Tutti i segreti di Curiosity

20/08/2012 - Sotto il vestito, tutto: ecco quello che non sapevi della mitica navicella a passeggio su Marte

Tutti i segreti di Curiosity

Wired prova a svelarci qualche segreto del rover della Nasa Curiosity, il robottino che sta solcano solitario come Wall-E la superficie di Marte alla ricerca di notizie che possano soddisfare la comunità scientifica mondiale.

76 ESPLOSIONI - Il mezzo attrezzato con 17 fotocamere il cui obiettivo è quello di verificare se c’è acqua sul Pianeta Rosso e se vi siano state in passato forme di vita, è atterrato su Marte con un “accompagnamento” di 76 esplosioni di differenti intensità servite a separare le varie parti della navicella che ha portato Curiosity sul pianeta rosso. Di queste esplosioni, 10 sono avvenute nell’atmosfera marziana e sono state comprese nello spazio di cinque millisecondi al fine di separare i vari collegamenti tra rover e vettore. L’esplosione più grossa si è però avuta in occasione dello “sgancio” del paracadute, il più grosso mai utilizzato dalla Nasa.

 

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PANNELLI - All’atterraggio sul suolo “ostile”, poi, sono state necessarie altre esplosioni affinché il Rover potesse muoversi. Ad esempio, gli obiettivi sono stati liberati da un’esplosione che ha fatto saltare il tappo, per evitare che le lenti potessero impolverarsi durante il tragitto. La fase di discesa è stata costituita da tre pannelli di grandi dimensioni collegati a decine di componenti, compreso il serbatoio, il cablaggio, le linee di telecomunicazioni, le scatole dell’avionica ed il guscio della navicella. Se il concetto espresso vi sembra complicato, sappiate che ognuno di questi tre pezzi è stato creato in 11 mesi, partendo dal progetto ed arrivando al test di struttura e resistenza all’atterraggio.

RETRORAZZI - Parlando di atterraggio, i retrorazzi con i quali era equipaggiato il giuscio di Curiosity, alimentati ad idrazina, avevano la necessità di essere realizzati con tubi di “collegamento” molto spessi, con conseguenti problemi nella gestione dei pesi del liquido. Se anche uno di questi tubi si fosse rotto durante la discesa, tutta la missione sarebbe stata un fallimento in quanto la sonda si sarebbe persa per sempre. Per questo motivo gli ingegneri hanno modificato i condotti affinché non vi fosse troppo peso al loro interno.

RUOTE STERILI - Curiosity è equipaggiato con sei ruote da 20 pollici. Ognuna di queste è controllata dal suo motore così che possano operare ognuna in maniera indipendente, scavando magari buche nel suolo marziano. Le ruote non sono fatte come le gomme stradali a causa delle temperature estreme e della possibilità che la polvere marziana potesse degradarle, bensì sono fatte di alluminio anodizzato, un materiale resistente e morbido allo stesso tempo, capace di dare un minimo di ammortizzazione alle ruote del rover. I raggi al suo interno sono in titanio, altro materiale adatto all’assorbimento degli urti.

I SEGNI - Le ruote sono l’ultima cosa montata su Curiosity, con ognuna delle ruote testata singolarmente sulla terra. Si è preferito tenere le ruote il più possibile “asettiche” in quanto una sovra-esposizione al suolo terrestre avrebbe comportato il rischio di una contaminazione batterica del Pianeta Rosso. Inoltre il solco è stato fatto in maniera tale che al passaggio le ruote lascino il segno “J-p-l” in alfabeto morse, così da lasciare l’impronta su Marte dei suoi creatori. Inoltre nella parte posteriore del rover, nei pressi dell’antenna Uhf, sono scritti una serie di nomi scritti su chip di silicone. Questi si riferiscono ai 1,24 milioni di persone che hanno lasciato la propria richiesta sul web assieme a 20 mila visitatori del Kennedy Space Center.

UN PEZZO DI STORIA - Dal lato posteriore destro del Rover è presente una piccola manopola nera la quale è una semplice meridiana. Oltre a tenere conto del tempo, questo stumento viene utilizzato per calibrare Curiosity ad una risoluzione 3d visto che quest’atmosfera fa apparire tutto più rosso di quanto non sarebbe sulla Terra. Le telecamere hanno poi bisogno di far sapere quali colori rappresentano la realtà. La meridiana svolge anche un’importante funzione storica, con tanto di scritta che parla di esplorazione del Pianeta Rosso. In fondo non si tratta altro che di una curiosità.

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