La lunga notte di Taranto
di Maghdi Abo Abia - Manifestazioni vietate, scioperi e tanta rabbia: così la città aspetta i ministri. E una soluzione
“I cittadini non sono liberi di manifestare il loro dissenso”. Lo sostiene in una nota il “Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti” di Taranto che ha convocato una conferenza stampa urgente ai Giardini Virgilio, in seguito alla decisione del questore Enzo Mangini di vietare il corteo del comitati.
MANIFESTAZIONE PACIFICA - Nelle ultime ore, in occasione della visita dei ministri Clini, Severino e Passera che avverrà domani, si sono unite all’idea della manifestazione una serie di storiche associazioni ambientaliste che in questi anni si sono battuti contro l’inquinamento come Peacelink e Donne per Taranto, programmato in forma “pacifica” domani da Piazza Castello alla Prefettura. Le attività del gruppo sono state pubblicate anche su un gruppo Facebook dal nome eloquente: “Sostenitori del giudice Patrizia Todisco“, sottititolo: “la donna che vuole salvare Taranto”. Invece non se ne farà nulla.
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NESSUN PRESIDIO - Mangini ha vietato anche qualsiasi presidio nei dintorni del palazzo di Governo dove saranno presenti i ministri del’Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo Economico Corrado Passera, oltre che le autorità regionali, provinciali e comunali e l’autorità portuale. Nel primo pomeriggio i rappresentanti del governo Monti incontreranno prima il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante e poi i sindacati “Chiediamo una consistente partecipazione”, scrive ancora il Comitato in riferimento all’appuntamento di questo pomeriggio. Intanto Legambiente Taranto preannuncia che domani alle 9 davanti alla Prefettura presenterà agli Organi d’Informazione e ai cittadini la lettera inviata ai ministri Passera, Clini e Severino dal presidente nazionale Vittorio Cogliati Dezza.
LA SOLIDARIETA’ DI VASCO ROSSI - Non poteva mancare Vasco Rossi il quale nella sua pagina Facebook esprime solidarietà ai lavoratori dell’Ilva ed a tutti i lavori in difficoltà in Italia. Il problema è sempre quello, e questa volta Vasco ci ha preso: “Da un lato una grande risorsa italiana (L’acciaio migliore del mondo viene fabbricato qui) che da lavoro a oltre 10.000 lavoratori dall’altro l’inquinamento che lo stabilimento produce e la salute per i cittadini che deve senza dubbio venire prima di qualsiasi cosa”. Eppure questa è stata l’occasione nella quale cittadini di varie parti d’Italia si sono scannati -si, scannati- portando ciascuno la propria esperienza di un’industria tesa al profitto a scapito della salute dei lavoratori. Chi dice che non può chiudere contro chi non accetta la presenza di bambini con tumori al labbro all’età di cinque anni. Tante parole, tantissime parolacce, e nessuna via d’uscita.
AMBIENTE VENDUTO - Oltre ai tre filoni d’inchiesta della procura di Taranto per disastro ambientale ed inquinamento, sfociati nella richiesta di sequestro dell’area a caldo degli stabilimenti Ilva e di arresto per otto indagati, c’é un’altra inchiesta sull’ipotesi di corruzione in atti giudiziari, dall’eloquente nome di “Ambiente venduto”, che vede indagati Fabio Riva, l’ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso, il professore universitario Lorenzo Liberti, ex consulente della procura e l’ex responsabile dei rapporti istituzionali di Ilva Girolamo Archinà, licenziato nei giorni scorsi dal neo-presidente Bruno Ferrante.
CONTROLLO E PRESSIONE - Dalle intercettazioni telefoniche della guardia di finanza, depositate nei giorni scorsi dalla procura nel corso dell’udienza di Riesame a sostegno delle esigenze cautelari per dimostrare il rischio di inquinamento probatorio, emerge che l’Ilva attraverso il dirigente Archinà faceva insistente e sistematica azione di pressione e controllo su consulenti, ispettori e rappresentanti di enti pubblici, dall’Arpa, alla Regione Puglia, al ministero dell’Ambiente al fine ottenere il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale, ammorbidire i controlli ambientali e ridimensionare i dati sulle emissioni inquinanti.
CORRUZIONE DI UN PROFESSORE - Fra gli episodi contestati nella stessa ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Patrizia Todisco ce n’é anche uno, risalente al marzo 2010, riguardante la presunta corruzione di un professore, Lorenzo Liberti, già preside della facoltà di ingegneria dell’Università di Bari, che per conto della procura si stava occupando insieme a due suoi colleghi di una perizia sulle emissioni inquinanti. Secondo gli investigatori il docente avrebbe ricevuto una busta contenente dieci mila euro dal dirigente Archinà per edulcorare i risultati del suo studio da consegnare ai pm.
