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pubblicato il 31 dicembre 2009 alle 10:49 dallo stesso autore - torna alla home

Il ragazzo privo degli arti superiori in viaggio domenica scorsa sull’Eurostar Bari-Roma non avrebbe subito l’indifferenza degli altri passeggeri e, oltretutto, avrebbe continuato il suo cammino verso la Capitale senza essere bloccato a terra dai controllori

6dc5d74f3dc635715845e8a99955aad6 Disabile discriminato sul treno: Repubblica fa flop?Il deputato del Pd Ermete Realacci aveva già prontamente provveduto a parlare di “rabbia e indignazione” per la vicenda, mentre l’ex ministro Giuseppe Fioroni manifestava il suo disappunto sull’accaduto ponendo delle domande: “Siamo diventati così? Cinici, arroganti, indifferenti, apatici? incapaci di sentire, di indignarci?”. Intanto Alessandro Pignatiello del Pdci parlava di “denuncia e atto di accusa che non deve passare inosservato”. Queste e tante altre le reazioni dal mondo della politica alla lettera pubblicata ieri su Repubblica, nella quale lo scrittore-editore (così lo definiva il giornale) Shulim Vogelmann raccontava di un triste episodio accaduto domenica 27 dicembre a bordo di un Eurostar partito da Bari e diretto a Roma: un caso di indifferenza e irriverenza ai danni di un disabile. Si tratta, però, di reazioni che potevano essere diverse nel tono e nei contenuti se si fosse prima ascoltata l’intera storia, nelle versioni fornite dalle controparti: i passeggeri e le FS.

LA STORIA – Stando al racconto di Vogelmann, un ragazzo senza braccia, privo di biglietto per non aver fatto in tempo ad acquistarlo, sarebbe stato trattato con irriverenza da un controllore privo di sensibilità ed estremammente intransigente verso lo sfortunato passeggero. Le giustificazioni del cliente (“No biglietto, no fatto in tempo, handicap, handicap”), non sarebbero infatti bastate per ammorbidire il cinico comportamento del controllore, una venticinquenne definita “dal tono burocratico e sprezzante”, che avrebbe imperterrito continuato a trattare il giovane indifeso come “un vero e proprio criminale”. Vogelmann racconta poi dell’arrivo di un secondo controllore; dell’ulteriore intransigenza di quest’ultimo; del silenzio e dell’indifferenza degli altri passeggeri del vagone, rei di non aver alzato nemmeno un dito per difendere il vicino di posto invalido; della crudele e forzata discesa dal treno del ragazzo già normalmente costretto, per il suo handicap, anche solamente nell’eseguire i gesti più semplici come il trasporto e la sistemazione di una borsa, a patire immani sforzi fisici e psichici. Tutto quello che gli uomini delle FS riusciranno a fare per il passeggero umiliato dalle brutali esternazioni del primo controllore (“Ah, questi, con questi non ci puoi fare nulla altrimenti succede un casino! Questi hanno sempre ragione, questi non li puoi toccare!”) sarà recarsi presso la biglietteria e provvedere a fargli con i suoi soldi un biglietto che gli consentirà di viaggiare col successivo treno diretto verso la capitale.

NON C’ERA INDIFFERENZA – I conti però non tornano. La ricostruzione di Vogelmann, nel frattempo rimbalzata di Tg in Tg nel giro di poco, verrà smontata. E’ lo stesso giornale diretto da Ezio Mauro che poche ore prima aveva pubblicato la lettera a mettere in discussione alcuni dettagli riportati dall’autore della missiva. Innanzitutto l’atteggiamento dei passeggeri dello stesso vagone del disabile non sarebbe stato affatto un atteggiamento di indifferenza verso il ragazzo privo degli arti superiori. “Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel famigerato viaggioscrive un lettore di Repubblica in un commento  – Mi permetto di rettificare l’articolo. E’ vero la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell’indifferenza dell’intero vagone è assolutamente scorretto. Su richiesta della ragazza è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse”.

NON E’ SCESO DAL TRENO – E c’è di più. Il disabile non avrebbe per nulla dovuto attendere un treno successivo per raggiungere la Capitale: lo avrebbe fatto, infatti, con lo stesso identico treno col quale si era mosso da Bari. A metterlo nero su bianco ieri è stata la Polizia di Stato: “Il personale (…) agendo con tatto e umanità (…) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno – si legge in una relazione della Polfer - il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari”. Insomma, nessuna degenerazione, nessun tragico epilogo.

MITTENTE ATTENDIBILE? – Ulteriori dettagli in merito li forniscono pure le FS: “Considerata la particolare condizione del passeggero – recita un comunicato ufficiale - risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero”. A questo punto la domanda nasce spontanea. Dai motori di ricerca scopriamo che il giovane autore della lettera dalle agenzie e  da Sky è stato definito israeliano quando, invece, è nato a Firenze. Non interpellare le Ferrovie, è stato senz’altro un rischio, che, alla luce di quanto emerso alcune ore dopo, non ha pagato affatto. Che si tratti di un errore più unico che raro o di una prassi consolidata, poco cambia: presumibilmente la vicenda finirà in un dimenticatoio. A meno che le Fs non decidano seriamente di togliersi il sassolino dalla scarpa e querelare. A quel punto sicuramente ne vedremmo delle belle.

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