La strage dei minatori in Sudafrica
17/08/2012 - Sarebbero già 30 i morti nello scontro fra polizia e minatori
Il ministro della polizia Nathi Mthethwa ha confermato alla radio sudafricana che la situazione a Marikana, la miniera sudafricana di cui parlavamo ieri, è davvero pesante. I minatori in sciopero nella miniera di platino sono stati pesantemente attaccati dalla polizia e le vittime sono già arrivate probabilmente a 30, scrive la Bbc.
LEGGI ANCHE: Sudafrica, la polizia spara sui minatori
CONFLITTO ARMATO - La polizia è stata chiamata ad intervenire per reprimere lo sciopero di migliaia di minatori al lavoro nella miniera di platino della compagnia Lonmin, una delle più grandi del mondo che conta oltre 3mila dipendenti.
I lavoranti chiedono da giorni un rialzo salariale di più di 1000 dollari al mese. Secondo la Bbc l’incidente è “una delle più pesanti azioni di polizia fin dall’Apartheid”. Non è ancora chiaro perché la polizia abbia aperto il fuoco, soprattutto contro persone “praticamente disarmate”, ovvero armate solo con “mazze e machete”: una ricostruzione da parte di testimoni oculari parla dell’infrazione di un cordone di polizia da parte degli operai.
LO SCONTRO, GLI SPARI - Un giornalista dell’agenzia Sapa, Molaole Montsho, ha affermato che la polizia ha per prima cosa utilizzato cannoni ad acqua, poi gas lacrimogeni e infine granate stordenti per fermare la protesta: “E poi abbiamo iniziato a sentire spari, che sono durati almeno due minuti”. Il ministro ha affermato che “molte persone sono state ferite, e il numero non fa che crescere”; secondo un portavoce del ministero “un’inchiesta è già partita” per accertare le responsabilità. Anche il presidente del Sudafrca Jacob Zuma ha parlato in merito affermando di essere “scioccato e costernato per questa violenza senza senso. Chiedo al movimento dei lavoratori e a quello dell’industria di lavorare col governo per fermare la situazione prima che peggiori ulteriormente. Ho chiesto alle forze dell’ordine di fare tutto il possibile per riportare la situazione sotto controllo e portare alla sbarra i responsabili”.
LEGGI ANCHE:




















