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2010: venti di guerra sul nuovo anno

3 gennaio 2010

di Fabrizio Vinci

La guerra fredda al terrorismo è durata molto poco: l’attentato fallito casulmente sul volo diretto a Detroit dimostra che l’intelligence Usa inizia a vacillare. I terroristi di Al Qaeda sembrerebbero essersi riorganizzati ed è recente la notizia di un attentato kamikaze in Afghanistan costato la vita a 7 agenti della Cia. L’America adesso ha paura, quindi attaccherà e si aspetterà sostegno dagli alleati, Italia compresa. Le ferite del’11 settembre non sono rimarginate ed è indicativo sapere che negli Usa in molti preferirebbero riavere George W. Bush a gestire l’emergenza. Toccherà invece al premio Nobel per la pace Barack Obama parlare al mondo di guerra preventiva. I fronti questa volta potrebbero essere diversi: dalle rappresaglie nello Yemen, ad un possibile intervento in Iran, alla controffensiva in Afghanistan per la quale l’inquilino della Casa Bianca aveva già presentato il conto agli alleati, in termini di forze da impegnare.

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