Niente sesso siamo indiani

30/12/2009 - Hanno donato al mondo il Kama Sutra e quella scena bollywoodiana dell’ attrice Mandakini avvolta in un sari trasparente, ma sembra che l’ India non sia ancora pronta per essere esposta al delicato argomento del sesso su Internet. E Yahoo,

     
 

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Hanno donato al mondo il Kama Sutra e quella scena bollywoodiana dell’ attrice Mandakini avvolta in un sari trasparente, ma sembra che l’ India non sia ancora pronta per essere esposta al delicato argomento del sesso su Internet. E Yahoo, Flickr e Microsoft introducono i filtri di accesso.

Un’ indagine del Guardian ha scoperto che numerose compagnie in rete hanno introdotto silentemente dei filtri per impedire agli utenti indiani di accedere a pagine a contenuto sessuale. Sia il motore di ricerca Yahoo, che Flickr photo-sharing (di proprietà di Yahoo) hanno modificato i propri siti all’inizio di questo mese per impedire agli internauti indiani di disattivare il dispositivo di sicurezza in ricerca. Il blocco si applica anche per gli utenti a Singapore, Hong Kong e Corea. Microsoft ha inoltre vietato agli utenti indiani del suo Bing la ricerca di contenuti a carattere sessuale. Insomma, chi naviga alla ricerca di materiale porno riceve un avviso che lo informa che “il paese o la regione richiede una impostazione rigorosa di Bing SafeSearch, che filtra i risultati che potrebbero portare a contenuti per adulti”.

DEPRAVATI - Il giro di vite è la risposta ai recenti cambiamenti imposti dall’ India’s Information Technology Act del 2000,  che vieta la pubblicazione di materiale pornografico. Tale legge, che si basa su uno Statuto vecchio di 150 anni (art. 292 del codice penale indiano), definisce l’oscenità come “qualsiasi contenuto che è lascivo e che attirerà l’interesse pruriginoso o il cui effetto è quello di tendere a depravare o corrompere le menti di coloro che rischiano di vedere, leggere o ascoltare lo stesso”. Nel mese di ottobre, il campo di applicazione della legge del 2000 è stato drammaticamente allargato per consentire azioni da intraprendere nei confronti di una vasta gamma di fornitori, dai motori di ricerca, agli internet provider fino ad arrivare ai cyber-caffè. Con la nuova legge, tutti sono tenuti a disabilitare l’accesso a qualsiasi contenuto che la violi e il mancato rispetto potrebbe portare a tre anni di carcere e a una multa fino a 500.000 rupie. Alcune statistiche effettuate dai motori di ricerca indicano che gli utenti in India sono responsabili per ricerche di contenuti sessuali sulla rete molto più di quelli in qualsiasi altro paese nel mondo.

TUTTO IL MONDO E’ PAESE - I suoi popolari quotidiani sono pieni di immagini di giovani donne nell’atto di spogliarsi e Bollywood trasuda sessualità da ogni poro, ma nonostante tutto l’ India rimane un Paese profondamente religioso in cui i tradizionalisti giudicano una violentissima offesa qualsiasi cosa ritenuta troppo esplicita. I tentativi più recenti di vincolare gli utenti internet giungono nel momento in cui il governatore Narayan Dutt Tiwari ha dato le dimissioni per uno scandalo a luci rosse che ha dominato i titoli dei giornali nazionali. Il premier dello stato indiano dell’Andhra Pradesh, si è trovato, suo malgrado, filmato in un video che lo ritraeva in compagnia di tre escort. Come da copione, il politico (uno dei più importanti esponenti del partito di Sonia Gandhi) ha negato tutto, i suoi avversari hanno chiesto le sue dimissioni, e il video è stato bloccato dalla Suprema Corte dello stato interessato. Non prima però di essere passato almeno una volta su tutti gli schermi nazionali. Oggi c’erano anche notizie per le decine di migliaia di fan del cartone porno star, Savita Bhabhi. Le abitudini sessuali della energica casalinga hanno portato sul sito web un pubblico quotidiano di quasi 200.000 visitatori, fino a quando non è stato chiuso dal governo indiano nel mese di giugno. Per un breve periodo di tempo, il sito è tornato accessibile ad un nuovo indirizzo, che però è già ricaduto nelle maglie dell’ Internet Service Providers Association of India, il cui presidente, Rajesh Chharia, ha avvisato della nuova chiusura per i contenuti non “accettabili per la nostra cultura“.

NON NEL MIO GIARDINO - Nessun commento ufficiale, invece, da parte di Yahoo, ma un intervento sul sito web di Flickr ha spiegato che : ”Flickr è una comunità globale composta da molti tipi diversi di persone. Quello che va bene nel vostro giardino può non andar bene nel loro. Ognuno di noi ha la responsabilità di qualificare i propri contenuti all’interno di questo paesaggio. Così, abbiamo introdotto alcuni filtri per aiutare tutti ad andare d’accordo. Se il tuo ID Yahoo ha sede a Singapore, Hong Kong, India o Corea tu non potrai visualizzare i contenuti di sicurezza, sulla base delle condizioni locali del servizio (questo significa che non sarà possibile abilitare il SafeSearch off)“. E se non è censura questa.

     
 

3 Commenti

  1. Leftorium© scrive:

    Ci risparmieremo così Natale in India…

  2. giuspe scrive:

    >> DEPRAVATI

    a questo punto avrei messo DE-PARVATI…

  3. Pingback: Tweets that mention Niente sesso siamo indiani -- Topsy.com

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