Pd, è crisi nera: male i sondaggi, e l’Udc lo frega

04/01/2010 - Il partito di Bersani è al di sotto del 30%, è in procinto di allearsi con Casini solo nelle regioni in cui potrebbe anche fare a meno dell’accordo e, per di più, non riesce a risolvere il nodo candidature. Un

     
 

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Il partito di Bersani è al di sotto del 30%, è in procinto di allearsi con Casini solo nelle regioni in cui potrebbe anche fare a meno dell’accordo e, per di più, non riesce a risolvere il nodo candidature. Un deputato racconta.

In questa fase Bersani dovrebbe essere un po’ più incisivo, anche se capisco che una cosa è a dirsi, un’altra a farsi. Il rischio è che non incassiamo quasi niente. Fra l’altro i sondaggi ci riconducono intorno al 28 per cento, che sarebbe troppo poco per strategie anche di alleanze come quelle indicate finora”. Per i democratici il 2010, insomma, non inizia con buone aspettative. Invece di compattarsi ed essere rinvigorito dall’azione di opposizione, il partito di Pierluigi Bersani fatica a trovare i leader adatti e ad aumentare il consenso (mai oltre il 30% nell’ultimo mese). E’ un deputato del Pd a confermare questa sensazione: “Si tratta della convinzione di essere deboli – dice parlando della crisi che affligge il suo partito – favorisce i conflitti e le ricerche di visibilità personalistica”.

DISFATTA ANNUNCIATA - Ma il nodo da sciogliere oggi è senz’altro quello delle regionali. All’ordine del giorno candidature e alleanze: “Ci sono difficoltà sia in Lazio che in Puglia, sia in Campania che in Calabria – ammette l’onorevole – e le eventuali primarie non è che risolvano tutti i problemi, anzi, creano anche divisioni”. In Campania resta da vedere se la possibile candidatura di Vincenzo De Luca viene appoggiata da tutto il partito, nel Lazio c’è una fase di stallo. Esce fuori all’ultimo momento il nome di Paolo Gentiloni: l’ipotesi di lanciare l’ex Ministro delle Comunicazioni viene considerata come buona soluzione per contrastare Renata Polverini, ma, anche in questo caso, si tratta di possibilità ancora da vagliare. Altrettanto sconfortante la situazione in Puglia e in Calabria: “Credo che Emiliano abbia rinunciato definitivamente – fa sapere il parlamentare - ma credo che Vendola non vincerebbe. Anche lì ci siamo divisi troppo e dubito che ce la faremo. In Calabria ci sono le primarie con più candidati fra cui Loiero, ma temo che se per il Pdl si candida il sindaco di Reggio siamo destinati alla sconfitta”.

UDC? ACCORDO INUTILE - A quanto pare nemmeno un allargamento della coalizione risolverebbe il problema. L’accordo con l’Udc, non cambierebbe le carte in tavola, il Pd non trarrebbe nessun vantaggio: “Credo che l’enfasi finora posta all’interno del partito sulla riscossa di Bersani (io ho appoggiato Franceschini) – ci spiegano – sarà messa a confronto con la realtà triste. Finora il Pd non sta dimostrando la capacità vera di perseguire la annunciata strategia di accordo con l’Udc che pare lo faccia solo quando vinceremmo comunque e ci leva posti e spazio politico ed elettori, mentre dovunque è incerta se ne va con il Pdl”. L’ex Presidente della Camera, insomma, non farebbe altro che allearsi con i probabili vincitori: “Pare che Casini non abbia deciso fino in fondo con chi stare. Il suo originario desiderio di essere l’erede di Berlusconi non mi pare del tutto fugato. Di qui le ambiguità ed incertezze dell’Udc e la nostra difficoltà di trovare al centro un interlocutore. E’ per questo che secondo me l’ipotesi di un vero Partito democratico, non di sinistra ma di centro sinistra, è tutt’altro che infondata anche oggi”.

CORTEGGIAMENTI - E mentre dalle parti del Pd si preoccupano di un irrilevante appoggio da parte del partito centrista, tra le fila della maggioranza non esitano a mettere in moto nei riguardi dell’Udc le più avanzate e collaudate tecniche di corteggiamento. E’ il senatore Maurizio Gasparri a parlare: “Seguiamo con rispetto le valutazioni dell’Udc e riteniamo che fare pubbliche e insistenti pressioni sia un errore. Tuttavia riteniamo che ci sia un limite al pragmatismo assoluto. Le Regioni sono decisive, ad esempio, nell’uso della pillola RU486 che procura l’aborto chimico. L’Udc accetterà le scelte illegali delle sinistre che vorrebbero evitare la somministrazione ospedaliera e il ricovero fino all’aborto chimico? Sono queste le cose che contano per chi difende la vita e la legalità. In Piemonte ci sono gli ideologi dell’aborto facile nella regione. Contano queste cose per l’Udc? Penso di sì. E allora nelle regioni, che governano la sanità, bisogna decidere in base a queste scelte. Prima la vita, poi le alleanze”. Saranno efficaci o meno i richiami del Pdl, l’Udc per ora ha ottenuto il risultato di massimizzare il suo valore di mercato. Nel Pd temono di non raccoglierne nemmeno le briciole.

