L’Iran ha trovato un amico

di - Luna di miele tra i due paesi. Teheran non sembra credere a un attacco israeliano e si avvicina all'Arabia Saudita, in tutti i sensi. Ahmadinejad ha colto la palla al balzo, invitando Abdullah al vertice dei 120 paesi non-allineati che ospiterà il 30 e il 31 agosto prossimo

L'Iran ha trovato un amico
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Il recente summit alla Mecca annuncia novità inattese.

LA NOVITA’ - Convocato d’urgenza dalla monarchia Saudita, il summit di due giorni dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica si è concluso con novità rilevanti. I Saud hanno cercato un riavvicinamento con Teheran e lo hanno trovato, nonostante le divergenze sulla Siria. Il summit si è concluso con la sospensione della Siria dall’Organizzazione, con l’opposizione di due soli paesi su 57, l’Algeria (che si è schierata accanto a tutti i regimi rovesciati dalle primavere arabe) e l’Iran, che ha accolto la decisione definendola illegale, in quanto nessun rappresentante siriano era presente per perorare la causa del suo paese.

TRA IL DIRE E IL FARE - Tuttavia, al di là delle apparenze, l’ostilità verso il regime siriano da parte dei paesi convenuti è stata molto relativa, visto che la dichiarazione che ha accompagnato la decisione non ha chiesto ad Assad di lasciare il potere, ma lo ha solo sollecitato a interrompere immediatamente le ostilità, accompagnando il messaggio con un deciso sostegno alla “unità, sovranità, indipendenza e integrità territoriale” della Siria. La parola d’ordine del summit è stata infatti unità. Quella dei musulmani rosi dalla discordia e per questo in balia degli infedeli.

IL RIAVVICINAMENTO - Più importante della decisione sulla Siria, priva di effetti apprezzabili e per di più sponsorizzata da governi noti per armare i ribelli è stato invece il vistoso riavvicinamento dei sauditi a Tehran. Il re Abdullah è stato un padrone di casa premuroso con i vicini, al punto da chiedere al presidente Ahmadinejad di sedere alla sua sinistra, con l’emiro del Qatar alla sua destra, oltre ad accompagnarlo e ad apparirgli accanto per buona parte del summit. Una rappresentazione grafica di un triumvirato composto da due potenze wahabite e dalla grande repubblica sciita e khomeinista impegnato a decidere il futuro del medioriente non casuale e decisamente inattesa, che è sembrata la dichiarazione implicita di nuove relazioni tra wahabiti e sciiti. Novità che comunque solo il tempo potrà dire se genuina o figlia di una tattica transitoria, se non addirittura una trappola per gli iraniani.

TRA REGIMI SI CAPISCONO - Una novità che ha riflessi internazionali e anche nazionali, come testimonia la contemporanea riapertura dell’ambasciata del Bahrein a Teheran e la ripresa dei collegamenti aerei tra Manama e l’Iran, annunciate nelle stesse ore. Gli al Khalifa avevano rotto con Teheran accusandola di aver alimentato le proteste della maggioranza sciita nel paese, ma era solo propaganda e oggi, nonostante le proteste continuino e continuino ad essere represse, i due paesi si stringono di nuovo la mano. Anche l’Arabia Saudita ha problemi con le proteste di quella che lì è la minoranza sciita e reagisce sparando sui manifestanti e con estese carcerazioni di chiunque si esponga troppo, l’avvicinarsi a Teheran può essere utile per tacitare l’unica voce in loro difesa, visto che i paesi occidentali e la comunità internazionale tacciono indifferenti. Allo stesso tempo per Teheran l’invito saudita rappresenta una decisa riduzione del suo isolamento internazionale a seguito delle sanzioni promosse dagli USA.

