Un tenero cucciolotto straniero e irregolare perde la vecchia casa e pena per trovarne una nuova: chi lo salverà?
Spulciando nelle pagine di un quotidiano locale, peraltro di qualche settimana fa, sono venuto a conoscenza di “fatterello” di cronaca “minore” che, tuttavia, ben ci addice a quel clima festaiolo, condito di buoni sentimenti, tipico di questo periodo dell’anno. Una storiella che, a suo modo, sembra essere quasi una favola. Il protagonista di questo episodio, degno di Esopo o dei fratelli Grimm, è un orso. Ma procediamo con ordine.
ONCE UPON A TIME - C’era una volta, in una cittadina del meridione, un orsacchiotto, il quale era stato imprigionato in una gabbia piccola e scomoda, da un padrone tanto cattivo. L’uomo, un noto boss della criminalità organizzata, aveva fatto del povero animale una temuta attrazione per la sua lussuosa “villa-bunker”. Un bel giorno, però, lo Stato si è ricordato di fare il suo dovere… ed ha arrestato il malavitoso per i suoi loschi traffici. La villa viene così sequestrata e, anche grazie al pronto intervento di un’associazione per la protezione degli animali, l’orso viene liberato. Tutto è bene quel che finisce bene recita l’antico adagio popolare… se non fosse che, come in ogni favola che si rispetti, c’è sempre una strega cattiva. Infatti, sorge subito il seguente problema: dove mettere l’orsacchiotto? La risposta sembrerebbe ovvia: in un giardino zoologico o in un parco naturale. Eh…no, come detto, anche questa volta, proprio come in una fiaba, c’è di mezzo una perfida strega con i suoi terribili incantesimi. La strega di questa favola si chiama Burocrazia.
STRANGER IN THE PARK - I vari giardini zoologici interpellati, uno ad uno, nicchiano oppure oppongono ferree norme ed inviolabili regolamenti. E poibisogna conoscere prima il parere del Ministero competete. Anzi, pare ce ne sia più di uno… Cerca di qua, cerca di là, l’associazione animalista si rivolge ad un noto Parco nazionale del centro Italia. Da quelle parti ci sono altri orsi. Anzi, dicono che ce ne sono pure pochi. Quale migliore occasione per incrementare la popolazione dei plantigradi? Invece no. La strega Burocrazia lancia ancora il suo infame sortilegio. L’orso non è indigeno. Come molti altri sventurati, questa
volta appartenenti al genere umano, non può nemmeno avere il suo permesso di soggiorno. E’ anche lui, quindi, un clandestino.




Dopo l’oroscopo la fiaba: ci cimentiamo in esperimenti?
Eh sì, il mio eclettismo è quasi pari a quello di D’Alema
E pure lui in quanto a raccontar storie…