Economia

Bertolaso: ma come vengono assegnate le C.A.S.E.?

4 gennaio 2010

La ricostruzione de L’Aquila è un bluff, non è partita e forse non partirà mai. Nel frattempo, si assegnano i moduli abitativi prefabbricati dove aspettare con meno disagi il ritorno alla propria casa. Ma anche qui non tutto va per il verso giusto

Giornalettismo ha detto subito che il decreto terremoto del governo era in realtà un decreto abracadabra, privo di risorse per la vera e propria ricostruzione de L’Aquila. Ben presto abbiamo fatto notare che la ricostruzione de L’Aquila non ci sarebbe stata. Siamo tornati nel capoluogo abruzzese pochi giorni fa e abbiamo constatato purtroppo l’avverarsi delle nostre previsioni e la morte silenziosa di una delle più belle città italiane. Ma a scavare nella melma del dopo terremoto abruzzese si vedono anche altre cose non del tutto chiare.

COME SI ASSEGNANO LE C.A.S.E. – Lasciamo da parte le polemiche sulla ricostruzione mai iniziata, sui soldi mai stanziati e concentriamoci sulle C.A.S.E., i moduli abitativi prefabbricati dove, secondo le promesse fatte dal Governo Berlusconi all’inizio del terremoto avrebbero dovuto ospitare tutti i senza tetto d’Abruzzo. In realtà non tutti i 32 mila abitanti dell’Aquila che hanno una casa classificata in zona E (quelle totalmente inagibili) potrà andare a vivere in queste C.A.S.E. Quando il governo se ne è reso conto, ha silenziosamente deciso che bisognava stabilire dei criteri per selezionare coloro i quali l’avrebbero avuto e chi invece no. La consegna delle C.A.S.E. procede, con qualche ritardo, ma il fatto che alcuni ce l’avranno e altri no scatena inevitabilmente polemiche, tra gente che vive profondi disagi, sulle modalità di assegnazione dei moduli abitativi che trovano però poco spazio nei media. Su questo argomento il segretario provinciale aquilano di rifondazione comunista, Fabio Pelini, e il capogruppo Prc in Consiglio comunale Enrico Perilli hanno dichiarato recentemente che il loro partito intende fornire “un sostegno legale ai tanti cittadini aquilani che si sono visti escludere dal progetto C.A.S.E. in maniera ingiusta o poco chiara”.

I CRITERI DI ASSEGNAZIONE -  Cerchiamo di vederci chiaro. I criteri furono fissati, come prevedeva l’Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri n. 3886 dal Consiglio comunale de L’Aquila, come ci racconta Pelini “dopo una lunga discussione su nuclei monoparentali, figli a carico, disabilità, presenza di anziani, livelli di reddito, di lavoro, addirittura di aquilanità e diritti di proprietà”. Il sindaco della città abruzzese, Massimo Cialente, li ha resi noti con l’Ordinanza n. 1188 del 17 settembre scorso e li ha specificati nell’allegato consultabile qui. Alla formulazione degli elenchi si arriva però attraverso un’apposita procedura informatizzata, con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile e della Fondazione Ugo Bordoni, come previsto dal comma 2 dell’Articolo 28 dell’OPCM 3797/2009, applicando i criteri generali e i criteri specifici sopra citati. Il Sindaco, sulla base degli elenchi forniti da questa procedura, emette infine i decreti di assegnazione o le lettere di diniego.

4 commenti a Bertolaso: ma come vengono assegnate le C.A.S.E.?

  1. gloriademo

    cioè:” 86 codici fiscali ripetuti”? Spero che vengano chiariti i criteri di assegnazione anche se penso che tutti abbiano diritto ad un tetto, che siano di famiglia numerosa oppure no. Occorre trovare case per tutti, prima di tutto. Un modo ci deve essere

  2. Scusate, eh. Volevo solo chiedere se a qualcuno di voi suoni ridicolo l’acronimo C.A.S.E. o se sono il solo che venga punto nell’organo dell’ilarita’.
    Il paradosso e’ questo: l’acronimo si scioglie in Complessi Antisismici Sostenibili ed Ecocompatibili. Evidentemente maschile. In sostanza, non si dovrebbe dire “i C.A.S.E”? E per il singolare, non si dovrebbe dire “il C.A.S.E.”? So benissimo che si tratta di lana caprina e di sottigliezze sofistiche risibili, rispetto alla tragedia che c’e’ dietro, ma considerate anche che qualcuno, pagato per questo, si e’ messo li’ per quanto tempo? Un pomeriggio? Due ore? 10 minuti? e si e’ scervellato per trasformare la parola “case” in un acronimo che funzionasse. Poveraccio (o no?).

    Scusatemi ancora.

  3. Da profana: considerato che per accedere all’asilo nido, alla scuola materna, ai contributi per i buoni libro o borse studio e per le case popolari le graduatorie sono pubbliche con punteggio (perché c’è un diritto al ricorso) mi sembrerebbe scontato e ovvio o fossero anche per l’assegnazione dei CASE… ma questa sembra sempre più una nazione dove la norma è un eccezione…

  4. Ghisabrain

    Un amico da L’Aquila:
    ‘C.a.s.e.? nono quelle sono C.e.s.s.i.! per dirne solo una, i tubi dell’acqua scorrono sul soffitto dei garage sprovvisti di portellone. Di notte -5, -10 e la mattina tutti senz’acqua, rimasta ghiaccio nei tubi!’

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