 

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LE SANZIONI AUMENTANO L’IMPORT DAGLI USA - Sanzioni che ora sono messe in discussione dai paesi europei, che hanno visto precipitare i loro affari con l’Iran mentre, sorpresa, il volume dell’export americano verso il paese persiano si è impennato, grazie ad opportune esenzioni che alcune multinazionali americane (quali ad esempio Cargill, Coca Cola e Procter & Gamble) hanno ottenuto preziose esenzioni dal Congresso grazie all’opera dei soliti lobbysti e non solo per gli alimentari, visto che anche Philip Morris ha ottenuto l’esenzione che le permette di vendere le sue sigarette. Eccezioni che invece gli europei non hanno visto, mentre vedevano i loro affari precipitare nel timore di sanzioni americane verso chi fa affari con Teheran, difficile ad esempio spiegare ai francesi perché non possono vendere le loro Peugeot mentre gli americani possono vendere le loro sigarette e quant’altro.

VIA DA DAMASCO -  Ahmadinejad ha colto la palla al balzo, invitando Abdullah al vertice dei 120 paesi non-allineati che ospiterà il 30 e il 31 agosto prossimo, anche perché i rapporti con Assad non sembrano più in grado di offrire nulla di buono, tanto che Teheran si è sentita rispondere dai siriani che il salvataggio degli iraniani catturati dai ribelli non è una priorità e negare la possibilità di un intervento diretto dei corpi speciali di Teheran a risolvere la faccenda.

WASHINGTON NON APPREZZA - Gli Stati Uniti non hanno apprezzato e la portavoce del Dipartimento di Stato Victoria Nuland ha parlato a nuora perché suocera intenda e, rivolgendosi al Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon,  ha fatto presente che Washington considera l’Iran un posto inappropriato per il meeting, concludendo che il summit e la presenza di Ban “mandano un segnale molto strano in merito al supporto dell’ordine internazionale“. Nel senso di quello desiderato da Washington, che dice che l’Iran minaccia i vicini nonostante da ormai dieci anni Israele minacci periodicamente di bombardarlo e nonostante anche la monarchia saudita abbia trascorso gli ultimi anni a spingere gli americani alla guerra all’Iran. Guerra che per ora resta nel perimetro della propaganda, visto che i sondaggi vedono gli stessi israeliani in maggioranza contrari a un attacco, che in questa congiuntura non servirebbe a Netanyahu a distrarre la popolazione da una crisi provocata dalle decisioni di un governo ferocemente classista, finora indifferente alle proteste degli accampati e persino all’immolazione di due israeliani che si sono dati fuoco per protesta.

LA CRISI ECONOMICA - Sul piano interno per l’Iran va meno bene che sul piano internazionale, perché le sanzioni volute dagli USA stanno avendo effetti pesanti sulla vita degli iraniani, piagati dall’inflazione e prossimi ad assistere alla sparizione di alcuni beni di prima necessità. All’inizio del mese Ahmadinejad aveva parlato di scorte sufficienti per tre mesi e dopo 15 giorni si è scoperto che non era proprio così. Nonostante tutto a ferire gli iraniani non è la sparizione di alcuni beni, quanto un’inflazione che da mesi si è mantenuta intorno al 25%. Una mano arriva dall’Asia, dove India e Cina importano il greggio americano e ignorano le sanzioni, ben sapendo che agli  americani non conviene aprire una guerra commerciale con i due giganti, con i quali le corporation americane fanno affari d’oro. L’India si è attrezzata e ora assicura in proprio le petroliere che la riforniscono dall’Iran, dopo che le assicurazioni europee (londinesi su tutte) hanno dovuto rinunciare a farlo per  timore di reazioni americane Un’altra bella fetta di business in fumo.

I FANATICI AVANZANO - La mancanza di un’opposizione interna e le novità nei rapporti con i dirimpettai del Golfo sembrano aver rassicurato l’élite religiosa. Khamenei ha annunciato il perdono e il rilascio immediato di 130 persone arrestate in quanto oppositori all’indomani delle proteste che hanno seguito le ultime presidenziali e, svaniti i riformisti, il regime si è avvicinato ancora di più all’Arabia Saudita promuovendo la segregazione sessuale dei corsi universitari, che sempre più dividono le materie tra uomini e donne.

