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Internidi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 5 gennaio 2010 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

“Esprime le posizioni più retrive della società italiana: chi l’ha invitata nella coalizione?”. Granata, fedelissimo del presidente della Camera, contro l’alleanza con Daniela e Storace. E si ricomincia a parlare di terzo polo.

ansa80364762904113520 big La Santanché fa litigare ancora Berlusconi e FiniSe nel Pdl non sarà possibile trovare forme di sintesi politica bisognerà cercare nuove sintesi ma oltre la vecchia dicotomia destra-sinistra“. A parlare fuori dai denti è Fabio Granata, vicepresidente dell’Antimafia, confluito nel Pdl da An, in un’intervista al Riformista. Commentando l’accusa di Feltri sul Giornale al presidente della Camera Gianfranco Fini, paragonato al leader dell’Idv, Di Pietro, Granata dice che si è trattato di un «attacco vergognoso», per il quale «sarebbe bello ascoltare parole definitive e severe del premier verso Fini». Secondo Granata, «c’è una fronda antifiniana nel Pdl» non governata da Berlusconi «che rende difficile l’elaborazione di una linea politica coerente con una moderna forza riformista europea».

FUORI LA SANTANCHE’ -Per il vicepresidente dell’Antimafia «la quota del 70 e 30 sulla base del quale è nato il Pdl non significa più nulla, perchè il 30 per cento dovrebbe rappresentare le idee di Fini. Se poi, come accade spesso, i parlamentari vengono chiamati con metodi coercitivi a esprimere un’ortodossia stabilita non si capisce da chi, allora è un altro discorso». Se non si troverà un sintesi tra le posizioni, secondo Granata, potrebbe profilarsi l’idea di un «partito della nazione». Ma la pietra dello scandalo è un’altra: Granata, infine, si domanda dove si sia discusso del rientro nel Pdl di Daniela Santanchè, «che esprime le posizioni più retrive della società italiana». Con l’ex pupilla del ministro Ignazio La Russa, infatti, gli ex An hanno un conto apertissimo: prima la cacciata dal partito con tanto di polemiche furiose sulla sovraesposizione mediatica dell’ex parlamentare e responsabile delle pari opportunità, poi le frasi su “Fini valletta di Berlusconi” in occasione delle ultime elezioni politiche, quando Daniela si presentò con La Destra di Storace in opposizione al Popolo delle Libertà fallendo però l’approdo in Transatlantico. Subito dopo c’erano state la rottura con Francescone e la fondazione del Movimento per l’Italia.

CROCIATA PER HOBBY - Granata, quando parla di posizioni retrive della società italiana, si riferisce alle tante crociate televisive per hobby della Santanchè, sempre prontissima a mettersi in mostra davanti alle telecamere soprattutto con il suo cavallo di battaglia preferito, l’Islam. Ma è anche attenta a ciò che conta in politica: le poltrone. Ha infatti accolto con grandissima soddisfazione la nomina di sua cugina Silvia Garnero all’assessorato alla moda del Comune di Milano, che è anche tesoriera del suo Movimento. E infatti si nota subito, nelle more della polemica, la posizione presa da Storace e Santanché, che si sono schierati subito in difesa di Silvio, anche se poi Daniela ha difeso la sua amica Renata Polverini dall’attacco di Feltri sul Giornale. Oggi madama Santanchè diventa la pietra dello scandalo nella guerra infinita tra Berlusconi e Fini, che ha puntato tantissimo sulle sue posizioni liberal e laiche in materia di immigrazioni e diritti civili per differenziarsi dal Cavaliere. E’ possibile che l’unione tra i due maggiorenti del centrodestra si rompa per una Santanchè qualsiasi? Sembrerebbe difficile, ma quella di Granata sembra davvero una contestazione di metodo. L’ennesima, per far capire che tra i due sarà difficile che torni il sereno.

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