Un lieto fine per l’Ilva di Taranto

di - 18/08/2012 - Il vergognoso balletto di (ir)responsabilità a danni di operai e cittadini deve finire e deve finire ora

Un lieto fine per l'Ilva di Taranto
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Prima si trattava di salvare il lavoro. Poi di evitare “azioni senza ritorno”. Ora non si sa più. Tutto per evitare di dire ciò che ancora nessuno ha avuto il coraggio di dire: chi paga? Chi pagherà il giusto risarcimento a chi ha lavorato nell’Ilva e chi ancora oggi ci lavora? Non è dato sapere.

LA GIORNATA - E’ stata lunga la giornata di Taranto. E’ iniziata con l’arrivo dei ministri, lo sciopero degli operai e la grande manifestazione di chi, bontà sua, vorrebbe evitare di veder morire i propri cari, fra cui bambini, di inquinamento altrui. Che venga dall’Ilva, dalla raffineria o dal cementificio.

Cerchiamo di capire, aldilà della demagogia e delle frasi dette per “buttare fumo” (cit) negli occhi dell’opinione pubblica, cosa si è deciso oggi a Taranto. Battono le agenzie:

La decisione del ministro dell’Ambiente di riaprire la procedura di autorizzazione integrata ambientale e’ stata presa ‘d’accordo con la Regione Puglia e con il consenso di Ilva e questo e’ un fatto nuovo. E’ la prima volta che questa grande impresa italiana accetta di lavorare con un approccio europeo’. Lo ha sottolineato il ministro Corrado Clini durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Taranto, dopo una serie di incontri in Prefettura, sulla questione dello stabilimento siderugico, con l’azienda, gli enti locali, i sindacati e Confindustria.

Cio’ significa che ‘le amministrazioni pubbliche indicano e individuano le tecnologie e la fattibilita’ e l’impiego di queste in particolare in relazione alla compatibilita’ economica’. Clini ha ricordato che ‘l’azienda, che aveva fatto ricorso contro la prima autorizzazione integrata ambientale, ha presentato ricorso anche contro la riapertura. Appena nominato presidente ho chiesto a Bruno Ferrante se intendeva avviare una colaborazione con le istitutizioni e con il Ministero in particolare o se riteneva di dover continuare l’approccio conflittuale. Il presidente Ferrante ha ritirato i ricorsi contro il Ministero dell’Ambiente e abbiamo cominciato a lavorare insieme congiuntamente con la Regione Puglia. Questo processo e’ finalizzato al rilascio della nuova autorizzazione integrata ambientale entro il 30 settembre di quest’anno’, ha concluso. (AdnKronos)

Guarda le immagini:

QUALCOSA NON TORNA – Clini ha infatti dichiarato in pompa magna che la nuova Aia, autorizzazione integrata ambientale, terrà conto delle considerazioni del Gip. Il che fa pensare che evidentemente tutti questi torti il Gip cattivo, rosso e non dotato di marito, non li aveva. Fatto salvo questo, apprendiamo con gioia che l’Ilva abbia finalmente deciso di collaborare. Ma anche qui qualche domanda sovviene: e in questi anni allora? Uccideva sapendo di uccidere, nell’attesa che qualcuno se ne accorgesse? Evidentemente sì. Ed è per questo che fa rabbia leggere agenzie come questa

“Il processo avviato, che si dovra’ concludere il 30 settembre (che riguarda la riapertura dell’autorizzazione integrata ambientale ndr) non e’ destinato semplicemente a mettere un tappo al camino ma a cambiare radicalmente il ciclo di produzione”.

FERMI UN MOMENTO - Ma fino a oggi che avete fatto? Questo significa forse che ci sono in tutta Italia drammi come quelli di Taranto, che deciderete di risolvere solo quando un giudice andrà a ficcarci il naso? Bombe pronte ad esplodere, ma soprattutto decine e decine di morti che attendono giustizia. E chi ci dice allora che la vostra battaglia contro la magistratura non serva a far sì che queste schifezze rimangano impunite? Non bastano i milioni di euro snocciolati quasi con presunzione dal buon Ferrante, sono spiccioli, sono elemosina, non bastano a fronte dei morti. E soprattutto non bastano perché calpestano un importante diritto, quello alla salute, che per qualcuno è un dovere. Dovrebbe esserlo per lo Stato che deve garantirlo ai propri cittadini, dovrebbe esserlo per le aziende che non devono mettere in pericolo i propri operai (figurarsi intere città).