UN BUON NEMICO E’ PIU’ UTILE DI UN AMICO - Iniziative del genere erano più difficili in passato quando gli iraniani urbanizzati e occidentalizzati sopportavano a fatica i diktat in nome di Allah, mentre oggi appaiono praticabili, quasi che la resistenza laica si sia affievolita. un processo per il quale si devono ringraziare le continue minacce dall’esterno, che hanno convinto sempre più iraniani a non contestare il regime per non passare per traditori e non favorire i nemici. Non a caso nel 2009 gli unici paesi a non esprimere sostegno alla cosiddetta rivoluzione verde furono Israele e gli Stati Uniti, che arrivarono lunghi e con dichiarazioni di circostanza, visto che un nemico utile come Ahmadinejad non si trova facilmente in giro.

 

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31 Commenti

  1. io scrive:

    Iran raso al suolo….

    • rames scrive:

      Spero che, per ogni iraniano assassinato nella guerra, tu possa vedere la morte di un tuo familiare sotto un contr’attacco iraniano.

    • Pierpaolo scrive:

      Certamente non gratis.
      Finora nessuno ha voluto provarci. Chissà perché.
      Solo Israele potrebbe, perché sono alla disperazione.

  2. carlo scrive:

    iran e arabia saudita si odiano
    sunniti contro sciiti, emirato contro repubblica teocratica, anni di lotte e di rivalità, schieramenti internazionali diametralmente opposti
    comunque gli articoli di mazzetta sono sempre esilaranti, in quanto se possibile sfociano nell’anti americanismo puro (ma lui non lo ammette mai)
    le sanzioni economiche contro l’iran NON riguardano generi alimentari e di prima necessità (sigarette escluse) ?
    una persona civile lo definirebbe un modo “civile” di praticare la politica internazionale
    per mazzetta è l’oscuro operato dei soliti lobbysti
    come cambia il modo di raccontare una notizia quando i protagonisti non gli piacciono è fenomenale :D

    • rames scrive:

      Le sanzioni riguardano pure generi alimentari come grano,zucchero e riso. Il riso costa l’equivalente di 15 euro al kg. Ma la cosa più pericolosa sono i medicinali. Il mio amico, diabetico, deve sborsare 500 000 rials = 11 euro per ogni ago, per i test dell’insulina. Prima delle sanzioni costava 2 euro.
      Che cazzo significa essere anti americani?? Saranno criticabili pure loro, no?? visto che negli ultimi 100 anni il loro esercito nn ha mai smesso di ammazzare gli innocenti. Ti sembra mai possibile che un paese come l’Iran debba essere vittima di tutte queste sanzioni per una presunta frase di Ahmadinejad?? Il quale nn ha mai detto che vuole la distruzione di Israele, ma del sionismo. E tutti i paesi arabi, amici degli Stati Uniti, che vogliono la distruzione di Israele?? Sinceramente spero che l’Iran si difenda in modo deciso e che le vittime occidentali siano tutti quelli che in un modo o l’altro supportano l’idea di una guerra contro un popolo INNOCENTE. La guerra nn sarà contro gli ayatollah, ma contro 70 milioni di civili.

      • Mazzetta scrive:

        significa che per i pallonari come ‘sto tizio se critichi quelli che piacciono a lui sei “anti”, lo fai perché hai un pregiudizio

        se critichi Berlusconi sei comunista, se critichi il pd sei un estremista, se critichi Israele sei un antisemita, se critichi Grillo sei pagato dalla casta. io che critico spesso e senza guadare a chi critico ho gi la raccolta completa da anni

        logica da tifosi che sarebbe meglio abbandonare, ma a ometti del genere non puoi chiedere tanto, questo passa il tempo tappezzando gli articoli che firmo (gli altri no) di balle, insulti ed esibizioni di pessimo gusto

        è il mio resident troll su Giornalettismo e in fondo è utile anche lui, serve a dimostrare la povertà di certi comportamenti umani ;)

        • ti sei fatto il resident troll su Giornalettismo? Bravo, eh.

