Sarkozy si crede ancora presidente

17/08/2012 - Dalla situazione siriana a quella casalinga, il marito della Bruni non ha ancora elaborato il lutto

Sarkozy si crede ancora presidente

Il buon Sarkò deve essere ancora nella fase di elaborazione e negazione del lutto, vista la sua perseveranza nell’intervenire sulla crisi siriana rilasciando addirittura un comunicato congiunto con il leader dell’opposizione

IL PRESIDENTE - Sarkozy ha solo 57 anni e nonostante abbia dichiarato che al termine del mandato si sarebbe dedicato alla sua professione di avvocato o avrebbe lavorato per il settore privato, non sta mantenendo la promessa. Dopo un colloquio telefonico di 40 minuti con il leader dell’opposizione siriana Abdulbaset Sieda, il 7 agosto i due hanno rilasciato un comunicato congiunto, come di solito fanno i capi di stato dopo i loro incontri,  nel quale hanno paragonato Assad a Gheddafi e richiamato la Francia al dovere d’intervenire come fatto in Libia.

LA CONSUETUDINE ISTITUZIONALE - In Francia esiste un regola non scritta per la quale gli ex-presidenti non ingeriscono più nella politica nazionale, ancora meno in quella estera, un po’ come accade negli Stati Uniti. Per star sul sicuro in francia i presidenti sono nominati nel Consiglio Costituzionale, una specie di Corte Suprema in minore. La nomina impone una “obbligo di riservatezza”, che significa non esprimersi su questioni politiche, che potenzialmente potrebbero finire tutte all’attenzione di questa istituzione. Foreign Policy dimentica però il coinvolgimento di Sarkozy nel caso Bettencourt, che non appena ha perso l’immunità presidenziale lo ha visto soggetto di un perquisizione alla ricerca di prove a suo carico. Difficilmente prima della chiusura positiva del caso l’ex-presidente potrà essere preso in considerazione come leader della destra francese.

 

LEGGI ANCHE: Una banca da salvare (ancora)

INGERENZA INSOPPORTABILE - La cosa diventa ancora più seccante in tema di politica estera, per la quale al presidente, in questo caso Hollande, è riconosciuta grande autonomia. Per questo il ministro degli esteri Fabius ha reagito seccato, non solo perché la Francia di Hollande sulla Siria ha sposato la linea del soccorso umanitario ai profughi e quella del dialogo tra regime e opposizione per giungere a una situazione concordata. “Sono sorpreso che  Nicolas Sarkozy voglia sollevare controversie su un tema tanto rilevante. Ci si aspetterebbe di più da un ex presidente”. Fabius non ha dimenticato di ricordare la calorosa accoglienza riservata da Sarkozy ad Assad nel 2008 quando fu presente alla celebrazione del Giorno della Bastiglia. All’epoca anche Gheddafi piantò la sua tenda su Campi Elisi. Ma anche a destra non gli sono state risparmiate critiche, un ex del suo partito che ora ha fondato una sua formazione di destra, Nicolas Dupont-Aignan, ha detto che “Sarkozy ha perso ancora una volta l’occasione per tacere.

LE IPOTESI - Secondo Foreign Policy un tale attivismo potrebbe essere inteso a una continuazione della carriera politica di Sarkozy. In Francia la destra è divisa e nei prossimi mesi sarà impegnata a cercare una candidatura unificante per guidare l’opposizione a Hollande, ma ancora non si vede chi potrebbe esser scelto. La ricerca di visibilità da parte di Sarkozy potrebbe essere intesa a coltivare la speranza di essere chiamato come salvatore della patria di destra, visto che ancora oggi è l’unico peso massimo in circolazione in quell’area.

 

LEGGI ANCHE:

 

1 Commento

  1. il moralizzatore scrive:

    E’ la famosa sindrome del nano megalomane, ben conosciuta anche da noi.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie