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Esteridi John B (John)
pubblicato il 5 gennaio 2010 alle 11:30 dallo stesso autore - torna alla home

Da Mentana a Vinci, all’insegna del complottismo.

Nel febbraio del 2009 Alessio Vinci, già corrispondente della CNN in Italia, ha sostituto Enrico Mentana nella conduzione di Matrix, noto programma di approfondimento trasmesso da Canale 5. Il cambio di comando fu salutato con favore dai “debunker” (così vengono chiamati quegli esperti e semplici appassionati che si dedicano a smontare le teorie dei complottisti e ad evidenziarne menzogne e trucchetti) e aspramente criticato dai complottisti (coloro che – autodefinendosi ricercatori della verità – propagandano teorie alternative su tutti i principali fatti storici e contemporanei). Il motivo era semplice: Alessio Vinci era intervenuto proprio a Matrix, nel 2006, in qualità di ospite e nella veste di “debunker” per contestare le teorie complottiste sull’11 settembre propagandate da matrix alessio vinci JFK a Matrix Giulietto Chiusa, Maurizio Blondet e soprattutto da Massimo Mazzucco, al quale Mentana aveva dato ampio spazio al punto che il conduttore era diventato un vero e proprio benemerito dei complottisti.

IL DEBUNKER - “Grazie a Mentana, grazie a Matrix, la questione 11 settembre è arrivata in Italia”, scriveva infatti Mazzucco. Un debunker improvvisato. A essere onesti, Vinci non aveva fatto un gran bel lavoro nel ruolo di debunker, per via di alcune affermazioni infelici su argomenti che evidentemente conosceva poco, e all’epoca ebbi con lui un breve scambio di mail nel quale gli consigliai di prepararsi meglio per evitare altri errori in futuro. Tuttavia gli va riconosciuta almeno la buona volontà di contestare le bufale proposte da Mazzucco e compagni. Del resto, come vedremo, è consuetudine diffusa che nei programmi televisivi il ruolo di “debunker” venga affidato a personaggi noti e volenterosi che quasi sempre si rivelano ben poco preparati sull’argomento della trasmissione e finiscono per fare più danno che bene. Molti commentatori, infatti, si illudono che le menzogne dei complottisti siano così evidenti e palesi che basti poco per contrastarle, ma poi si scontrano con una serie di articolate affermazioni accuratamente selezionate e montate rispetto alle quali si trovano completamente spiazzati e travolti. In ogni caso, il passaggio da Mentana a Vinci piaceva ai debunker e deludeva profondamente i complottisti che perdevano il loro paladino.

ERRORE - Sbagliavano entrambi. Il 29 dicembre 2009 la puntata di Matrix è stata dedicata al “caso JFK”, ossia all’omicidio del presidente statunitense John F. Kennedy, consumato a Dallas il 22 novembre del 1963. JFK è uno dei cavalli di battaglia del complottismo e lo è da oltre 40 anni. E’ uno di quegli episodi, infatti, nel quale le teorie complottiste si sono irrimediabilmente imposte sulla verità documentale, per cui la stragrande maggioranza della gente – a ogni livello – è seriamente e sinceramente convinta che Kennedy sia stato ucciso da un complotto ordito allo scopo di eliminare un pericoloso riformatore. Fulcro di questa teoria è la diffusa convinzione che Lee Harvey Oswald (l’assassino) non sarebbe stato l’unico a sparare contro Kennedy quel giorno, o addirittura non gli sparò affatto. Anche se tutta la documentazione acquisita nel corso delle varie inchieste dimostra che fu proprio Oswald (e nessun altro) a sparare, e che Oswald agì da solo, chi sostiene il fatto storico è ormai ridotto a una sparuta minoranza. Del resto, l’assassinio di Kennedy è una vicenda oggettivamente stracolma di spunti complottisti: lo squilibrato assassino ex-marine disertato in Russia sembra creato su misura per l’impresa; l’uccisione di Oswald due giorni dopo sembra concertata per tappargli la bocca; Kennedy sembra il classico presidente incontrollabile e quindi da fermare. Sembra, appunto. Tanti sembra e tanti scenari plausibili non bastano a diventare un fatto, in assenza di prove, ma la lacuna è stata colmata con centinaia di “rivelazioni” che per quanto false o infondate e in contrasto tra loro, hanno indotto l’opinione pubblica a pensare che “qualcosa di vero ci dev’essere”, e questa è per l’appunto la porta dalla quale irrompe il complottismo. Dopo migliaia e migliaia di libri, film, “servizi speciali” e dibattiti, non si sente proprio il bisogno di un ennesimo “approfondimento” che dia voce all’ennesima rivelazione complottista e invece questo è esattamente ciò che ha proposto il Matrix di Alessio Vinci. Gli ospiti. Uno solo l’ospite in studio: Walter Veltroni. L’ex segretario del Partito Democratico aveva già espresso nel recente passato la convinzione che l’omicidio Kennedy fu il risultato di un complotto, e nel corso della puntata di Matrix ha spiegato che i filmati dimostrano senz’ombra di dubbio che il presidente fu colpito da almeno due tiratori. L’affermazione è davvero sconcertante: i filmati dell’omicidio Kennedy sono pubblici e non risulta che in questi 47 anni la giustizia americana o gli investigatori competenti abbiano mai desunto, da quegli stessi filmati, la presenza di un secondo tiratore. Se tre generazioni di esperti qualificati, competenti e titolari dei poteri di indagine non mettono in dubbio che fu un solo fucile a sparare a Kennedy, chi è Walter Veltroni per affermare il contrario? Su quali fonti attendibili è basato il suo mazzucco JFK a Matrix convincimento? Il secondo ospite, in collegamento via satellite, è stato Massimo Mazzucco, con il suo ennesimo video complottista, realizzato – come egli stesso ha ammesso – semplicemente mettendo insieme spezzoni di servizi televisivi e interviste realizzati da altri. E’ sconcertante che proprio Alessio Vinci, dopo essersi speso in passato a contestare le teorie, i video e le tecniche di Mazzucco, lo abbia voluto ospite della trasmissione e abbia mandato in onda buona parte della sua pellicola, aggiudicandogli così un bel compenso a suon di migliaia di euro. Parliamo dello stesso Mazzucco ben noto per truccare i propri video, decontestualizzare ad arte fatti e testimonianze, ricorrere alla menzogna. E’ lo stesso Mazzucco che propaganda le teorie secondo cui il cancro è solo un fungo e va curato con un po’ di bicarbonato e gestisce i contatti commerciali dell’ex medico che propugna questa tesi.

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