          • carlo scrive:

            troll? chiunque diventa un troll se provocato, offeso ecc…
            ho provato a discutere con lui, mi ha dato del bugiardo dal primo momento
            il bello però che non interviene quando altre persone offendono pesantemente giornalista e articolo
            qui sotto ne hai diversi: pierpaolo, carlo quinto e hazzarita con i loro commenti contro qualsiasi articolo che parli male di assad

        • carlo scrive:

          comunque mi piace che replichi sempre a tutto quello che dico (sei tu il mio troll)
          però hai puntualmente abbandonato questa discussione: http://www.giornalettismo.com/archives/454087/il-ritorno-di-bandar-bush/
          alla fine mi avevi ricoperto di insulti dandomi del bugiardo perchè ti accusavo di credere in strani complotti usa-israele-alcaeda
          quando ti ho fatto notare che quel mio commento seguiva uno di carlo quinto e tu non centravi però non hai risposto, non hai detto “opps, ho letto male”
          non sbagli mai vero mazzetto?
          come sei bbbravo :D

        • carlo scrive:

          io il troll?
          sull’articolo “il ritorno di bandar bush” mi hai dato pesantemente del bugiardo perchè avrei detto che credevi in strane alleanze politiche tra america, israele e alcaeda
          quando però ti ho fatto notare che non tutti i miei commenti su tuoi articoli sono rivolti a te, e che la mia risposta era in coda ad un commento di carlo quinto te ne sei stato bello zitto
          non sei nemmeno capace di dire “scusa ho letto male” ma dai ad altri lezioni di comportamento?
          ridicolo ^_^

          • sient'ammè scrive:

            A me sembra chiaro chi sia il troll, hai scritto per due giorni consecutivi lo stesso commento ed è vero che scrivi una montagna di balle. Fossi nella redazione ti bannerei a vita per quanto sei stupido e inutile, altro che risponderti!

      • Pierpaolo scrive:

        Bazza per i trafficanti!
        Non mi meraviglierei che gli aghi che oggi si fanno pagare 11,00€ siano “made in PRC”, esattamente come quelli che si facevano pagare 2,00€ prima delle sanzioni USA.
        Potresti chiedere al tuo amico di indagare un po’ ed essere più preciso?

        • rames scrive:

          Mi sa che nn sai come funzionano le sanzioni. Nessun paese che ha rapporti con gli Stati UUniti può avere un rapporto commerciale con l’Iran. Se no verranno sanzionati. Con le sanzioni la moneta iraniana ha perso il 70% del suo valore. Ma la popolazione continua ad avere lo stesso stipendio. Nn ci vuole un economista per capire le conseguenze. Tutto viene a constare come minimo 3 volte di più. Ad esempio il pollo, la carne rossa, per nn parlare del pesce che costa 5 volte di più. In un momento di crisi economica mondiale nn ti sembra un comportamento criminale mettere tutte queste sanzioni?? Oppure siccome ahmadinejad si è permesso di criticare il sionismo allora se lo meritano??

          • Pierpaolo scrive:

