Fukushima, il governo sapeva
di Redazione - 17/08/2012 - Le autorità censurarono la notizia fino a che il reattore non esplose, anche se erano già a conoscenza del pericolo
La Nuclear and Industrial Safety Agency ordinò il silenzio
LE PROVE - Le immagini di una teleconferenza diffuse oggi dimostrano come il governo giapponese e le autorità preposte alla sicurezza abbiano discusso del fatto che la pressione all’interno del reattore numero tre stesse salendo velocemente oltre il livello di guardia e abbiano concluso costringendo TEPCO, proprietaria dell’impianto, a tacere la notizia.
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QUALCUNO A POSTO C’ERA - Fortunatamente il manager dell’impianto Masao Yoshida decise di far evacuare i lavoratori dall’impianto di sua iniziativa, temendo l’esplosione che poi si è verificata. TEPCO preparò un comunicato stampa che fu poi rilasciato nell’imminenza dell’esplosione, che seguìquella del reattore numero 1 e precedette quella del numero 2 (nell’mmafine da Digital Globe).
LE GIUSTIFICAZIONI - NISA si è difesa dicendo che il ritardo fu dovuto esclusivamente a un banale problema burocratico, i dipendenti dell’agenzia non riusciva a contattare il il capo dell’agenzia, che avrebbe dovuto fornire il permesso per la comunicazione, per questo fecero pressione su TEPCO al fine di far ritardare l’annuncio.
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Schettino-chan
Il mito della precisione e correttezza d’animo giapponese va a farsi benedire con lo tsunami. Chissà se anche in questo caso i responsabili si metteranno davanti alle TV a chiedere scuse con inchini di 90 gradi, come fatto in un passato incidente ferroviario.
beati i iapanesi…………….noi invece nulla sappiamo di Ustica, della nave ‘Concordia’, della strage di Linate, di Capaci, di Bologna, di ……………., di …………………………… di quanti altri misteri …….Il senatore Andreotti, ad esempio, aspetta ancora le prove (americane, sembrerà srtano!) che giustificarono il bombardamento del convento a monteCassino………non so se ci rendiamo conto. …………………..Nel nome di Allah! potente e misericordioso.