Il ragazzo privo degli arti superiori in viaggio domenica scorsa sull’Eurostar Bari-Roma non avrebbe subito l’indifferenza degli altri passeggeri e, oltretutto, avrebbe continuato il suo cammino verso la Capitale senza essere bloccato a terra dai controllori
Il deputato del Pd Ermete Realacci aveva già prontamente provveduto a parlare di “rabbia e indignazione” per la vicenda, mentre l’ex ministro Giuseppe Fioroni manifestava il suo disappunto sull’accaduto ponendo delle domande: “Siamo diventati così? Cinici, arroganti, indifferenti, apatici? incapaci di sentire, di indignarci?”. Intanto Alessandro Pignatiello del Pdci parlava di “denuncia e atto di accusa che non deve passare inosservato”. Queste e tante altre le reazioni dal mondo della politica alla lettera pubblicata ieri su Repubblica, nella quale lo scrittore-editore (così lo definiva il giornale) Shulim Vogelmann raccontava di un triste episodio accaduto domenica 27 dicembre a bordo di un Eurostar partito da Bari e diretto a Roma: un caso di indifferenza e irriverenza ai danni di un disabile. Si tratta, però, di reazioni che potevano essere diverse nel tono e nei contenuti se si fosse prima ascoltata l’intera storia, nelle versioni fornite dalle controparti: i passeggeri e le FS.
LA STORIA – Stando al racconto di Vogelmann, un ragazzo senza braccia, privo di biglietto per non aver fatto in tempo ad acquistarlo, sarebbe stato trattato con irriverenza da un controllore privo di sensibilità ed estremammente intransigente verso lo sfortunato passeggero. Le giustificazioni del cliente (“No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap”), non sarebbero infatti bastate per ammorbidire il cinico comportamento del controllore, una venticinquenne definita “dal tono burocratico e sprezzante”, che avrebbe imperterrito continuato a trattare il giovane indifeso come “un vero e proprio criminale”. Vogelmann racconta poi dell’arrivo di un secondo controllore; dell’ulteriore intransigenza di quest’ultimo; del silenzio e dell’indifferenza degli altri passeggeri del vagone, rei di non aver alzato nemmeno un dito per difendere il vicino di posto invalido; della crudele e forzata discesa dal treno del ragazzo già normalmente costretto, per il suo handicap, anche solamente nell’eseguire i gesti più semplici come il trasporto e la sistemazione di una borsa, a patire immani sforzi fisici e psichici. Tutto quello che gli uomini delle FS riusciranno a fare per il passeggero umiliato dalle brutali esternazioni del primo controllore (“Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare!”) sarà recarsi presso la biglietteria e provvedere a fargli con i suoi soldi un biglietto che gli consentirà di viaggiare col successivo treno diretto verso la capitale.
NON C’ERA INDIFFERENZA – I conti però non tornano. La ricostruzione di Vogelmann, nel frattempo rimbalzata di Tg in Tg nel giro di poco, verrà smontata. E’ lo stesso giornale diretto da Ezio Mauro che poche ore prima aveva pubblicato la lettera a mettere in discussione alcuni dettagli riportati dall’autore della missiva. Innanzitutto l’atteggiamento dei passeggeri dello stesso vagone del disabile non sarebbe stato affatto un atteggiamento di indifferenza verso il ragazzo privo degli arti superiori. “Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel famigerato viaggio – scrive un lettore di Repubblica in un commento – Mi permetto di rettificare l’articolo. E’ vero la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell’indifferenza dell’intero vagone è assolutamente scorretto. Su richiesta della ragazza è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse”.
NON E’ SCESO DAL TRENO – E c’è di più. Il disabile non avrebbe per nulla dovuto attendere un treno successivo per raggiungere la Capitale: lo avrebbe fatto, infatti, con lo stesso identico treno col quale si era mosso da Bari. A metterlo nero su bianco ieri è stata la Polizia di Stato: “Il personale (…) agendo con tatto e umanità (…) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno – si legge in una relazione della Polfer - il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari”. Insomma, nessuna degenerazione, nessun tragico epilogo.