IL GIORNO –
Da che mondo è mondo, chi rompe paga e i cocci sono suoi. Così nel giorno dell’arrivo dei ministri in quel di Taranto (chissà se hanno sentito la puzza, come tutti, appena entrati in città) chi si attendeva tafferugli e violenze grazie alle quali buttare il solito provvidenziale fumogeno negli occhi dei cittadini, è rimasto ahinoi deluso. Nonostante alcuni giornali, forse per pietà verso i suddetti, hanno comunque citato nei titoli una tensione vista solo da loro. Tutti ieri si sono fatti sentire: lo hanno fatto gli operai bloccando la 106 e scioperando sino a mezzogiorno, lo hanno fatto i cittadini in piazza portando le testimonianze di chi di Ilva è morto. Due facce della stessa medaglia che oggi, ieri e domani sono ridotte a essere motivo di combattimento fra gli stessi tarantini, i quali fomentati da chi ha davvero grossi interessi in questa squallidissima vicenda, ora si insultano fra loro alla ricerca di chi è quello a cui importa meno della città. Saranno gli ambientalisti? Saranno gli operai? Chi è più egoista in questa guerra fra poveri disperati? Nessuno, ovviamente. Gli egoisti sono quelli che da anni hanno sfruttato gli operai e ucciso i loro congiunti, nella più totale impunità, spalleggiati da uno stato che – a voler ben pensare – non si curava di controllare, e a voler invece essere maligni era connivente con questa disgraziata gestione aziendale. Francamente, dopo aver visto i soldi spesi da Riva per ingraziarsi Pd e Pdl, si propende per la seconda soluzione.

LIETO FINE – Bene, ora vediamo come uscirne. Siamo forse contrari all’industria e al lavoro? Suvvia, questa è una posizione anacronistica che i soliti demagoghi hanno sussurrato all’orecchio di chi temeva di non poter più sfamare la propria famiglia. Nessuno vuole che l’Ilva chiuda: a chiudere deve essere questa idea tutta italiana che per lavorare bisogna essere costretti a sopportare ogni angheria e ingiustizia. E il suo contraltare, ovvero che chi ha i soldi può fare quello che vuole sulle spalle di chiunque, basta avere abbastanza soldi per pagare “i custodi”. E, ma questo è proprio un sogno, che tali custodi inizino ad essere scelti fra gente onesta. Il lavoro non è un favore, è un diritto e un dovere. In questo Stato sciagurato, a ogni livello, chi ha sbagliato deve pagare. Caro. Tutto. Non solo per amore dei tarantini tutti, chi oggi vuol difendere la sua salute e chi vuol continuare a portare a casa lo stipendio, e far vivere la propria famiglia. Anche per gli italiani, oggi vessati da tasse dovute sostanzialmente proprio a questo stato di cose, che ci accompagna dalla prima Repubblica. Questo modo di intendere il potere come una facile via per fare più soldi possibile, sulle spalle di chi non importa. Tarantini, non lasciatevi condizionare da chi ha tutto l’interesse a farvi scannare tra di voi. Anche se in questa o quella fazione, come sempre accade, c’è chi mente o vuole fare il protagonista, è finito il tempo di guardare il dito. Ora tocca guardare la Luna che indica. Anche quella di Taranto può essere circondata da un cielo blu e pieno di stelle. Che illumineranno operai e cittadini, ugualmente.

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7 Commenti

  1. Luigi scrive:

    Scusate io ho molto interesse per la questione di Ilva, mi ha scioccato vedere in che condizioni vergognose hanno costruito quell’enorme industria, lo zero rispetto per i cittadini pugliesi, la zero affidabilità, lo zero interesse per la natura e soprattutto per la salute degli essere umani.
    Fa schufo questa storia, come schifo fanno i corrotti e i furbi che abbiamo in Italia e che tanto male ci hanno fatto e continuano a farcene.
    Però io vorrei sollecitare il governo a interessarsi anche delle altre industrie gravemente inquinanti d’Italia!!!
    Vogliamo parlare una buona volta anche di quella di Priolo-Melilli-Augusta?! Nel siracusano?!
    Quella, dopo l’Ilva, è l’industria più inquinante d’Italia! I tre paesi Priolo-Melilli-Augusta dove nel mezzo sorge il petrolchimico che raffina la benzina è chiamato il Triangolo della morte! Per la sua pericolosità ed inquinamento! La gente che abita lì ha tumori, malformazioni alla nascita, la natura bellissima corcostante è stata pesantemente inquinata e offesa. Eppure nessuno del governo nazionale dice niente!Tutto ciò è vergognoso!
    L’altra volta alla tv ho visto un intervista che facevano al presidente di Legambiente Italia, e quell’uomo quando gli è stato domandato quali fossero le altre industrie inquinanti d’Italia ha subito risposto con enfasi “Quella di Priolo-Melilli-Augusta nel siracusano” senza esitazione, come a dire che la situazione è molto grave.
    E allora perchè non succede anche qui un casino per risolvere il problema grave dell’aria inquinata e del rispetto per la salute calpestata dei cittadini???!
    Perchè per Taranto si può e si deve risolvere il problema e invece per gli abitanti delle altre regioni non gliele frega niente a nessuno?!
    Tutto ciò è davvero inaccetabile, vergognoso, incivile, intollerabile, scandaloso.
    Basta con la mafia anche nelle istitutzioni! Che il governo ci dimostri che ha anche a cuore la salute dei siciliani!
    L’Isab di Priolo è posta nel punto più sismico d’Italia, a rischio calamità naturale, e nonostante questo i mafiosi stipulatono un patto con gli imprenditore del nord, di Genova precisamente, e fecero costruire questo mostro d’industria in questa area (tra l’altro protetta da vincolo archeologico-paseaggistico) vinsero la causa del tribunale (con avvocati corrotti) che i cittadini siracusani gli avevano fatto fare per far chiudere quel mostro d’industria fuori legge, ma tutto risultò inutile. L’inquinamento dopo 20 anni è arrivato a livelli spaventosi, la binifica non esiste, l’aria in quella zona è irrespiarabile (eppure i paesi circostanti la respirano giorno e notte) il nostro bel mare (una costa da far invidia ai Caraibi) è stata inquinata senza pietà.
    Adesso basta, siamo stanchi di essere i “dimenticati” dalle istituzioni regionali ed italiane. Vogliamo giustizia. La esigiamo, è un nostro diritto civile.
    Muovetevi ad accorgervi che l’Italia TUTTA ha un estrema urgenza di giustizia e di risanare i tremendi e terribili errore commessi in passato.
    Ed oltre a quella di Priolo-Melilli-Augusta (che è la più pericolosa) si ha anche quella di Gela (sempre in Sicilia) anche quella inquinante, ed altre sempre inquinanti sparse in giro per l’Italia.
    E’ una vergogna, questo paese va cambianto nel profondo della sua coscienza.
    Più rispetto meno furbi.

