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pubblicato il 30 dicembre 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Una spia nemica tra le fila del Pdl. Ha questo senso l’attacco del quotidiano berlusconiano diretto da Feltri nei confronti di Renata Polverini. Ecco perché.

Quello partito stamattina dalle colonne de “il Giornale” è un attacco a testa bassa, un affondo che si fa contro i npolverini La candidata occulta: Sono di destra come Cicciolina è vergineemici, contro gli avversari politici più ostici. Un articolo a volo d’angelo che assomiglia al bombardamento di Dresda. Renata Polverini viene letteralmente crocifissa e posta, nei confronti dell’elettorato di centr destra, come una specie di minaccia.  Il Giornale affonda i denti ovunque: dalla sfera privata a quella sindacale e politica demolendo la reputazione del segretario generale del’UGL con una aggressività e un astio fuori dall’ordinario. Il ritratto che ne esce è quello di una donna che “ci sa fare”, che sa vedersi i fatti suoi in primis, che e’ una ottima venditrice della propria immagine, che sa scegliere i salotti buoni con oculatezza, assidua frequetatrice di programmi comunisti come Ballarò, che ha saputo portare l’UGL ad una crescita politica (ma non certo di tesserati, che a leggere l’ultimo rapporto del Censis risultano essere in drastico calo).

CHE ACCADE – La presidente in pectore della Regione Lazio viene definita “finiana di ferro” ed estimatrice appassionata di baffino D’Alema, che lei stessa ha definito “il mio politico preferito” (dopo Fini, s’intende).  La Renata nazionale fu contattata persino da Veltroni che le propose di candidarla alle scorse politiche ma lei rifiutò (evidentemente i tempi non erano ancora maturi).  A leggere l’articolo de “il Giornale” un elettore di centrodestra è spinto a considerare la Polverini come un nemico, come un Epifani in gonnella, un comunista in borghese, ma il giornalista non si prende la briga di spiegarci il perché di questo attacco a ciel sereno. E allora una spiegazione dovremmo pur trovarcela da soli, no?  Dunque, quello che si sta configurando nel Lazio con la storia di Marrazzo ormai archiviata) è la nascita di un laboratorio politico che potrebbe essere pericolosamente (per il PDL di Berlusconi)  traslato in polverini La candidata occulta: Sono di destra come Cicciolina è verginecampo nazionale.  Con la candidatura Polverini si propone all’elettorato tutto un soggetto politico “trasversale” che lega assieme voti di centrodestra e voti di centro sinistra con la benedizione anche dell’UdC. Insomma un candidato non del PdL , ma di quel nuovo partito che va da Casini, Rutelli, D’alema a Fini e Montezemolo.

LEZIONI DI POLITICA – La sinistra made in PD già da qualche giorno plaude alla Polverini e non esclude di poterla votare chiudendo il cerchio del disegno complessivo e togliendosi dall’impiccio di trovare un proprio candidato disponibile alla crocifissione volontaria.  Il piano tattico sembra buono e molto coordinato e fa impressione che il Consiglio di Presidenza del PdL (in piena sindrome tafazziana) si sia fatto passare sotto al naso una manovra tanto chiara e pericolosa.  Se l’esperimento Polverini avrà successo (e lo avrà poiché il centro sinistra ha già deciso di non opporsi minimamente) si potrà veramente dire che il primo seme concreto del post berlusconismo è stato piantato e che Fini ha dato a tutti l’ennesima lezione di politica.

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