Puglia: come D’Alema e Veltroni stanno distruggendo il Pd

30/12/2009 - Vendola o Emiliano? I democrats non sanno chi scegliere tra i candidati in pectore alla guida della Regione. E all’ombra dello scontro si stagliano i profili di quei leader in eterna lotta per la leadership a sinistra: i perdenti di

     
 

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Vendola o Emiliano? I democrats non sanno chi scegliere tra i candidati in pectore alla guida della Regione. E all’ombra dello scontro si stagliano i profili di quei leader in eterna lotta per la leadership a sinistra: i perdenti di successo.

Si dovrebbe scrivere Vendola contro Emiliano, ma è soltanto l’ennesima riedizione di un film già visto: Veltroni contro D’Alema. Il terreno di gioco è la presidenza della Regione Puglia, alla quale i primi due si vorrebbero candidare. Sarebbe un bis per Nichi, che ha già governato in questo mandato un po’ burrascoso, con tutti quegli scandali baresi che se hanno interessato per ragioni di gossip soprattutto Berlusconi, in realtà hanno colpito, e molto dentro il Partito Democratico pugliese e i suoi rappresentanti, molti dei quali o ex di derivazione centrista oppure dalemiani.

CHI, COSA, PERCHE’ – Le voci che il sindaco di Bari Michele Emiliano si vorrebbe candidare si rincorrono per settimane e mesi, ma lui ogni volta le respinge sdegnato: non ne ha alcuna intenzione, lo ripete a chiunque glielo chiede, lo farebbe solo in caso di estrema necessità, per adesso non se ne parla proprio perché lui adora Vendola. Qualche giorno fa Emiliano lo fa sapere: ha cambiato idea. Vuole correre per la Regione. E si scatena l’inferno. I vendoliani lo chiamano traditore persino su Facebook, mentre alla chetichella la direzione del partito convoca un’assemblea per incoronarlo. Il motivo è semplice: in caso di sua candidatura, sosterrebbero il sindaco di Bari anche l’Italia dei Valori e l’Unione di Centro, che invece vedono l’attuale governatore come il fumo negli occhi. Per motivi ideologici (l’Udc a causa delle posizioni della Chiesa) e politici. Insomma, il PD con Emiliano, ragionano a Roma, avrebbe molte più possibilità di vittoria all’interno di una coalizione più ampia.

L’OSPITE INATTESO – Colpo di scena. L’assemblea regionale del Pd per scegliere il candidato presidente alle prossime regionali viene rimandata. Fa sapere il segretario locale Sergio Blasi in conferenza stampa che un folto gruppo di sostenitori di Nichi Vendola, tra i quali anche iscritti al PD, ha provocato l’annullamento dell’assemblea. “Non c’è stata una invasione nella sala dove si doveva riunire ieri sera, ma solo un rinvio deciso dai dirigenti del Pd che ancora una volta non sapevano come districare la matassa che si è venuta a creare nel partito“, sostengono invece su Facebook alcuni dei numerosi interventi di sostenitori della candidatura di Vendola. I contributi di numerosi partecipanti sia alla manifestazione di protesta che si è tenuta davanti all’albergo dove si sarebbe dovuta riunire l’assemblea del Pd, sia alla riunione che poi non si è svolta, raccontano quello che è accaduto, respingendo tutte le accuse. “La manifestazione - sostengono – si è svolta regolarmente; le truppe cammellate non esistono assolutamente e a dissentire della linea politica erano soprattutto delegati e iscritti del Pd“. E in tanti, come ad esempio, Annalisa Leonetti, sottolineano: “È patetico  che il convitato di pietra, cioè Sergio Blasi non scriva una parola sul suo sito per spiegare cosa stia accadendo“.