            Dunque, mi sembra che tu non sappia come funzionino gli embarghi, che di loro natura sono fatti per essere aggirati.
            La Cina delle sanzioni USA, tanto per cominciare, se ne fa un baffo perché gli USA non possono privarsi dei rapporti commerciali con la Cina.
            Poi, com’è che l’Iran non è capace di fabbricarseli in patria questi aghi?
            Mi potresti osservare che il mercato è troppo ristretto (75.000.000 di abitanti!) per impiantare un impianto di produzione ad altissima tecnologia.
            Io ti dico che quanto riesci a vendere ad 11,00€ degli oggetti che alla produzione non costeranno neanche 0,20€, ti puoi permettere di costruirne anche pochi milioni all’anno.
            Perdita di valore della moneta. Ovviamente tutto quello che deve essere importato aumenta di costo. Anche il pollo ed il pesce?
            Semplicemente anche in Iran è il Governo che causa l’inflazione stampando e spendendo più denaro di quello che raccoglie dal Paese. Una politica discutibile, che tuttavia, non è l’unico a praticare. Per esempio la Turchia, che senza sanzioni ha un tasso di inflazione del 18% all’anno. Dicono che faccia bene all’economia.
            Temo che le sanzioni siano un’ottima scusa per consentire a qualcuno di ciurlare nel manico facendo enormi guadagni. E non mi meraviglierei se questi stessero anche in Iran.

          • TheQ. scrive:

            @PierPaolo
            tecnicamente l’Iran in quanto regime a base shariatica non applica i tassi di interesse, così come previsto dal Corano. Quindi a loro modo di vedere, stampare moneta per loro non la svaluta. Dimentichi inoltre che tutti quel paesi ammessi all’ONU (che emana embargo con le liste bush e smili di altre nazioni) con postilla (per esempio non hanno mai accettato la dichiarazione dei diritti dell’uomo condizione per aderire all’ONU, ma hanno preteso una forma diversa: la dichiarazione dei diritti dell’uomo islamico) non rispettano nemmeno le minime regole commerciali base (infatti per esempio cina, iran e bulgaria stanno vendendo armi ai Talebani, in contrasto all’embargo d’armi emanato dall’ONU per la guerra, cosa che prolunga il conflitto fra USA+alleati e Taleb) e fra queste la pratica degli Hadith od il finanziamento al terrorismo con gli zakat sono forse le peggiori. Gli zakat sono finanziamento non tracciabile per legge islamica che gli imam dirottano ad “enti benefici” (es: al Kiffah, l’ente benefico islamico per i rifugiati islamici) senza che il donatore abbia idea di come vengono usati i soldi. Gli Hadith invece sono un sistema di transazione monetaria basata sull’onore che può essere sfruttato per speculazioni finanziarie e forex illegale. Tecnicamente i paesi shariatici sono peggio dei paradisi fiscali.

  3. TheQ. scrive:

    global war incoming, alla faccia dei qaedisti che seguendo il corano e vedendo in Osama la figura del Mahdi,credono che un’armata di ebrei dall’Iran si alzerà per contrastare il “ben guidato da dio”.

    Le teocrazie odierne genereranno una nuova guerra mondiale

    • rames scrive:

      lol..se pensi che i conflitti nel mondo siano colpa degli “estremisti musulmani” allora sei molto ingenuo.

      • TheQ. scrive:

        nono, semplicemente constato il dato di fatto: attentati 11 settembre = fine dei rapporti USA-Arabia Saudita sull’assetto geopolitico palestinese-israeliano. Fine del potere dei Saud di Fahd vicino ai Bush, salita al potere dei rivali Faysal vicini ai bin Laden … avvicinamento all’Iran (da anni parte dei 20 figli di Osama si rifugiano in Iran).
        Così, tanto per citarne qualcuna…

  4. MM scrive:

    osama bin laden = barak obama

  5. antonio scrive:

    A me pare abbastanza stran a questa alleanza, poi per carità pure il patto Molotv-Ribbentrop doveva sembrare strano ad un commentatore del ’39. Certo che se fosse vero la guerra sarebbe più vicina di quanto si pensi.