MITTENTE ATTENDIBILE? – Ulteriori dettagli in merito li forniscono pure le FS: “Considerata la particolare condizione del passeggero – recita un comunicato ufficiale - risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero”. A questo punto la domanda nasce spontanea. Dai motori di ricerca scopriamo che il giovane autore della lettera dalle agenzie e da Sky è stato definito israeliano quando, invece, è nato a Firenze. Non interpellare le Ferrovie, è stato senz’altro un rischio, che, alla luce di quanto emerso alcune ore dopo, non ha pagato affatto. Che si tratti di un errore più unico che raro o di una prassi consolidata, poco cambia: presumibilmente la vicenda finirà in un dimenticatoio. A meno che le Fs non decidano seriamente di togliersi il sassolino dalla scarpa e querelare. A quel punto sicuramente ne vedremmo delle belle.























[...] Originariamente inviata da Douglas non è una novità il fatto che l'italia sia un paese che discriminana… discrimina chi?…dove?..quando? ora comunque sarei curioso di sapere come è veramente andata… Fs, disabile discriminato: una bufala di Repubblica? [...]
non so, in fondo era una lettera che racconta un caso eccezionale ma non troppo inverosimile. Forse Repubblica non poteva rintracciare i passeggeri ed ascoltare altre testimonianze, comprese quelle delle Fs, se non dopo averla pubblicata ed acceso il caso
sì, alla fin fine noi avremmo fatto lo stesso
Per fortuna c’è sempre uno scrittore israeliano quando serve.
“Hey, ma qui è stato commesso un atto razzista. Fate largo, devo intervenire: sono uno scrittore israeliano!”
E’ un infortunio che può anche capitare…
Certo sarebbe meglio che non capitasse…ma forse una telefonata alla Fs costava troppo, chissà.
Un sorriso verificato alla fonte
C.
Tutta la faccenda, da come qui esposta, non quadra. L’invito alle fs a querelare (chi? L’invalido? O, per caso, si trattava di un famigerato “falso” invalido) non è una novità. Noi (invalidi) siamo ormai abituati da lungo tempo a essere oggetto di ogni nefandezza; a cominciare proprio dai governi – per il fatto che per loro non esistiamo o, se esistiamo, non siamo considerati cittadini. Quanto a “certe” espressioni di commento sui disabili: è una prassi consolidata che certe persone che hanno una “briciola” di potere abbiano comportamenti del tipo riportato sopra (per amore di verità devo dire che le persone “solidali” e, non solo a parole, costituiscono la stragrande maggioranza dei cittadini), ciò non toglie che le esternazioni di questi “padreterni” facciano male e lascino il segno in tutta la nostra comunità. Termino qui, anche se ci sarebbe ancora molto da dire (e da controbattere), scusandomi con le persone perbene, di questo mio sfogo. Cordiali saluti. Sebastianutti Gaetano (invalido civile).
“L’invito alle fs a querelare (chi? L’invalido? O, per caso, si trattava di un famigerato “falso” invalido)”
c’è un reato che si chiama diffamazione a mezzo stampa: è il reato di chi riporta notizie che colpiscono la fama di un soggetto (nel caso in esame le ferrovie), attraverso i mass media. Perché dovrebbero anche solo lontanamente pensare di querelare l’invalido?
“Noi (invalidi) siamo ormai abituati da lungo tempo a essere oggetto di ogni nefandezza; a cominciare proprio dai governi – per il fatto che per loro non esistiamo o, se esistiamo, non siamo considerati cittadini.”
vero, ma in questo caso stiamo parlando di un fatto specifico che dovrebbe essere raccontato nei particolari giusti da un soggetto testimone. Non del fatto che certe cose accadano, su quello siamo tutti d’accordo: che accadano e che non debbano accadere.
“Quanto a “certe” espressioni di commento sui disabili: è una prassi consolidata che certe persone che hanno una “briciola” di potere abbiano comportamenti del tipo riportato sopra (per amore di verità devo dire che le persone “solidali” e, non solo a parole, costituiscono la stragrande maggioranza dei cittadini), ciò non toglie che le esternazioni di questi “padreterni” facciano male e lascino il segno in tutta la nostra comunità. ”
vero, e se leggi la reazione delle FS, vedi che i vertici si sono scusati del comportamento della capotreno 25enne. Ma il comportamento è stato controbattuto da altri comportamenti corretti, non messi in risalto nell’esposizione dei fatti. Credo che questa possa essere considerato a tutti gli effetti una mancanza, a prescindere da chi è disabile o meno.
