Il giorno dell’ultimatum ai minatori sudafricani

di - "O tornate al lavoro o vi licenziamo"

Il giorno dell'ultimatum ai minatori sudafricani
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La Lonmin, compagnia che possiede e gestisce la più grande miniera di platino del mondo in Sudafrica, ha dato un vero e proprio ultimatum ai minatori che da giorni sono in sciopero ad oltranza nell’impianto che ha visto scontri con la polizia causare 34 morti.

 

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ULTIMATUM - Siamo ancora a Marikana, in Sudafrica. E secondo la proprietà, lo sciopero dei minatori è durato anche troppo.

 

“L’ultimatum fornisce agli operatori l’ultima opportunità di tornare al lavoro, o affrontare possibili conseguenze. Gli impiegati saranno dunque licenziati se non rispetteranno quest’ultimatum”, dice l’azienda in un comunicato ripreso dal Guardian. Gli operai sudafricani, ormai è noto, sono in sciopero a Marikana da giorni con richieste importanti di aumento salariale (gli scioperanti chiedono il triplo di quanto attualmente ricevono). Contro di loro è stata sguinzagliata la polizia e negli scontri sono rimasti sul campo in 34. “Chiederci di tornare è un insulto”, dice Zachariah Mbewu al South Africa Mail: “Molti dei nostri amici e colleghi sono morti, e loro si aspettano che noi riprendiamo a lavorare. Mai. C’è chi è in prigione, o all’ospedale. Domani torneremo su in montagna, non certo lì sotto, fino a che la propiretà non ci darà quel che vogliamo”.

DIFFERENZE - Secondo l’azienda che gestisce l’impianto con più impiegati al mondo ci sono gli scioperanti duri e puri e ci sono altri 26mila impiegati che stanno partecipando allo sciopero per paura di rappresaglie e sono “troppo impauriti per tornare al lavoro”. Se qualche crumiro tenta di passare la linea dei picchetti, i minatori in sciopero fanno fuoco: l’azienda ha affermato che terrà ben distinti coloro che sono in sciopero da chi ha troppa paura per non partecipare all’astensione.

LUTTO NAZIONALE - Intanto dal punto di vista politico il governo del presidente Zuma sta mettendo a punto la commissione di inchiesta che dovrà indagare sui motivi che hanno spinto la polizia a fare fuoco davanti alla miniera: il presidente ha dichiarato per l’intera settimana un periodo di lutto nazionale a seguito del massacro di Marikana. “La nazione è sotto choc, nel dolore”, ha detto il presidente: “Questa settimana ci dobbiamo unire contro la violenza. Dobbiamo riaffermare la nostra voglia di pace, di stabilità, di ordine, e la voglia di costruire una società solidale liberata dal crimine e dalla violenza”.

 

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