Questura (come l’aveva sviluppata il Corsera), la seconda per cambiare registro con le lagne vecchie proSaviano.
La prima parte è copiata di sana pianta. Non è questione di virgolettare.
Si virgoletta quando si cita. In quel caso si doveva virgolettare dal primo rigo all’ultimo.
La seconda è uno di quei demicollage che tu chiami pezzi.
Ottantacinque per cento citazioni altrui, quindici per cento commenti della serva tuoi.
Ebbè, giusto, povera stella, signora mia.
Salvà, tu quella volta avevi lo spunto giusto (la Questura che si schierava contro il mito della scorta) e come giornalista sei stato un impiastro perché senza neanche la scusa che qualcuno ti ci obbligasse l’hai gettato al cesso per le tue manie da retorico della domenica.
Come copista sei stato anche più pedestre perché non hai neanche salvato le apparenze con quei 4 trucchi che anche gli asini conoscono.
Quindi non mi parlare di onestà e credibilità perché non me ne frega niente.
Parlami di com’è che sei così limitato, banale e scolastico.
Il discorso sul merito si che m’interesserebbe.
Sarai pure un bravo ragazzo ma sei una mezza sega e non c’è cura.
Senti Ricchiuti, ma perché non ti godi la vittoria della tua squadretta, oppure ti mangi qualche cioccolatino dalla calza di tua figlia, se gliela hai comprata, s’intende? Poi, domani ti tocca rituffarti nella tua triste realtà, che come puoi immaginare, ben conosco. Lascia perdere, senti a me, che ti conviene.
Come puoi immaginare ? Non credo.
Se era una minaccia, non hai le idee chiare su cosa convenga a te.
Minacce? Ahahah, adesso mi stai a diventà pure paranoico? Io, invece, sono convinto che hai capito perfettamente a cosa mi riferisco. Nessuna minaccia, nessun consiglio. Una costatazione, fidati.
Comunque, mi spiace deluderti, almeno fin quando una nullità come te non diventerà direttore di giornalettismo, questa “mezza sega” non se ne andrà. Semmai, la “sega”, me la potrai sempre completare tu, con le tue manine paciose. Quando vuoi.
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-ricchiuti-
E’ proprio perché ti ho capito che parlo di minacce.
Quello che non ti è chiaro è fino a che punto puoi farlo.
Non farti aggredire dalla realtà, ragazzo. C’è gente che piange per motivi seri.
Povera stella…la Noemi!!!
Paura di finire come il Papi???
Ehh…magari!!!
Certo ti piacerebbe ,in quanto come attrice reciteresti molto meglio di lui.
Le bugie bisogna saperle raccontare bene,e nel tempo ricordarsele fino in fondo..onde evitare di venire poi sbugiardati!.Il caso vuole che del finto incidente non ne abbia + parlato nessuno.
Povero Papi,crede davvero che gli italiani siano un popolo di fessi??
Questa volta mi sa che ha fatto il passo più lungo della gamba….in quanto,sebbene in Italia la maggior parte dei media pubblichi o rilascio solo ciò che fa comodo…così non è per gli stati esteri che hanno altresì modo di divulgare la verità x quella che realmente è:una menzogna costruita ad arte,come sempre x proprio tornaconto.
Complimenti Papi,per l’ennesima volta sei riuscito a renderci ridicoli davanti al mondo intero:hai da sperare che la prossima volta le cose ti vadano per il verso giusto.
Anche io nutro forti dubbi sull’autenticità del fattaccio. E riguardo a Noemi, si rende conto che tutto quel che dice sui suoi rapporti con “Papi” smentisce alla grande quello che lo stesso “Papi” a suo tempo dichiarò?
NOEMI HA PAURA….
MA DI KI?
DI COSA?
QUANDO?
DOVE?
MA CHI SE LA INCULA….SCUSATE…FILA!!!!!!
E poi scusate….ma solo un cieco crederebbe alla storia delle ferite al volto!!!
Udite udite….popoli tutti….tolte le bende e spariti i segni dell’aggressione!!!
Complimenti davvero!
Nè Houdini e tantomeno Copperfield sarebbero riusciti meglio nell’impresa!!
Te lo ripeto …caro premier….le pallle impara a raccontarle bene e sopratutto a crederci tu in primis…poi magari riuscirai a far abboccare i pesci nelle tue reti.
Ha paura di perdere Contratti e Clienti, niente paura, ci pensa Papi, un seggio Parlamentare non lo nega a Nessuna!
“Non farti aggredire dalla realtà, ragazzo. C’è gente che piange per motivi seri” Lo so, ma non ho fazzolettini da prestarti. Poi, siccome dici di aver capito, dovresti fartene una ragione tu, che tanto ragazzo non lo se già più.
Stammi bene, mezza sega.
Altrettanto, mia dolce metà.
Pure gli insulti copi.
Sempre a ruota di qualcuno, stai attento che il giorno del silenzio impazzisci.
Ahahah, eppure non si direbbe. Aspetto la tua replica, darling.
Puoi rispondere pure editando il commento.
Replicare a cosa ? Che non si direbbe te lo dici da solo. Il condizionale nel tuo caso è un lusso.
Toh hai appena replicato… Non farti strane idee. Non sei il mio tipo. Odio il colestorolo animato.
Vedo che oggi sei sempre online, la Befana ti ha portato Alice full?
No, una mezza sega da usare, con una mezza idea perché l’altra aspetta di copiare.
Tutto qui VivaRicchiutilgrande polemista? Dai, ti lascio alle tue pagelline di Parma-giuve. Qui, si lavora, di tanto in tanto.
Hai ragione, i giornali sono usciti da diverse ore e da qualche parte dovrai pure cominciare.
Beh, diciamo che generalmente mi occupo di cose che nemmeno riusciresti ad immaginare che esistano.
Per esempio, se io parlo di Pil tu ti guardi le tette.
Capisco. E’ vero, c’è un deficit di comunicazione tra noi.
Tu pensi di meritare un polemista mentre è da ieri che ti sto spiegando che la tua dimensione al massimo è un calcio nel culo.
Ops, mi spiace ma devo lasciarti, per un po’. (Sì, ti do il permesso di pensare che sto fuggendo davanti alla tua eloquente retorica…)
A mezzogiorno ho l’incontro un assessore regionale. E se gli dico che sto amabilmente chiacchierando con Ricchiuti, quello mi risponde: “Ricchiuti chi?”
Ciao, bellezza.
Per dio, basta Noemi. Pensavo ne avessimo avuto abbastanza di questa sciacquetta, e invece si vede che non ha ancora raggiunto il grado di notorietà che le serve per “sfondare”. Farle da cassa di risonanza a questo punto non è più imposto dalla freschezza del “caso Papi”, si potrebbe anche lasciarla perdere una buona volta.
Se no tanto vale leggersi Repubblica.