MAI PIU’ DIVISI? - E il bello è che è tutto vero. Basta dare un’occhiata a chi, nel partito, si schiera apertamente con Emiliano piuttosto che con Vendola, e si scorge subito il profilo politico di ambedue gli schieramenti: Veltroni contro D’Alema, per l’ennesima volta. Il movimento della “sinistra” del partito non può che favorire Nichi, che con Sinistra, Ecologia e Libertà è da molto tempo dato in transito verso il PD, in un riequilibrio che sposterebbe – e di certo non a destra – l’asse del partito. I vendoliani, che ormai sembra non abbiano più voglia di guardare a Rifondazione dopo il congresso perso qualche tempo fa, potrebbero confluire nel partito di Bersani in nome di una sinistra laica e libertaria, socialista in economia, con una particolare attenzione alle libertà individuali. Peccato che invece il blocco che ha vinto congresso e primarie intorno al nome di Pierluigi guardi nella direzione opposta per ipotesi di alleanza anche politica: l’UdC può essere decisiva sia in ambito locale che nazionale, specialmente se riuscisse davvero, con l’apporto dei rutelliani, a rosicchiare qualche voto a Popolo della Libertà e Lega Nord.

BOTTA E RISPOSTA – Intanto Emiliano e Vendola continuano sorridendo a darsele di santa ragione. Il sindaco di Bari prima dice che si candiderebbe solo se l’unanimità del partito fosse con lui, mentre diversamente lascerebbe spazio al caro Nichi: ha il sapore di una rinuncia, ma ecco che poi dice che vorrebbe partecipare alle primarie contro Vendola, come l’avversario aveva proposto da qualche giorno. A patto, però, che si cambi la legge elettorale regionale che prevede l’ineleggibilità dei sindaci, così da poter correre alle urne e – in caso di sconfitta – tornare ad essere il primo cittadino. Vendola gli risponde che sulle primarie ci sta, ma che di cambiare le leggi non se ne parla proprio: i governi regionali non devono interferire con i consigli. Però se ci tiene si possono fare due giorni prima della data di presentazione del candidato, così se Emiliano perde può tornare a Bari. “Vendola la smetta di fare il capopopolo“, gli risponde il sindaco “così somiglia a Berlusconi“.

INTANTO A ROMA… - Intanto nella Capitale continuano a scannarsi. E gli schieramenti sono sempre gli stessi, guarda caso: veltroniani contro dalemiani. I primi di argomenti a loro favore ne hanno: sarà anche vero che l’UdC è l’ago della bilancia in queste elezioni, ma in quelle scorse non lo è stato; in compenso, Vendola è un candidato che ha già vinto e il suo nome innervosirebbe l’IdV: non ripetono sempre i dalemiani che occorre distinguersi da Di Pietro? Cambiare marcia sui temi etici sembrava poi una delle esigenze sollevate da Bersani al momento dell’elezione a segretario. Ha già cambiato idea, visto che si prende un candidato interno per richiamare Casini e i suoi? In un partito normale, tutta questa querelle si risolverebbe molto semplicemente: contandosi. Possibilmente, nei luoghi preposti e non nella pubblica piazza, facendo ridere avversari e neutrali. Ma non dimentichiamoci che stiamo parlando di Veltroni e D’Alema: due perdenti di successo come loro non accetterebbero mai di stare lontano dalla platea.

     
 

11 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    era Zeman, storicamente, il perdente di successo… :-)

  2. EssEmme scrive:

    Un solo appunto all’analisi politica. L’UdC non si trova (formalmente) in sintonia con Vendola più per questioni etiche che per quelle religiose (Nichi è molto più cattolico di molti politici del partito di Casini).

    Quello che non piace di Vendola al centro è stato il tentativo (non riuscito) di riformare la sanità pugliese e quello (più riuscito) di smarcarsi dai baronati universitari.

    Sarebbe, a mio modo di vedere, una grossa perdita per la Puglia mancare il secondo mandato di Vendola.

  3. Leftorium© scrive:

    Vendola vuole le primarie. Emiliano vuole le primarie. Berlusconi, pure. :)

  4. Tetsuo scrive:

    Cambiano i segretari, ma il PD fa sempre ridere!

    Mai una decisione sostenuta con forza, ma una soluzione che accontenti gli iscritti, niente di niente!

    Conosco abbastanza la Puglia ed in particolare Bari e provincia e so che molte persone apprezzano sia Emiliano che Vendola, ma non il PD, insomma si fidano delle persone più che dei partiti.

