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Editorialedi Pietro Di Giorgio (Libertyfirst)
pubblicato il 30 dicembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

La Russia dice di volersi riarmare. Ricomincia la Guerra Fredda? Io non sapevo nemmeno che fosse finita. Apparentemente, il problema è il sistema anti-missile USA, ma sono balle. Il sistema antimissilistico originale, su base continentale in Polonia e Repubblica Ceca (due ex colonie russe) è stato recentemente fermato da Obama, e trasformato in un sistema basato sulla flotta. Il sistema è per costruzione incapace di eliminare il pericolo missilistico russo, essendo al massimo in grado di abbattere qualche missile balistico sparato isolatamente, probabilmente dall’Iran. Difficilmente potrebbe servire a fermare cento missili balistici lanciati contemporaneamente. La stessa cosa, a maggior ragione, vale per il nuovo piano Obama, visto che le navi sono molto più vulnerabili delle basi terrestri. Insomma: si tratta di scuse. Per un’analisi della questione, leggere qui.

La Russia è un paese perennemente in fermento, che non riesce ad avere un’economia forte ed un sistema politico libero perché altrimenti collasserebbe nel caos totale. Ciò era vero ai tempi dello Czar e dell’Unione Sovietica, e continua ad essere vero oggi: mentre l’Europa Orientale è riuscita ad integrarsi e a riformarsi dopo essersi liberata dalla Russia (o, meglio, essere stata lasciata in pace), la Russia non ha avuto successo da questo punto di vista. Per capire la Russia occorre notare tre cose: l’interesse economico è subordinato a quello politico più che in qualsiasi altro paese, perché sono in grado di controllare i propri cittadini anche in condizioni di notevoli privazioni materiali; il regime è sempre in pericolo di collassare e quindi i benefici di lungo termine delle riforme sono relativamente secondari rispetto ai benefici di breve termine della stabilità; l’inefficienza e la corruzione che caratterizzano il sistema politico economico rappresentano un limite per la capacità russa di esternalizzare i propri problemi interni, ma è un vincolo poco stringente date le armi atomiche e la capacità di impoverire i propri cittadini pur di perseguire gli scopi dello Stato. Per un’analisi della Russia, si veda questo interessante articolo di Stratfor.

Negli ultimi anni gli USA e l’Europa sono entrati nel territorio strategico russo, liberando l’Europa Orientale dal giogo sovietico e rendendo i paesi dell’Est parte integrante dell’Unione Europea e della Nato (ovviamente, si parla di “imperialismo” antirusso, anziché di liberazione di mezza Europa, ma stranamente solo nel caso delle politiche americane). Nonostante ci si voglia illudere di un’alleanza Europa-Russia in chiave anti-americana, a volte, è sempre la Russia a mettere in pericolo, per motivi geopolitici, le forniture di petrolio e gas naturale europee: la Russia è ciò che gli USA non possono essere, e cioè un pericolo strategico per l’Europa. L’Europa deve quindi trovare alternative alla dipendenza energetica dalla Russia: ovviamente la Russia lo sa, e a trovare scuse per bombardare oleodotti alternativi non ha avuto difficoltà, l’anno scorso. Anche se la Russia è un pericolo soprattutto per i propri cittadini e per i popoli vicini, nessuno può pensare di essere sufficientemente lontano da Mosca per sentirsi al sicuro. USA ed Europa sono alleati naturali contro un paese che rischia sempre di esportare la propria intrinseca instabilità interna.

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