    • The MaxX scrive:

      Attento, L’ILVA avrà le sue colpe, ma quello stabilimento, così com’è l’ha costruito lo stato, o meglio una delle sue aziende.

      Vi sono colpe a vari livelli, perfino gli operai stessi sono in parte responsabili, perché sapevano, ma per lavorare hanno taciuto.

      • Luigi scrive:

        Non me ne fraga niente di chi è che ha le malsane idee di costruire quei mostri inquinanti privi di rispetto per la natura e l’uomo, non me ne frega niente di chi è che ci guadagna dietro. La cosa FONDAMENTALE è che industrie come l’Ilva a Taranto e l’Isab nel siracusano vengano distrutte, smantellate, eliminate dalla nostra vita, che mai più esca un fumo nero o grigio inquinante per la salute umana di chi ci abita lì vicino!
        L’unica altrnativa alla loro chiusura è una BONIFICA totale, che deve essere fatta sul serio! (quella dell’Isab non è mai partita, i soldi per farla sono spariti non si sa come) che cessi all’istante l’inquinamento!
        Altrimenti chiusura istantanea!
        Ragazzi ma vi siete ammattiti? Voi sareste disposti a sacrificare la salure umana e ambientale per lo stipendio sul posto? Ma non scherziamo per favore.
        Melgio l’emigrazione che la morte a causa del lavoro.
        Questa situazione è il risultato di una società malata, quella italiana, della sua politica inesistente, dei suoi tanti furbi che dei cittadini se ne fottono e pensano solo alla loro sacchetta, è il risultato di un popolo addormentato che non ha capito che così non si può più andare avanti.
        Serve onestà! Serve giustizia! Serve equità! Lo vogliamo capire una volta per tutte che continuando così andremo a fondo?
        E cambiamola questa cavolo d’Italia!
        Che delusione.
        Altro che bel paese… bel paese di che? Dell’inquinamento, della malapolitica, della mafia, del razzismo, dell’inequità, dell’emigrazione interna, dello sfruttamento? Dove sta il bel paese? Chi è che ha osato definirlo tale se poi in realtà guardando da vicino niente funzione come dovrebbe?!
        Vergogna.

  2. alex scrive:

    andate oggi sul blog di beppe grillo,leggete l ultima vergogna del sindaco di firenze renzi….

  3. Chi sarà il risolutore? S-Vendola di Sinistra Oncologia e Inquinità!

  4. Priapus scrive:

    Si è sempre saputo che quello stabilimento è stato praticamente regalato
    dall’Italsider ai Riva, a condizione che lo rimodernassero e bonificasse
    ro, ma l’esperienza ci ha dimostrato che solo i regali fatti a certi pri
    vati molto generosi con le mazzette sono peggio dell’industria di Stato.

  5. bonifico scrive:

    ci sono 44 siti ad alto rischio patologia tumorale per i residenti- vedere progetto sentieri ed in pdf esaminare le analisi delle acque della laguna di orbetello ove un certo signore fine e garbato passa le ferie.conosce questo signiore la ricerca del CNR OMS E Sapienza roma? altro che taranto e si afferma pure che certe località ormai insalubri,abbiano vocazione turistica…. comunque l’elenco è pubblico e contiene per la toscana oltre orbetello,anche livorno piombino massa carrara.unica regione esente:abruzzo,almeno per ora

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