Esteri

La Repubblica Islamica in un vicolo cieco

4 gennaio 2010

Analisi delle recenti svolte iraniane

Che in questi giorni proprio la nazione simbolo del radicalismo islamico sia in preda a convulsioni così gravi da far sperare in una caduta del regime degli ayatollah non è affatto strano. Esistono anzi i presupposti per vedere nell’Iran l’anello debole – il grosso anello debole – dell’Islam. Per una serie di ragioni che si riassumono fondamentalmente in una: l’Iran è già un paese – relativamente al contesto islamico – molto occidentalizzato. Vediamo perché.

1. L’Iran è un paese indoeuropeo. Ancor oggi i tratti somatici della maggior parte degli iraniani sono ben poco dissimili da quelli di molti europei meridionali. Nell’Antichità e nell’Alto Medioevo l’impero persiano è stato il grande dirimpettaio asiatico dell’Europa greca, romana e bizantina. L’espansione araba dal sud dell’omonima penisola nel VII secolo dopo Cristo e poi quella turco-mongola dal nord-est asiatico hanno tagliato fuori il mondo persiano dal contatto diretto con l’Europa, ma non hanno distrutto del tutto un retroterra culturale per quanto remoto che lega in parte la Persia attuale alla storia dell’Occidente. Inoltre, anche se questo è un tratto comune a molti altri paesi islamici, non vi è quel legame “carnale” col Corano costituito dalla lingua araba.

2. L’Iran è un paese sciita. Lo Sciismo ha delle coloriture messianiche, specie nella figura di un “ultimo Imam” artefice di un regno di giustizia finale, che, pur nell’incertezza dottrinaria caratteristica della religione islamica, lo avvicina per certi versi alle sette ereticali del mondo cristiano più ancora che al Cristianesimo in sé.

5 commenti a La Repubblica Islamica in un vicolo cieco

  1. giul

    Il problema di tutto questo ragionamento (?) è che pur partendo da basi più o meno comprovate, aggiunge particolari irrilevanti al punto 1. Non considera affatto le differenze culturali e sociali abissali fra la Palestina del primo secolo, e la penisola araba del settimo secolo. Giustifica con un solo elemento (Maometto eretico per gli europei del medioevo) una presunta discendenza fra cristianesimo e islam; tutti gli altri argomenti (da cristo su Cesare, fino all’assenza di classe sacerdotale) aggiungono fatti che in nessun modo potrebbero aver influenzato Maometto o l’islam. (Fra l’altro i dieci comandamenti, per alcune fonti, non stati dettati a Mosè, ma trovati già scritti).
    E non credo affatto che la radicalizzazione dell’Islam nasca dall’incontro con il cristianesimo, ma dallo scontro con l’Occidente moderno e Illuminista.
    Il punto di vista è così cattolico centrico che la tiritera si sviluppa per forza in certe direzioni e certi punti non sono contestabili se non si contesta direttamente l’impostazione di pensiero. Solo che tutto viene falsato e forzato. L’autore sapeva cosa voleva trovare e ha cercato solo gli elementi che potevano comprovare la sua teoria. L’accusa alla dotta e informata superficialità degli studiosi moderni, si ritorce contro Zamax. Un poco di umiltà (cristiana) non guasterebbe.

    • Il punto 1 è probabilmente quello meno importante. L’ho messo per completezza. Cosa c’entrino le differenze o le affinità, tra la Palestina del I secolo e l’Arabia del VII, cui non faccio cenno, non capisco.
      Maometto frequentò ebrei e cristiani. L’Islamismo è inconcepibile senza questo contatto. Qualcosa di simile ai dieci comandamenti era già presente nel mondo egizio. Ma io parlo della “Bibbia”.
      L’illuminismo nacque forse per caso? Per generazione spontanea? O non è forse il frutto di una civiltà dall’impronta cristiana? Anche se avversò il cristianesimo?

      • giul

        Sulla genesi dell’illuminismo solo una rapida considerazione personale, non è questa l’occasione ed è un discorso troppo complesso. Credo sia nato non per germinazione spontanea, ma in antitesi al pensiero cristiano (o meglio ancora Cattolico).
        Le differenze e affinità c’entrano, e il problema è non farne cenno. Perché pretendere di fare un discorso del genere, senza nessun ancoraggio storico serio, significa partire già azzoppati. Come si può capire Maometto se non si capisce dove è nato con chi ha parlato e mangiato? Ma secondo te i cristiani con cui aveva a che fare quali erano? E gli ebrei? E i Manichei e lo Zoroastrismo?
        Senza considerare che tu ficchi in bocca a Cristo ragionamenti moderni, con considerazioni che solo superficialmente facevano parte del dibattito del periodo in oriente come in occidente. Direi che il quadro della situazione è complesso, per questo non puoi usare certi argomenti motivandoli a casaccio, rischi di semplificare e non capirci niente. Questo era il punto, non ho negato il contatto, ho negato la superficialità del contatto.
        Ma il problema è sempre lo stesso: qualsiasi cosa cerchi è da subito piegato all’esigenza di aderire al tuo credo, come si fa a fare analisi serena così? Da un punto di vista così distante senza neanche provare a storicizzare un minimo la questione? E’ assurdo.
        (i dieci comandamenti non dettati ma dati inizialmente, poi Mosé rompe le tavole infuriato con Israele, e Dio ne rende due nuove che secondo alcuni vengono incise da Mosè secondo altri sempre da Dio)

  2. Pietro

    L’occidentalizzazione dell’Iran è stata assolutamente estranea e quella cultura cristiana che lui sogna di vedere trionfare, l’Iran è più laico dell’Italia nella realtà di tutti i giorni, e il giorno che dovesse liberarsi dai preti che lo infestano si guarderebbe bene dall’importare i bigotti come Zamax.
    Senza considerare che grazie alla tara ideologica “cristiana” di alcuni politici occidentali che hanno tagliato le gambe al tentativo di democratizzazione di Khatami accusandolo di ambiguità la situazione sarebbe forse un poco diversa, in fondo l’Iran poteva diventare come la Turchia, ma questo non rientrava nei calcoli dei neocon con i paraocchi.

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