Terrorismo: New York, cessato allarme a Times Square

30/12/2009 - Un veicolo sospetto parcheggiato da due giorni nella piazza. Gli artificieri: “Non c’è più pericolo”. Intanto divampano le polemiche sulla sicurezza . E lo Yemen è sotto tiro come Stato-canaglia. Mentre otto civili americani muoiono in un attentato suicida New

     
 

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Un veicolo sospetto parcheggiato da due giorni nella piazza. Gli artificieri: “Non c’è più pericolo”. Intanto divampano le polemiche sulla sicurezza . E lo Yemen è sotto tiro come Stato-canaglia. Mentre otto civili americani muoiono in un attentato suicida

New York in allarme, ma dopo un’ora e venti minuti tutto rientra: Times Square era stata bloccata dalla polizia per la presenza di un veicolo sospetto parcheggiato tra la 42esima e Broadway con vetri oscurati e targa provvisoria. Ma dopo i controlli, è arrivato il cessato allarme della polizia. «Non c’era esplosivo», ha detto il portavoce della polizia di New York, la Nypd, Paul Browne, confermando che a far scattare l’allarme è stato il fatto che il veicolo non possedeva targhe di immatricolazione, ma presentava sul parabrezza uno strano adesivo di polizia (falso secondo la stampa Usa). La polizia di New York sta procedendo alla riapertura della piazza.

L’ALLARME – Il traffico intorno alla piazza di Manhattan era stato completamente bloccato mentre forze dell’ordine, artificieri e agenti dell’unità di emergenza della polizia di New York effettuavano controlli sul veicolo, un camioncino Dodge del 1992. Secondo le prime testimonianze raccolte, il camioncino era parcheggiato vicino all’incrocio da diverso tempo, forse anche due giorni. Times Square è il cuore delle celebrazioni per il capodanno nella Grande Mela. E lì scende in mezzo alla folla la sfera di cristallo che la notte fra il 31 dicembre e il primo gennaio segna l’arrivo del nuovo anno. Era stato evacuato anche il Nasdaq, mentre la metropolitana continua a funzionare. All’interno del furgone Dodge sono state trovate diverse cartelloni di agenzie di sicurezza inesistenti. Il furgone non aveva la targa. «State tranquilli, in questo periodo questa città è probabilmente la più sorvegliata del pianeta», ha dichiarato Brownie. L’allarme era scattato verso le 11, ora di New York tra Broadway e la 42esima strada. L’intera area è stata ‘cordonata’ e sono entrate in funzione le squadre anti-bomba. Proprio oggi il capo della polizia Ray Kelly aveva annunciato misure di sicurezza rafforzate in vista della lunga notte di domani quando la tradizionale palla che annuncia l’arrivo del nuovo anno scende sulla piazza. «Le nostre forze saranno schierate al completo» aveva detto Kelly in una conferenza stampa: «New York è il bersaglio numero uno per i terroristi». A insospettire la polizia è stato il camioncino Dodge del 1992 con i vetri oscurati. Il veicolo era parcheggiato da due giorni e le forze dell’ordine sono state messe in allarme. L’allerta è scattata alla vigilia dell’ultimo dell’anno quando Times Square diventa il punto di ritrovo di centinaia di migliaia di persone che aspetteranno (senza zaini nè alcolici) l’arrivo del 2010.

NUOVI PARTICOLARI – Intanto trapelano nuovi particolari sull’«inaccettabile», secondo le parole del presidente Barack Obama, serie di errori che hanno permesso ad Umar Farouk Abdulmutallab di salire sul volo Amsterdam-Detroit e di tentare di farlo saltare in aria. Il «New York Times» cita due fonti dell’amministrazione americana secondo cui gli Stati Uniti avevano ricevuto dallo Yemen informazioni di intelligence sui leader di Al Qaeda nella penisola arabica che parlavano di «un nigeriano» pronto a condurre un attacco terroristico. Anche se da Sanaa non erano arrivate notizie più dettagliate, per esempio sull’identità del «nigeriano», le fonti sottolineano che si sarebbe potuto risalire al 23enne Abdulmutallab se solo si fossero messe insieme tutte le informazioni relative al giovane figlio di un noto banchiere. Quest’ultimo, il mese scorso, aveva messo in guardia l’ambasciata americana ad Abuja e la Cia delle posizioni radicali del ragazzo. Alcune delle informazioni erano parziali o incomplete, osservano ancora le fonti, e non era affatto ovvio il collegamento tra loro, ma, alla luce di quanto successo, appare chiaro che se fossero state esaminate nella loro interezza avrebbero potuto evitare quanto successo il giorno di Natale, quando si è sfiorata la tragedia. Le stessi fonti sostengono poi che l’amministrazione è «sempre più convinta» che Al Qaeda – che due giorni fa del resto ha rivendicato il fallito attentato – abbia avuto un ruolo nell’attacco.

YEMEN SOTTO ACCUSA – Le critiche all’amministrazione Obama, dimostratasi poco reattiva nell’occasione (soltanto ieri il presidente ha parlato dalle Hawaii alla nazione), e alla Cia sono comunque feroci. Ma sotto l’occhio del ciclone c’è soprattutto lo Yemen, che ormai è entrato di diritto nel novero degli Stati canaglia. E’ nel sud dell’Arabia Saudita che le cellule di Al-Qaeda pare abbiano consolidato una pericolosa base strategica, lo Yemen, un paese affamato e ingovernabile, uno Stato fallito, che si sta dimostrando un’ottima copertura per i terroristi islamici. Da circa un anno, stando anche a quanto riportato nell’articolo scritto da Eric Schmitt e Robert Worth per il New York Times, la Cia e il Pentagono agiscono nel territorio yemenita: “Nel mezzo di due guerre rimaste in sospeso -scrivono i reporter- gli Stati Uniti hanno aperto silenziosamente un terzo fronte, in gran parte sottotraccia, contro Al-Qaida in Yemen”, A sobillare l’idea che sia necessaria una risoluta e plateale reazione militare americana nei territori yemeniti, tuonano le dichiarazioni del senatore indipendente dello stato del Connecticut, Joseph I. Lieberman rimbalzate dall’edizione domenicale di Fox NewsL’Iraq è la guerra di ieri, l’Afghanistan è la guerra di oggi. Se non agiamo preventivamente, lo Yemen sarà la guerra di domani”. Osama Bin Laden proviene da una famiglia saudita di origine yemenita ed è in seno alla sua terra che cresce la roccaforte del terrore, alimentata sicuramente anche da ingenti finanziamenti di organizzazioni e simpatizzanti che ne hanno sposato la causa.

OTTO MORTI IN AFGHANISTAN – Intanto otto civili americani sono morti in un attentato suicida in Afghanistan ad una installazione legata all’ambasciata Usa. Lo scrive il Wall Street Journal online: fonti afghane hanno detto che un kamikaze con un giubbotto imbottito di esplosivo è entrato nell’installazione e si è fatto saltare in aria. “Tutti i morti erano civili“, ha detto un portavoce americano citato dal giornale online.

     
 

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