Saluti.
Credo che l’invito a querelare sia nei confronti dell’autore della lettera pubblicata da Repubblica che non è il ragazzo disabile soggetto dell’episodio…
adesso bisognerebbe risentire Shulim Vogelmann per vedere cosa ha da dire al riguardo
[...] Repubblica fa flop? [...]
[...] Poi si scopre che era una mezza bufala, il giovane non era stato fatto scendere e la presunta indifferenza degli altri viaggiatori era stata praticamente [...]
[...] Disabile discriminato sul treno: Repubblica fa flop? IN EVIDENZA da: giornalettismo.com [...]
a me sembra che si perda di vista qualcosa:il comportamento irriguardoso del controllore (“una donna sui 25″) e lo dico perchè non credo che siamo diventati un paese così cinico,indifferente e arrogante come sostiene Fioroni ,senza considerare che stando al racconto originario credo che il suddetto scrittore abbia ricevuto una querela per aver definito “maleducata” la donna in questione,successivamente ad aver preso le difese del ragazzo…e spero che su questo verrà fatta luce,per capire se cinismo,indifferenza e arroganza siano semplicemente sinonimi di femminismo.
sinceramente non sò quanto reali possano essere i dettagli (che il ragazzo disabile sia sceso o meno dal treno,che abbia rifatto il biglietto o cose simili) sta di fatto che qualcuno delle FS dovrebbe spiegare i motivi per i quali in questo momento storico di disoccupazione dilagante sia permesso ad una persona tanto profondamente cinica e intransigente ,come la ragazza in questione, di lavorare a contatto con la gente .
[...] inviata da V d L Fs, disabile discriminato: una bufala di Repubblica? Questa sarebbe una fonte attendibile? [...]
A leggere l’articolo qui riportato( non ho letto Repubblica)a me sembra che sia stato montato un “caso” inesistente. Repubblica ha pubblicato una lettera di un suo lettore, Shulim Vogelmann, nella quale lo stesso raccontava un episodio accaduto su un treno di Trenitalia, e che vedeva protagonista un giovane disabile straniero. Vogelmann ha forse “infiocchettato” un po l’episodio calcando la mano sul comportamento incivile e riprovevole della giovane capotreno,poi smentito, sembra, dalle stesse FS.
Di episodi simili, purtroppo è anche la mia personale esperienza,ne capitano tutti i giorni a decine e decine di diversamente abili un po ovunque,spesso presso uffici pubblici, ma anche in attività private; è l’inciviltà del singolo, credo, e non l’atteggiamento della maggioranza dei cittadini che anzi, spesso, aiutano i disabili in difficoltà.
Note sparse… che la persona disabile alla fine avesse proseguito con lo stesso treno era reso palese nella lettera-articolo; che il personale abbia provveduto ad acquistare self service il biglietto non pare contestato, e con quali tecniche-modalità non importa; che la polfer sia intervenuta è fuori discussione, vista la relazione stilata… solo che la polfer viene chiamata ad intervenire dal personale del treno, evidentemente, quando si verifica un ‘problema’ da ‘trattare’ in chiave non certo ‘bonaria’ (…non abbia timore -cortese utente delle FS- risolviamo il problema, in qualche modo, sebbene devo farle presente l’assoluta necessità, come per tutti, di organizzarsi per dotarsi di biglietto al momento di salire in treno…); ergo, un qualche attrito deve essersi generato, a dispetto del risultato finale attestato dalla citata relazione (tutto è bene quel che finisce bene); altra curiosità sorge in merito all’effettiva assunzione delle generalità del sig. Vogelmann da parte della polfer, forse a seguito dell’espressione ‘maleducata’ (se è un’ingiuria ne esistono di peggiori, conveniamone) forse di altro, a riprova di un clima non certo cordiale e collaborativo; quanto al moto di ribellione sorto in altri passeggeri… bèh… potremmo assistere a 100 ricostruzioni diverse dello stesso fatto (cfr. Rashomon in proposito, di Kurosawa); cordiali saluti