Gli occhi del mondo sull’Ilva

di - Ecco come l'estero guarda ai fatti che stanno sconvolgendo la città pugliese

Gli occhi del mondo sull'Ilva
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Il cancro che è partito dalla Puglia, ha scosso la nazione e indignato anche l’informazione estera che ne parla sulle proprie testate. Ecco una panoramica di come il mondo ha recepito quel “pasticciaccio brutto” dell’Ilva di Taranto.

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IL CASO – L’indagine sulla fabbrica del veleno prosegue tra presunte intercettazioni e danni che non si vogliono pagare. Oggi il Corriere scrive: “Dove i controlli, i controllati e i controllori coincidevano, dicono le carte dell’inchiesta, con un nome soltanto, Girolamo Archinà, consulente e uomo delle pubbliche relazioni dello stabilimento che il presidente Bruno Ferrante ha licenziato in tronco una settimana fa. Lo stesso della frase ormai famosa: «Io ho sempre sostenuto che bisogna pagare la stampa per tagliargli la lingua! Cioè pagare la stampa per non parlare! ». Ecco la situazione vista fuori dal confine italiano.

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FINANCIAL TIMES – “Il Tribunale di Taranto ha emesso tre sentenze contraddittorie, in meno di un mese, sul destino dello stabilimento Ilva. Un mese fa è stato ordinato l’arresto di otto dirigenti Ilva, tra cui il fondatore Emilio Riva, gli altri sono ai domiciliari con l’accusa di complicità in “disastro ambientale”". Così, il Financial Times presenta la fabbrica di Taranto, sottolineando che la situazione è tesa perché l’Italia vuole evitare di alimentare il già fiorente “mercato” della disoccupazione: “La situazione è delicata perché l’Italia rischia di perdere in credibilità e scoraggiare, dunque, eventuali investitori stranieri” ha detto il FT citando le parole di Corrado Clini. “Dopo gli arresti del mese scorso, i tecnici hanno sequestrato parti dell’impianto che dovrebbe tornare a funzionare, rispettando ovviamente i canoni ma il giudice ha ritirato la sentenza”. E ancora in chiusura si cita un anziano residente di Taranto: “Guardate com’è bella Taranto, perché rovinarla? Hanno inquinato tutto”.

REUTERS – “Le accuse di inquinamento sono un problema per il governo di Mario Monti: Ilva è uno dei pochi grandi impianti industriali del sud dell’Italia e dà da vivere a 12 mila persone” ha detto Reuters, in merito all’indagine tutta italiana. “Un portavoce di Riva si è rifiutato di commentare l’accusa di corruzione, quando lo abbiamo raggiunto telefonicamente. Nel frattempo c’è un’indagine separata in corso sul disastro ambientale: otto gli arresti”. E ancora: “Il governo, di fronte a una recessione economica che trascina l’Italia in una crisi sempre più profonda, ha criticato la sentenza del mese scorso che invitava alla chiusura parziale dell’impianto: “Il nostro obiettivo è evitare la chiusura definitiva dell’Ilva di Taranto”. Reuters ha citato le parole di Passera al settimanale “Oggi”. L’articolo si chiude con il numero dei morti di cancro che, nella regione è “al di sopra del 15% rispetto alla media nazionale e le morti a causa del tumore ai polmoni hanno superato la quota del 30%. Secondo i magistrati, i fumi tossici hanno causato la morte di 400 persone negli ultimi tredici anni”.

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1 Commento

  1. pio scrive:

    Chi inquina paga, non funziona più.
    Forse sarebbe meglio cambiare l’articolo 1 della Costituzione.Si sta prendendo troppo alla lettera.Si difende il lavoro degli operai degli oncologi, dei farmacisti e di tutti quelli che con l’inquinamento guadagnano.
    Mentre ci sarebbe da lavorare e molto a disinquinare.

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