    Emiliano è stato rieletto solo al ballottaggio, cosa che dovrebbe far capire al PD che candidando Emiliano alla regione, rischia di perdere Bari e Regione in un colpo solo… si perchè Emiliano è ben voluto a Bari, ma non so a livello regionale che potrebbe succedere.
    Vendola ha governato bene e gli scandali in regione sono praticamente da addebitare al PD ed in virtù di questo, il PD dovrebbe fare un passo indietro e lasciare strada libera a Vendola.

    L’IDV è troppo ossessionata dalla giustizia, ma si sa che lo fanno per raccattare voti (certe cose sono ampiamente condivisibili, altre altamente demagogiche e populiste), mettere un veto a Vendola (che non è indagato ed ha “cacciato” gli assessori coinvolti in inchieste varie) e non metterlo a PD ed UDC è ipocrita, ma oramai sono tutti politici di professione e quindi l’ipocrisia è alla base del loro modo di agire.

    Poi vogliamo parlare dell’UDC?????
    Il partito di Cuffaro tanto per intenderci?

    Ma siamo sicuri che un elettore del PD vuole allearsi con l’UDC????

    Ed io aspetto di sapere che si inventano per la regione lazio… mi viene da ridere!

    • EssEmme scrive:

      Ecco Tetsuo, a parte il commento che condivido appieno, purtroppo rabbrividisco anche io alla sola idea di cosa può venir fuori dall’anti Polverini..

    • Signor Frank scrive:

      Conosco abbastanza la Puglia ed in particolare Bari e provincia e so che molte persone apprezzano sia Emiliano che Vendola, ma non il PD, insomma si fidano delle persone più che dei partiti.

      Esatto, non fosse per loro qui il PD prenderebbe meno voti persino dell’UDC.

      Emiliano è stato rieletto solo al ballottaggio, cosa che dovrebbe far capire al PD che candidando Emiliano alla regione, rischia di perdere Bari e Regione in un colpo solo… si perchè Emiliano è ben voluto a Bari, ma non so a livello regionale che potrebbe succedere.

      Mettiamo pure in conto che a Bari, stranamente, il PdL non fece una vera campagna elettorale. Di Cagno Abbrescia fu candidato controvoglia, in mancanza di altri nomi.

      Vendola ha governato bene e gli scandali in regione sono praticamente da addebitare al PD ed in virtù di questo, il PD dovrebbe fare un passo indietro e lasciare strada libera a Vendola.

      Rispetto alla gestione Fitto siam passati dalla notte al giorno; certo che adesso con lo spettacolino che si è dato sarà difficile recuperare lo svantaggio (si parla di 10 punti) come l’altra volta, quando ci si presentò come ‘la nuova Primavera pugliese’ compatti e determinati.
      Elemosinare l’alleanza dei Cuffaro-Boys e dei dipietristi (ommioddio!) per strappare una manciata di voti in più ed essere continuamente ricattati da ogni parte? Film già visto, pure brutto.

  5. rebyjaco scrive:

    Condivido ciò che dice il Signor Frank, è talmente chiaro tutto questo che sembra persino impossibile che non lo capiscano a ROMA. LO CAPISCONO, sono coscienti, s’illudono di alleare le Famiglie Calabresi di Dalema a quelle Siciliane di Casini/Cuffaro, pretesa stupida, strategia stupida, talmente e CHIARAMETE STUPIDA che immediatamente viene il sospetto (si fa per dire) che è voluta da colui che le ha sbagliate tutte, IL PARASSITA per eccellenza. Non dico altro non ce n’è bisogno.

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  9. Anonimo scrive:

    Come sono contento finalmente nella mia regione nativa s’incomincia a vedere la luce, peccato che non risiedo più in Puglia, avrei votato per Vendola. Cacciamo a calci in culo tutta sta gentaglia che ha illuso per oltre 60 anni gli Italiani,Dalema Bersani Rutelli, e tutta la ciurma, bisogna non votarli più, sono stati la rovina di questa Nazione. A giovani dico: se volete un avvenire migliore datevi una mossa, perché nulla vi viene regalato, se andate avanti così dovete lavorare fino all’ultimo giorno che campate.

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