La ripresa? È nelle mani di Dio

4 gennaio 2010

Giulio Tremonti avrà tirato un bel sospiro di sollievo dopo aver ascoltato le parole che il Santo Padre ha pronunciato nell’Angelus di ieri. Da oggi, a chiunque avrà l’ardire di obbiettargli conti sbagliati o stime sbilenche potrà serenamente rispondere che lui ci ha provato a collaborare col divino, ma che nessuno è perfetto. Per cui, visto che il futuro è nelle mani di Dio, potrà invitare tutti quanti ad armarsi di cristiana rassegnazione in attesa che passi la nottata.

Benedetto Decimo Sesto, in effetti, nella lista degli imbonitori che si fanno beffe del popolo credulone  al quale vendono speranze costruite sugli influssi degli astri ci ha ficcato dentro anche gli economisti i cui vaticini, sebbene importanti, sarebbero degni della stessa fede che si dovrebbe prestare ad un mago Otelma qualsiasi. Oddio, a voler vedere il pelo nell’uovo si potrebbe anche ammettere che la raccomandazione papale un briciolo di fondatezza potrebbe anche averla, specie se si volessero recuperare certe valutazioni sparate con eccessiva noncuranza nel corso del 2009. Anno difficile e un tantino eccezionale per i mezzi limitati della statistica, d’accordo, ma ne abbiamo sentite sinceramente qualcuna di troppo. Meno 7, meno 6, meno 5: un conto alla rovescia che si è fermato sopra al 4 e ciononostante abbiamo brindato lo stesso perché poteva andare peggio.

Tuttavia va detto che il Papa non ha certo brillato per fair play. Se gli economisti hanno sbagliato le tabelline, e le hanno sbagliate anche prima dell’annus horribilis, non si può non tener conto del fatto che – almeno rispetto al Vicario di Dio in terra – operano in condizioni di netto svantaggio. Vuoi per l’orizzonte temporale sul quale esercitano le loro abilità divinatorie, che non è quello agevole dell’eternità,  vuoi perché accettano di mettere nero su bianco numeri precisi e non generici annunci sulla prossima affermazione politica del Regno Celeste, sarebbe stato decisamente più carino evitare di associarne gli albi a quelli molto meno onorevoli dei lettori di tarocchi.

Anche perché, sempre volendo cavillare, se è vero che la realtà ha smentito mille volte gli economisti e gli astrologi, bisogna pur ammettere che la Chiesa, fin’ora, se l’è cavata soltanto rimandando a data da destinarsi il confronto coi fatti o affidandosi a testimoni che, essendo morti, difficilmente si presenteranno in aula a smentire le affermazioni dei vivi. E noi siamo sempre qui in attesa che succeda qualcosa in un qualche momento che metta la parola “fine” al giochetto.

3 commenti a La ripresa? È nelle mani di Dio

  1. Nemmeno Lui avrà creduto a quella previsione che lo vuole nel 2010 stimato nel mondo islamico… :)

  2. Tess

    A proposito, che dice Paolo Fox del 2010 di Benedetto ? :D

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