“Bisogna pagare la stampa per l’Ilva”
di Dipocheparole - Le intercettazioni e il ruolo delle istituzioni nella vicenda delle acciaierie
Le intercettazioni nell’indagine sull’Ilva di Taranto raccontano una storia – tutta da verificare – di controlli compiacenti e opinione pubblica addomesticata. Il Corriere, in un articolo a firma di Giusi Fasano, ci racconta delle tecniche del management con stampa e istituzioni:
Dove i controlli, i controllati e i controllori coincidevano, dicono le carte dell’inchiesta, con un nome soltanto, Girolamo Archinà, consulente e uomo delle pubbliche relazioni dello stabilimento che il presidente Bruno Ferrante ha licenziato in tronco una settimana fa. Lo stesso della frase ormai famosa: «Io ho sempre sostenuto che bisogna pagare la stampa per tagliargli la lingua! Cioè pagare la stampa per non parlare! ».
LEGGI ANCHE: I dati “segreti” dell’Ilva finiscono online? - Foto
Ma la stampa pare non fosse l’unica preoccupazione di Archinà. Lo erano anche le rilevazioni dei tecnici ambientali, per esempio.
Che stando alle accuse della Guardia di Finanza Archinà avrebbe pilotato in più occasioni. Dice l’informativa dei finanzieri: «È evidente che l’Archinà, grazie alle sue conoscenze, riesce a perturbare l’operato degli enti pubblici riuscendo talvolta anche a pilotare i sopralluoghi e le verifiche presso Ilva». Viene riportata una telefonata del 7 luglio 2010 fra Archinà e Pierfrancesco Palmisano, funzionario che rappresenta la Regione Puglia nelle riunioni della Conferenza dei servizi (al ministero dell’Ambiente) per istruire la pratica per il rilascio dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). La Finanza scrive che «fra i due emerge un elevato grado di compiacenza». Archinà, per esempio, chiede a Palmisano chiarimenti su un fax appena ricevuto che riguarda un imminente sopralluogo nello stabilimento. «Palmisano—dice l’informativa— lo rassicura e gli spiega che il sopralluogo potrebbe farsi all’esterno ». E gli dice anche un’altra cosa che tranquillizza Archinà «cioè il fatto che durante il controllo ci sarebbe stata una persona a lui gradita, l’ingegner Roberto Primerano».
LEGGI ANCHE:











