La sfida impossibile della lotta all’evasione

21/08/2012 - Sommerso e mancate entrate costano allo Stato oltre 250 miliardi l'anno. Nettamente inferiori le somme recuperate dall'Agenzia delle Entrate

La sfida impossibile della lotta all'evasione

La fiducia del governo da una parte, l’allarme di Istat e Corte dei Conti dall’altra. La lotta all’evasione fiscale presenta un lotta a distanza tra i numeri sbandierati dall’esecutivo come risultato positivo della propria azione e quelli abnormi denunciati da statistici e giudici tributari per mantenere alta l’allerta su un fenomeno dannoso per l’economia e difficile da combattere.

17% DEL PIL NASCOSTO – Mentre il premier Mario Monti si mostra orgoglioso per i risultati ottenuti da Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate nella ricerca dei furbi che non pagano le tasse o nascondono risorse e ricchezza creata all’erario, gli altri ricordano che l’importo da recuperare e che ogni anno sfugge al controllo dello Stato è ben più ampio di quello che i controllori riescono con fatica a recuperare. Le cifre parlano chiaro. Secondo l’Istat (dati diffusi nel novembre 2011) l’evasione fiscale e il sommerso si aggirano intorno al 17% del Pil e oscillano per la precisione tra i 255 e i 275 miliardi di euro. Dati certamente attendibili. In passato il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino ha parlato di un “evasione pari al 18% del prodotto interno lordo” capace di porci “al secondo posto nella graduatoria internazionale guidata dalla Grecia” oggi sull’orlo del baratro. Paradossalmente è come se ogni cittadino italiano evitasse di versare al Fisco circa 2mila euro all’anno. Il furto varia da settore a settore. Secondo le stime degli statistici in agricoltura l’evasione si aggira intorno al 30%, mentre supererebbe addirittura il 50% nel turismo. Relativamente al terziario l’evasione viene quantificata nell’ordine del 20%, tasso che scende al 12% nel settore industriale. Il fenomeno è diffuso su tutto il territorio nazionale, sia in aree ricche che non.

I NUMERI DELLA REPRESSIONE – Il governo tecnico non ha avuto esitazione a considerare la lotta all’evasione come una delle priorità per il risanamento economico finanziario del paese. Blitz e controlli a tappeto incentivati dalle misure forti varate dai Professori insediatosi a fine 2011 hanno consentito il raggiungimento di risultati confortanti. Il gettito recuperato, nel 2012, potrebbe essere ancora più alto rispetto agli anni precedenti e toccare il livello record dei 15 miliardi. Lo scorso anno erano state scovate mancate entrate tributarie per 12,7 miliardi, in crescita dai 10,6 del 2010, dai 9,1 del 2009, dai 6,9 del 2008 e dai 6,4 del 2007. Risorse alle quali vanno aggiunte le entrate contributive recuperate, passate dai 4,3 miliardi del 2007 ai 6,4 del 2010.

 

9 Commenti

  1. licantropo scrive:

    quando lo stato è incapace di risolvere i problemi ,perchè dovrebbe impostare riforme tali da annullare la forbice tra coloro che detengono la ricchezza nazionale-10 per cento- e la restante popolazione,ecco che ritorna lo stantio ritornello della evasione fiscale-è indubbio che l’evasione fa diminuire le entrate allo stato, ma in una visione globale ci si dovrebbe pur domandare che queste risorsesottratte allo stato,non rimangono sotto i cuscini,e seppur sostano in banca permettono alle banche di lucrare…ma si è sicuri che sostino in banca e se fossero rimesse nel ciclo produttivo?..il miglior rimedio per la lotta all’evasione è quello di eliminare la scadalosa forbice tra i dentori di riccheza e gli altri….

    • pietro scrive:

      Ma falla finita con queste scuse.se non paghi le tasse sei un delinquente.un criminale e come tale paghi e vai in galeta.punto.senza troppe chiacchiere,valli a fare in america questi discorsi da pagliaccio vediamo che ti dicono

  2. licantropo scrive:

    pubblica i commenti e non censurare

  3. liolà scrive:

    quando lo stato è incapace di risolvere i problemi, ecco il solito ritornello dell’evasione fiscale,che potrebbe tornare alla normalità,solo se si ponesse mano a riforme dirette ad eliminare lo scandaloso divario tra i detentori di ricchezza.10 per cento-e la restante popolazione-è indubbio che l’evasione sottrae risorse allo stato, ma bisogna pur domandarsi che fine fanno queste risorse sottrATTE ALL STATO:SE RIMANGONO IN BANCA PERMETTONO ALLE BANCHE DI LUCRARE,SE VENGONO RIMESSE NEL CICLO PRODUTTIVO,non SAREBBERO COSì malefiche TUTT’ALTRO DISCORSO SE RIMANESSERO sotto il cuscino…

  4. rokko scrive:

    Questo dell’evasione fiscale è un falso mito …
    Primo, di quei 250 miliardi solo un centinaio sono quelli veri, gli altri sono evasione fiscale “fisiologica” (ad esempio perché proventi della malavita, ecc. ecc.). A meno che non si pensi seriamente di non perseguire ad esempio i ladri d’appartamento ma fargli pagare le tasse sui redditi da rapina …
    Se i rimanenti 100 miliardi fossero tutti dichiarati, lo Stato incasserebbe, diciamo, circa 50 miliardi di tasse in più. Considerando che negli ultimi anni siamo andati in deficit per ben oltre quella cifra, ecco che nemmeno il recupero totale dell’evasione sarebbe sufficiente a rimettere in ordine i conti.
    Il punto principale (che si cerca sempre di nascondere con lo specchietto per le allodole dell’evasione fiscale) è che LO STATO SPENDE TROPPO. Finché lo Stato non ridurrà le proprie spese del 15-20%, non ci sarà speranza: è semplice come concetto.

    • er trojo scrive:

      C’hai ragione da venne amico mio! Io nun so manco che cazzo so’ le tasse, ma è regolare che so’ troppe. Poi li tassi se sdrumano a forza de scopà! Damoje ‘na tregua a sti poveri tassi.

    • Falso mito un par de bal scrive:

      Sarà pure un falso mito, ma quando un’impresa piccola di albanesi nel settore edile raccoglie intorno ai 15 mila euro al mese in nero, spostando il denaro in Albania con appositi spalloni, e quando ogni impresa che chiami ti propone il lavoro in nero buttandoti via 2000 euro e ti crea danni se vuoi fare le cose in chiaro (perchè incentivate al 36-55% >>> 2000 euro di sconto), allora capisci quante fregnacce ti propinano i liberisti del PDL e certa stampa.

  5. PIO scrive:

    Ci sono dei modi facili. esempi? Abolire il denaro contante;detrarre tutte le spese.

  6. ugo scrive:

    Monti è costretto a favorire gli evasori da qualcuno molto piu potente di lui e che sta nell ombra (anche all estero)

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