“Man of year 2009″. Così Il Sole 24ore, il quotidiano di Confindustria, annunciava “urbi et orbi” nell’edizione dell’Ultimo dell’anno la sua scelta, frutto del libero voto, – si leggeva – “delle firme del giornale”, di assegnare l’importante titolo al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Anche a
noi, a caldo, la scelta del giornale, oggi diretto dall’ex direttore del Tg1, Gianni Riotta, era sembrata quantomeno poco opportuna . Più volte abbiamo contestato, dati alla mano, numerosi provvedimenti vergati dal ministro dell’Economia. Non per partito preso, sia chiaro, ma per evidente discutibilità di certe scelte. Si pensi, innanzitutto, allo scudo fiscale oppure al mancato taglio delle tasse (Irpef ed Irap in testa, contrariamente a quanto propagandato nello stesso programma del Pdl); agli scarsi investimenti per il welfare; ai “tagli orizzontali” al comparto scuola, sicurezza e sanità; per non parlare della stessa Finanziaria “lite”, varata dal Consiglio dei Ministri in soli 9 minuti, e poi licenziata a colpi di fiducia dal Parlamento; e, tanto per citarne ancora un’altra, l’inutile Banca del Meridione: una sorta di deja vu, anche questo in versione “lite”, della fu Cassa del Mezzogiorno.
Secondo il sito Dagospia fino alle 18.30 dello scorso 30 dicembre l’uomo dell’anno era invece l’Amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne (Marpionne, lo definisce il sito di D’Agostino). Poi Riotta in persona, quasi fosse posseduto da istogrammi, indici e grafici a torta, ha chiesto di cambiare tutto: “via Marchionne, su Tremonti”. Non solo, nessuna delle citate “firme” del quotidiano economico, sembra essere stata mai chiamata a dare un suo parere in proposito. L’indomani, in attesa del cenone a base di cotechini, zamponi ed agnolotti in brodo, partono, tuttavia, le prime polemiche anche all’interno della redazione del giornale degli industriali, con scambio di mail tra il Comitato di redazione e lo stesso direttore. “Ti chiediamo – riporta Dagospia – di intervenire affinché sul giornale sia resa pubblica la composizione del campione, visto che il generico riferimento a firme del sole potrebbe indurre il lettore a ritenere che quelle stesse firme, che quotidianamente ritrova sul giornale, abbiano contribuito e condiviso la scelta dell’uomo dell’anno”. Replica del direttore: “La scelta editoriale non è un referendum. Abbiamo discusso e ragionato in riunione e in direzione“. Il dato è tratto, del resto. Neanche agli economisti de lavoce.info la “scelta editoriale” di Riotta sembra essere andata giù. E questa volta il cotechino non c’entra. Anzi, mettono in discussione proprio tutto il podio riottiano che citano nella seguente “motivazione”. “Anche lavoce.info – si legge su sito web economico – non poteva mancare all’appuntamento con i grandi premi di fine anno. Abbiamo così istituito il Premio Indipendenza 2009. E siamo lieti di annunciare che lo abbiamo assegnato a Gianni Riotta, direttore del Sole 24 Ore per il coraggio mostrato nel premiare nell’ordine: 1) il più grande azionista dei più grandi soci di Confindustria, colui che decide quanti soldi dare alle imprese che versano le quote associative a Confindustria, nonché suo grande sponsor per la guida del quotidiano di Confindustria; 2) l’amministratore delegato del più grande gruppo privato socio di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore; 3) la presidente di Confindustria, proprietaria del Sole 24 Ore“. Chapeau.
Riotta non è solo. Anche Antonio Polito, direttore de Il Riformista, lotta assieme a lui… tanto da condividere “I meriti raccolti da Tremonti nella fase più acuta della crisi sono numerosi per il quotidiano diretto da Antonio Polito e spaziano dal rigore nella tenuta dei conti pubblici al risultato conseguito con lo scudo fiscale, misura potenzialmente impopolare, fino al ruolo politico assunto nell’autunno, quando le tensioni nella maggioranza sono arrivate a livelli preoccupanti“. Insomma – chiosa – “una scelta non azzardata ma frutto di una ponderazione chiara e per numerosi fattori ampiamente condivisibile“. Anche se, ad onor del vero, lo stesso quotidiano arancione segnala come “non tutti si sono detti convinti: rilievi critici, sono arrivati dagli economisti di Noise from America, un blog cui collaborano docenti universitari italiani emigrati negli Usa, e da testate svizzere come Swissinfo e Ticinonline dove l’autore dello scudo fiscale – annota sarcasticamente Il Riformista - è visto come il fumo negli occhi“.
L’iniziativa del “Sole 24 Ore” è stata fortemente criticata anche dall’economista della Bocconi, Tito Boeri, promotore, va ricordato, dello stesso sito lavoce.info, che in un commento s’è interrogato sulla scelta del ministro in un anno di crisi in cui “il Pil è calato del 5% e il debito pubblico è tornato al 117 % del Pil“. Non solo, si è aggiunto anche il giornalista economico ed ex vicedirettore de Il Riformista, Oscar Giannino, che sul suo blog ha criticato la graduatoria dei protagonisti dell’economia italiana stilata dall’organo di Confindustria e ricordato – in modo inconfutabile – come nel 2009 la produzione industriale sia “arretrata di ben 100 trimestri“. E’ stata poi ancora lavoce.info a rincarare la dose. “Nell’assegnare a Riotta il prestigioso riconoscimento - si legge sul sito – vorremmo porgli due domande, una facile e una più difficile, nella tradizione delle sue interviste ruvide ed affilate. Prima domanda: come ha accolto Emma il riconoscimento di “uomo dell’anno”? In tempi di sconfinamenti di genere, la risposta non è ovvia. Seconda domanda, quella difficile: chi sono le grandi firme del Sole24Ore? Ne abbiamo interpellate alcune a caso, tra gli economisti maggiormente citati nelle pubblicazioni scientifiche e riconosciuti a livello internazionale, che collaborano al giornale. Nessuno aveva mai sentito parlare del concorso e del premio. Meglio così. In simili atti di coraggio solo ed unicamente il comandante deve esporsi. Che tempra quel Gianni“. Già, che tempra. Scriveva Enzo Biagi: “E’ difficile parlare degli agli altri; in un libro di preghiere di una mia bisnonna, c’era una definizione del prete, di uno votato a Dio, che potrebbe perfino essere valida per chi si occupa della cronaca: “una lampada che, per far luce, talvolta brucia se stessa“.
( Vignetta di Bucchi )




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“come ha accolto Emma il riconoscimento di “uomo dell’anno”?”
Caro Salvato, la stessa domanda l’avevo fatta io, nei commenti al suo articolo di fine anno sui rincari.
Per la serie chi cita chi…
In effetti qualcosa non torna: Riotta (ex-Repubblica) è da sempre “nominato” e al servizio della sinistra; lo era quando era direttore del TG RAI, lo è oggi che dirige il quotidiano della sinistra economica.
Gli avranno passato la velina sbagliata.
Non mi sembra una questione epocale, davvero….Il solito giochino da iniziati (?) che discettano su improbabili classifiche e argomenti di nessun interesse!
Su tremonti il mio pensiero e giudizio è noto.
Su Riotta no. E per questo lo esterno: totale disisitma. Come certa gente riesca a scalra le vette del giornalismo italiano spiega perchè i media italiani siano così malridotti.
C.