     
 

12 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    vabeh, si potrebbe dar via anche Letta e vedere l’effetto che fa :-)

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  3. ADIPOLPO ADIPOLPI scrive:

    gari compagnucci d’ ‘a Parocchiettta ….ve debbo da di’ que lu generale pietro Di Pietro me vo’ comme Bresidendo della Reccione Lazzio (forza Roma)

    io nicchie e m’ enterrogo sur daffarsi e sur chejedicoche nun me rigordomancopiùndogirarme ?

    mo’ m’ enterrogo er patito GU e je chiedo se me danno er permesso de fa’ er Presidento

  4. Signor Frank scrive:

    Ma agli elettori dell’UDC proprio non importa nulla che i loro leader la stiano dando in giro al miglior offerente? (l’alleanza, intendo)
    Com’è possibile che un partito del genere, zero programmi, zero contenuti, zero coerenza, stia guadagnando consensi? Non mi abituerò mai alla politica italiana :(

  5. Zamax scrive:

    Se il PD pensa ai sondaggi, pensa alle elezioni, pensa ad ottenere un buon risultato percentuale, ragionando così a breve termine, non caverà un ragno dal buco. La sinistra nell’era Berlusconi è stata tentata grosso modo da due strade strade, entrambe fallimentari. Una, quella messianica-giustizialista, greve o buonista a seconda degli interpreti, Di Pietro o Veltroni, ma sempre la “bella politica” dei “migliori” e dei “puliti” indicata dal Partito di Repubblica, e quella “faccendiera” e “politicante” D’Alemiana, che mira a raccogliere utili idioti al centro al solo scopo di aumentare la massa critica della sinistra, infischiandosene delle coerenze programmatiche. Se la sinistra vuole rinascere deve rinunciare a tutte e due queste scorciatoie verso la …sconfitta eterna. Vedremo se il duo Bersani-D’Alema avrà il coraggio di portare avanti una linea, l’unica possibile, che al momento non può che far perdere consensi. Se a sinistra è lacerata da questa falsa alternativa è perché, ovviamente, in mezzo c’è il cadavere ingombrante del Cinghialone.

  6. Marco scrive:

    Casini va solo con chi gli garantisce di vincere, direi che si vende al miglior
    offerente…opportunista è. Il PD sparito, programmi zero come l’ UDC, lo si nota solo quando deve giudicare o deridere Berlusconi. Noto solo il PDL…FORZA DUNQUE.! L’ IDV di Di Pietro, meglio lasciarlo andare per sempre.

    • Bimba scrive:

      Non ho capito: adesso anche gli elettori di sinistra dovrebbero votare pdl?
      quello non va bene, quell’altro nemmeno, quell’altro ancora neanche…ma stai scherzando, piuttosto che votare un dittatorello schifato dall’intera comunità internazionale e applaudito solo nell’Italia a cui ha lavato il cervello mi lesso le mani nell’acqua bollente! IDV! se il nano ne ha paura un motivo c’è: stravoto Di Pietro!

  7. pietro di pietrino scrive:

    Gari gombagniucci, ve bromeddo ghe ze vodade pe’ mia, ve faggio ariva’ li trenini in orario

  8. Nomenklatura scrive:

    Certo se partissimo dal postulato che il PD è un partito alternativo al PDL e che quindi la sua priorita’ è captare consenso elettorale nel tentativo di sostituirsi al governo in future elezioni, allora potremmo dire che naviga in brutte acque, che la strategia delle alleanze va pensata meglio ecc… .
    Poi uno si sveglia dal torpore e si ricorda che il PD sta inciuciando alla grande col PDL, che attacca un giorno si’ e l’altro pure l’unico alleato fedele che ha cioè Dipietro, che parla ai suoi elettori come fosse la DC, che il suo apparato è come quello del PCI, che i suoi obbiettivi assomigliano un po’ troppo a quelli della P2. Uno sbadiglio, una stiracchiata alle membra, uno stropicciamento di occhi et voilà il sogno del partito di centrosinistra alternativo a Berlusconi svanisce e si torna alla dura realtà.

  9. renato scrive:

    Avanti signori chi offre di più? Se prima avevo delle simpatie per il (nuovo)pd con le nuove alleanze me le ha fatte passare.Mi sembra che il pd stia facendo uno dei più vecchi mestieri del mondo.Rivogliamo Veltroni o Franceschini via i vecchi con il loro vecchio modo di fare politica. La vera politica è essere se stessi. PD svegliatevi andate davvero a laura.Scendete dalla luna la realtà è qui sulla terra.

  10. rebyjaco scrive:

    Il Miraggio Bersani stà esaurendo l’effetto, o, dimostra che è LUI IL SEGRETARIO, o il cambio sarà più dannoso dei fallimenti anteriori.
    I Parassiti ( da Dalema a Fassino etc.) continuano a farla da padroni, le “”Speranze”" come Serracchiani e altri, stanno dimostrando di aver capito che conviene “tacere” e incassare, altri esponenti con le “Palle” non ne vedo, attendere è l’unica possilità per Noi cittadini, lasciare che si “scannino” alle prossime Regionali eppoi, tirare le somme. Berlusconi è inammovibile, con questi politici lo sarà per molto tempo, possiamo aspettare. Il PAESE? Gli OPERAI e i Meno Fortunati? Si arrangeranno, noi continuiamo a mantenere i nostri posticini che fruttano milioni.(Parola dei Parassiti)

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