Android, Flash e il teorema di Steve Jobs

17/08/2012 - La Adobe ha deciso di sospendere la distribuzione dell'applicazione per tablet e smartphones confermando le perplessità di Steve Jobs relativamente al consumo della batteria ed alla scarsa compatibilità con i dispositivi touchscreen

Android, Flash e il teorema di Steve Jobs

E se Steve Jobs avesse avuto ragione? Anche Android dice addio ai contenuti in Flash, così come fece la mela di Cupertino. Dal 15 agosto l’app non è più disponibile su Google Play, lo store virtuale di applicazioni Google per smartphone e tablet Android.

IMPREVEDIBILITA’ - Ad annunciare la svolta, per certi versi epocale, è la stessa Adobe, l’azienda proprietaria di Flash. In realtà l’annuncio venne ufficializzato nei mesi scorsi ma la decisione è diventata operativa a Ferragosto a causa dell’ultima versione del sistema operativo, Jelly Bean, la quale ha creato “comportamenti imprevedibili” a tutti coloro che avevano effettuato l’aggiornamento, al punto che Adobe stessa ha consigliato di dis-installare il programma, il quale continuerà a funzionare sui telefoni in cui è già installata. Se invece voleste comprare un nuovo telefono, o un nuovo tablet, equipaggiati con Android, potete installare Flash manualmente attraverso un file con estensione .apk. Niente di complesso, vero, ma comunque un qualcosa “inarrivabile” per la stragrande maggioranza dell’utenza media.

SISTEMA VECCHIO - I modelli “certificati” Adobe saranno gli unici che potranno godere di quello che ormai è possibile definire un “vecchio” sistema, ma solo perché vi è la certezza in questo caso che non vi saranno conflitti di sistema. Ed in realtà Flash è vecchio per davvero. Il suo impatto sul processore e sull’autonomia del terminale in uso è notevole, sia in termini di efficienza, sia in termini di autonomia. I nuovi prodotti, poi, hanno denunciato una scarsa ottimizzazione per i siti con il touchscreen. Situazione alquanto difficile visto che ormai sta diventando la tecnologia principale nell’ambito dell’informatica. Adobe ha scelto di metterlo da parte non aggiornandolo più nelle nuove versioni Android, da Jelly Bean 4.1 in poi.

MODELLI CERTIFICATI - Parlavamo di terminali certificati. Sul sito di Adobe è possibile trovare una lista di prodotti i quali nonostante il futuro avanzi a grandi falcate, non abbandoneranno, o per lo meno, non ancora, Flash. Tra questi sono presenti i tablet Acer Iconia, il Kindle Fire, il Playbook Blackberry, Htc Evo e Desire, il Thinkpad Lenovo, il gruppo Xperia di Sony Ericsson ma soprattutto la famiglia “Galaxy” di Samsung. Non è il caso comunque di crogiolarsi alla luce di questa notizia. Il comunicato Adobe è estremamente chiaro. Questi sono prodotti Android sui quali Flash non causerà complicazioni. Qualora dovesse venire installato su altri apparecchi, la periferica potrebbe avere grossi problemi, e comunque nessun telefono equipaggiato con un sistema operativo oltre Android 4.0.x sarà certificato per Flash.

 

8 Commenti

  1. samuele scrive:

    Che strazio questi fanboysmi Apple (iOS) vs Google (Android).
    Finalmente ci siamo (quasi) tolti di mezzo questo pestifero plugin, utilizzato soprattutto per distrarre dai contenuti delle pagine (salvo poche eccezioni), per azzopparci la CPU dei nostri computer e per scaricare sui ns poveri pc megabyte e megabyte di psichedelica pubblicità. Senza contare i centinaia di virus che ti assaltavano il pc se non stavi attento a tenere aggiornato il player.
    Finalmente i designer web si potranno dedicare a cose più di sostanza e a sfruttare meglio ciò che gli standard mettono già loro a disposizione.
    Anche html5 + css3 + javascript hanno le loro “magagne”, ma almeno non sono dipendenti da un produttore di sw che si può permettere di fare il bello e il cattivo tempo.

  2. luca Schiavoni scrive:

    non è jobs ad avere ragione, non è flash ad essere vecchio e obsoleto. è lo scandalo del mercimonio che fanno a nostre spese sapendo benissimo gia’ in partenza cosa è dannoso e cosa obsoleto, ma prima devono vendercelo come indispensabile. che Flash fosse stato un mostro bifolco mangiaram e bucato si sapeva e si diceva da SEMPRE, ma ogni ambiente ahime’ ha le sue mafie, e codici d onore, e grosse bufale.

    • Luca Schiavoni scrive:

      ps – onore come al solito al marketing Apple che ha ribaltato il concetto di “assenza di flash” da “problema” a “soluzione innovativa”. Quando usci’ iPhone e critiche erano “non ha flash”. Oggi lo rivendicano negli spot, e android segue a rota. Sono dei geni. E pensare che ci hanno guadagnato per decenni, con Flash. Doppiamente geni.

  3. il moralizzatore scrive:

    Flash era chiavica per l’abuso delle risorse di sistema e per essere stato usato in contesti non previsti in origine (riproduzione video), ben venga la sua scomparsa.

  4. Shen Aorui scrive:

    Il problema di Flash si chiama Adobe

  5. Sandro kensan scrive:

    Io ho un sistema linux e non so se la scomparsa futura di flash sia un bene, suppongo, invece, che senza flash si facciano strada i formati proprietari per cui bisognerà pagare direttamente o indirettamente per tutto quello che oggi flash offre gratis.

    Senza contare che a me non piace avere tecnologie chiuse e proprietaria sul mio pc.

    Saluto Schiavoni :)

    • luca Schiavoni scrive:

      ;) flash gratis ? io fare il conto di quanto le cpu girano di piu e consumano per colpa del malsano dna di flash e della sua voracità di risorse… html5 e dintorni comunque non mi sembrano robbe proprietarie, ao ! hola kensan

    • il moralizzatore scrive:

      Accipicchia kensan questi sfondoni da te non me li aspettavo.
      1) Flash E’ un formato proprietario
      2) mai sentito parlare di HTML5?

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