    • TheQ. scrive:

      Tecnicamente nessuno sa che l’Arabia Saudita è governata da due fazioni Saoud (gli imam decidono chi va al potere e quindi chi controlla più imam controlla anche il paese), in teoria discendenti dal profeta Maometto (e quindi inattaccabili al potere finanto che sussiste una concezione teocratica religiosa…Osama bin laden, pecora nera di una dinnastia di 54 figli vicini a Faysal e acerrimi nemici di re Fahd e figli, viene descritto come il Madih, “ben guidato da Dio”, figura religiosa del Corano proprio per dargli una voce in capitolo sulla succesione di potere in Arabia Saudita) una con Abdallah della stirpe di Faysal e l’altra con re Fahd, il vero amico della stirpe Bush. Michael Moore ha fatto una disinformazione mondiale sull’argomento…. come ogni giornalista/documentarista che ha il pallino di far propaganda politica anzichè informazione e giornalismo.

      • Mazzetta scrive:

        e basta The Q, tecnicamente stai riempiendo i commenti di baggianate, sia sull’Iran che sui sauditi, se ci fosse anche solo il sospetto che qualcuno pensa di essere il Mahdi lo decapiterebbero. il mahdi è “l’Imam nascosto”, che odvrebbe tornare prima o poi come Gesù per i cristiani

        non come in Iran, dove Ahmadinejad ha provato a suggerire l’idea di essere lui

        gli imam in Arabi Saudita non decidono la successione, che è stabilita che spetti ai discendenti di Saud e fino a che non muoiono tutti passerà ai fratelli sudairi (figli di una sola delle mogli del fondatore) e poi alla generazione successiva. A quale dei fratelli tocchi spetta deciderlo alla famiglia, i religiosi s’accodano e se dissidenti fanno la fine di tutti gli altri oppositori.

        non hai fatto un solo commento senza scrivere bestialità

        davvero, non ho mai letto tante sciocchezze, nemmeno sul Corriere, forse solo nel commento sull’Iran ti sei superato

        vai a divertirti con le storie degli UFO, sono sicuramente più adatte a chi ne capisce tantissimo come te

  6. giovanni scrive:

    ” i sondaggi vedono gli stessi israeliani in maggioranza contrari a un attacco”
    ESTIKAZZI! Sai cosa gliene frega a Bibi…
    “non servirebbe a Netanyahu a distrarre la popolazione da una crisi provocata dalle decisioni di un governo ferocemente classista”
    si parla di MINIMO 500 israeliani morti nel contrattacco. Sarà difficile che la popolazione pensi ad altro che alla sopravvivenza se la guerra comincia. Del resto se la maggioranza degli israeliani considerasse davvero risibili gli argomenti di Netanyahu, non voterebbe le sue coalizioni…

    • Pierpaolo scrive:

      Israele è uno Stato artificiale ed artificioso, destinato a sparire.
      Forse Netanyahu è arrivato alla conclusione che sia già arrivato il momento, per cui non ha più nulla da perdere.

  7. diego scrive:

    però!!! Ora terrorizzare il popolo, assassinare persone innocenti, arrestare e torturare pacifici manifestanti si chiama “presunta frase contro israele”!

    • giovanni scrive:

      “terrorizzare il popolo, assassinare persone innocenti, arrestare e torturare pacifici manifestanti”
      di chi stai parlando, dell’Iran? E potresti indicare in quale punto delle sanzioni c’è scritto che sono state fatte per questi motivi?

  8. el azzaharita scrive:

    certo che, da rivieraschi (autorizzati? ………..da chi e in base a quale titolo di studio controllabile…………) del lago maggiore, certi esponenti hanno tutto il diritto/dovere di esporre alla pubblica opinione la sola verità che esiste-consiste-sussiste nell’adeguarsi a direttive: proprio come i comunisti durante il patto di varsavia……………………. se mi dài l’indirizzo, ti mando il calendario!………..Quale? scegli tu!

    • carlo scrive:

      dai a noi il tuo di indirizzo merda umana
      che ti mandiamo il calendario della finanza coi controlli anti immigrazione ;)

  9. bobo scrive:

    questa notizia dimostra ancora una volta che nella politica mondiale le divisioni “bianco vs nero” esistono solo nella testa dei signori carli.

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