Interni

Dio ci salvi dai comunisti (anche durante le feste!)

31 dicembre 2009

Contro l’avanzata bolscevica nemmeno a Natale il quotidiano del prode Feltri abbassa la guardia.

Al Giornale non abbassano la guardia, neppure a Natale e Capodanno: i comunisti non vanno mai in vacanza e qualcuno deve pur vegliare sulla civiltà occidentale. Per esempio, voi forse non lo sapevate, ma a Genova è successa una cosa molto grave: la giunta comunale ha dato l’ok per la costruzione di una moschea. Il fatto è naturalmente molto grave, perché sapete bene che le moschee sono il ritrovo preferito dei terroristi, che con la scusa della preghiera in arabo fanno i corsi di aggiornamento in aeronautica ed esplosivi. L’immagine, più precisamente, è questa: “Ventitré dicembre. La Liguria è sotto il diluvio, Genova sta cercando di sciogliere il ghiaccio che l’ha paralizzata, i bambini aspettano impazienti l’arrivo di Gesù Bambino, il cardinale Angelo Bagnasco sta preparando l’omelia per la notte santa. Qualche decina di metri più in là, nel palazzo comunale di Genova, il sindaco Marta Vincenzi ha radunato la giunta per il blitz”. Il Giornale, giustamente, vuole garanzie: “tutti «sì» a favore del patto firmato con la Fondazione Islamica Genova. Che neppure esiste, ma che secondo sindaco e compagni ha già dato ampie rassicurazioni di non avere legami con l’Ucoii o con gli estremisti islamici […]. È tutto scritto sul testo della convenzione, quindi va bene così. D’altra parte, se anche il nigeriano che voleva far saltare l’aereo per Detroit aveva compilato il questionario assicurando di non essere in volo per gli Stati Uniti con lo scopo di fare il terrorista, Marta Vincenzi non ha certo bisogno di altre garanzie per dare la moschea alla comunità islamica che assicura di ripudiare il terrorismo”. Non fa una grinza.

ARGH! – Sempre sul Giornale un altro pezzo dal titolo forte: Renata Polverini e i suoi “vizietti” di sinistra. Quali saranno questi vizietti? Non si sa. “Dà fuoco alle polveri ma non brucia. Solleva polvere ma non inquina. Un po’ come quelle avvertenze che si leggono sui prodotti a rischio, le battute su Renata Polverini si sprecano”. E sono una meglio dell’altra. Ma i vizietti di sinistra del titolo? “Non è un mistero per nessuno che il suo turbo si chiami Gianfranco Fini. Molti considerano, e non a torto, Renata una sua creatura. Lui per primo ne avrebbe apprezzato l’eloquio e la sua capacità mediatica. E, come è giusto che sia, lei lo ripaga ogni volta che può definendosi finiana di ferro”. Brutto vizio. “Ma c’è anche un’altra corrente di pensiero che circola nell’orbita di Palazzo Madama, e cioè che sia vero l’esatto contrario. Che la Polverini sia il sintomo della crescita di Fini o meglio della sua autostima”. Dunque, la prima teoria era che Fini ha causato l’ascesa di Polverini. La seconda, che è l’esatto contrario, è che l’ascesa di Polverini è causata da quella di Fini. “Fateci caso, sfogliate il suo personalissimo Bignami della sindacalista-modello e vi ritroverete decine e decine di frasi fotocopiate dal prontuario della Cgil. Illuminante la sua frase preferita: «Liberista mai. Sono per un socialismo buono e una migliore distribuzione della ricchezza. La redistribuzione capitalista è una favola perché i deboli si impoveriscono e i ricchi lo diventano a dismisura»”. Strano, per una sindacalista.

LUI, LEI, L’ALTR… - Aggiornamento sull’ormai antica questione del genere delle persone transessuali: pare che a Repubblica si sia definitivamente passati all’uso del femminile per chi si considera donna, con nostro grande sollievo. Al Corriere, in compenso, nessuno sembra essersi posto il problema. In particolare, a nessuno è sembrato strano scrivere “la morte del trans Brenda e la scomparsa del suo amico Michelle, o poco rispettoso il passaggioEra un brasiliano di 31 anni il transessuale trovato morto chiuso in una busta dell’immondizia in un canneto nella zona di Ostia Antica a Roma. Il corpo è quello di C. E. F., conosciuto con il nome d’arte di Giovanna. Sull’argomento, al Tg1 c’era perfino una didascalia che diceva “Il mistero del trans nel sacco”. Giuro, l’ho visto. Per il resto, grandi notizie: “Uomini e girovita, arriva il corsetto, l’ultimo scoop firmato Simona Marchetti, è più una pubblicità che un articolo di giornale. Sul Corriere, Lina Sotis dà il consiglio definitivo: Riciclare i regali? Non vergognatevi più – Da manovra segreta a modo intelligente di donare: purché appaia come la scelta migliore. Finalmente quest’anno apparirò intelligentissimo. Sul Giornale, il povero Alessandro Meluzzi scrive per una volta un articolo quasi sensato e il titolista glielo rovina: “E io psichiatra dico che la psicosi è già terrorismo”. Dizionari. Regalate dizionari.

7 commenti a Dio ci salvi dai comunisti (anche durante le feste!)

  1. gloriademo

    la foto che accompagna l’articolo dell’apertura della moschea è bellissima.

    “Dunque, la prima teoria era che Fini ha causato l’ascesa di Polverini. La seconda, che è l’esatto contrario, è che l’ascesa di Polverini è causata da quella di Fini.” Sarà che son un po’ incasinata ma se nelle righe precedenti avevo capito qualcosa, arrivata qui mi perdo, ma, in fondo, chi se ne frega:)

  2. maria teresa

    Io psichiatra, un pò come Io Robot. Solo che Meluzzi conosce solo la legge del gettone per l’ospitata televisiva.

  3. Dico sul serio...

    Credo che Il Giornale sia un quotidiano che debba attrarre a sè anche elettori tendenzialmente di sinistra. Sono convinto che definirlo berlusconiano, feltriano o di destra è riduttivo e induca all’odio. Meglio considerarlo divertente, fantasioso, incalzante.

    Se poi preferite la solita noiosa e scontata minestra riscaldata di Repubblica e Corriere… fate voi. Io intanto mi leggo il Giornale (anche se non ho mai votato Pdl). E nemmeno Lega.

  4. ERRATA CORRIGE

    “sia riduttivo”

  5. L’attacco alla Polverini ha dell’incredibile.
    Povero Feltri, va capito: per lui chiunque abbia un neuorne attivo e libero è di sinistra.

    ^_^

    C.

  6. Z

    Non ti perdonerò mai il fatto di avermi indotto a leggere l’articolo di Alessandro Meluzzi

  7. giancarlo spinelli

    Una prima ed ultima volta che ho preso in mano il giornale di feltri, ho commesso l’errore di avvicinarlo troppo al viso ed è stato tale il tanfo di m…da che ho dovuto subito cestinarlo. Ma dai vari e ripetuti commenti che sento fare in più sedi, penso così di essere riuscito ad evitare la malattia dell’imbecillimento acuto di cui sono pervasi i suoi lettori anche sporadici.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>