L’INTERCETTAZIONE - La consegna della busta é stata ripresa il 31 marzo 2010 dalle telecamere a circuito chiuso di una stazione di benzina sull’autostrada che collega Taranto a Bari, ad Acquaviva delle Fonti, e confermata da una testimone. Subito dopo la consegna del denaro Archinà telefona al direttore Capogrosso per dirgli “che sta con quella persona”. Le operazioni di preparazione del denaro, il giorno prima dell’incontro, sono raccolte nelle intercettazioni delle fiamme gialle che hanno ascoltato la telefonata fra Archinà ed il contabile di Ilva.
“Archinà: per domani mi prepari dieci?
Contabile: dieci?… per domani?
Archinà: si
Contabile: da cento? Da cinquecento?
Archinà eh se sono da cinquecento è meglio”
PERIZIA FAVOREVOLE - Secondo l’accusa si tratta della consegna di una mazzetta per ammorbidire il consulente della procura, che nei giorni precedenti aveva consegnato una prima parte del suo lavoro in cui “scagionava” l’Ilva per quanto concerne le emissioni di diossina dal camino E312. In aula al Riesame l’Ilva s’é difesa spiegando che i soldi erano un regalo per la curia locale. Il professor Liberti ha ammesso l’incontro ma negato di aver ricevuto denaro.
ALTRE PAROLE - Un’altra intercettazione raccolta da Dagospia attraverso La Stama parla dell’incontro tra Archinà con il ragionier Fabio Riva:
Riva: Ieri come è andata?
Archinà: E’ andata secondo le aspettative…
Riva: Come siamo messi?.
Archinà: Per quanto riguarda l’aspetto delle bricchette, la prossima settimana ci fa avere tramite un professore del Politecnico di Bari….
Il professore sarebbe il Liberti. Girolamo Archinà, annotano gli uomini della Finanza, «dice al Fabio Riva che consegnando in anteprima le analisi, potrà iniziare a lavorare (sul Liberti) affinché non nasconda che il profilo è identico, bensì che attesti che comunque le emissioni di diossina prodotte dal siderurgico siano in quantitativi notevolmente inferiori a quelli accertati all’esterno». Emilio e Fabio Riva, padre e figlio, si confessano al telefono. E Fabio conferma al padre che conosceva la perizia:
Fabio: La perizia tecnica sembrava andasse tutto bene… non lo so che caz… è successo…Però è succulenta la cosa di beccare un Riva giovane… eh papà…
Emilio Riva: Ma non c’è niente… tanto hanno dimostrato che l’abbattimento delle pecore non c’entra con la nostra diossina, ecco… è quell’altra causa…
AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE - Si parla anche dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, concessa il 4 agosto 2011 dopo sette anni di attesa e lavori La commissione istitutrice si chiama Ipcc, e Giorolamo Archinà si dà un gran da fare per ottenere l’autorizzazione. Scrivono i finanzieri: “L’effettiva e buona riuscita dei contatti si rileva, come si accennava in precedenza, dai costanti aggiornamenti che egli fornisce ai vertici aziendali, con i quali ovviamente condivide le strategie da porre in atto, recependo le direttive che di volta in volta vengono impartite. Nello specifico emerge come anche a livello ministeriale fervano i contatti non proprio istituzionali per ammorbidire alcuni componenti della Commissione Ipcc Aia; con i predetti le relazioni vengono mantenute da tale Vittoria Romeo e in parte anche dall’avvocato Perli”.
DOBBIAMO DISTRUGGERE ASSENNATO - Quando il direttore dell’Arpa, Giorgio Assennato, firma una relazione che denuncia che i monitoraggi dell’aria nel quartiere Tamburi – siamo nel giugno del 2010 – hanno rivelato la presenza di benzoapirene nell’aria che proveniva dalle cokerie dell’Ilva e che in assenza di un ridimensionamento di quelle emissioni, si dovrà ridurre drasticamente la produzione e condizionarla alle condizioni meteo, la reazione dell’Ilva promette sfracelli. Girolamo Archinà dice ad Alberto Cattaneo, ex consulente esterno oggi dirigente Comunicazione dell’Ilva: “Dobbiamo distruggere Assennato”. C’è un incontro tra il governatore della Puglia Nichi Vendola, Fabio Riva, Girolamo Archinà e il direttore dell’Ilva Capogrosso, tra le carte della Finanza. Fabio Riva ne parla con il figlio Emilio (omonimo del nonno), il quale suggerisce al padre: “Facciamo un comunicato stampa fuorviante, tanto “per vendere fumo” dicendo che va tutto bene e che Ilva collabora con la Regione”.
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