Quello che vuole dare la cittadinanza agli embrioni
di Redazione - E' il deputato di Pietroburgo che vuole combattere l'aborto
Il deputato di Pietroburgo, Vitaly Milonov – famoso per aver promosso la controversa legge anti-gay, adottata di recente nella citta’ russa – ha proposto di conferire lo status di cittadini agli embrioni. “Propongo di iniziare dalle fondamenta e considerare ogni essere umano come tale in ogni stadio della sua vita, in particolare nello stadio prenatale”, ha detto il deputato a una emittente radiofonica.
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SECONDO IL POLITICO – Secondo il politico, l’aborto in quest’ottica va combattuto ufficialmente come “omicidio”. Milonov ha promesso di presentare una bozza di legge al Parlamento russo per emendare la Costituzione e considerare un bambino non nato – dal momento del suo concepimento o per lo meno da quando il suo cuore inizia a battere – come un cittadino. In Russia l’aborto e’ consentito entro le 12 settimane di gravidanza, fatta eccezione per i casi in cui la donna sia vittima di stupro o la sua salute in pericolo. (AGI)
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Viva l’aborto! io ci fatto il bagno fra i resti di feti abortiti
Vuoi gli applausi o che qualcuno ti dica “oh ma cosa dici! ma quanto sei cinico…e bla bla bla” ?
hyksos,sei un IMBECILLE!! patentato, vai a fare un corso di apprendimento sulla vita umana, solo dopo potrai commentare tra persone normali, 10 000 000 di volte!!IDIOTA!!!
No, troll impostore, tu hai fatto il bagno tra i resti dei tuoi neuroni bolliti.
La Russia è stata la prima nazione a legalizzare l’aborto. Ora è la prima che si sta accorgendo del grave errore. Non solo verso i bimbi fatti a pezzettini e gettati nei rifiuti ma anche verso le madri che spesso piangono il loro figlio per il resto della vita.
Grave errore?
Ma tu stai sempre qui a scrivere?
Enrico, ti do ragione sul fatto che spesso poi le madri piangono per il resto della vita, o comunque si portano dentro un peso: si tratta spesso di un male minore , che a volte bisogna scegliere, e secondo me non è neppure giusto che la decisione spetti unicamente alla madre e che proprio nessuno possa intervenire: il padre , quando è presente dovrebbe avere gli stessi identici diritti della madre, nè più nè meno; ma non è così, e tant’è…
Ma tu non sei contento che in Russia si pratichi l’aborto?
Non sei contento che la popolazione slava , che non ha gli stessi diritti della italiana e che potrebbe invadere la nostra cancellandone la cultura, sia limitata?
Mah…. davvero io non ti capisco!
,-_-,
La decisione spetta anche al padre(se è presente), su questo sono d’accordo
Cosa? Al padre? Se lo deve portare lui in grembo nove mesi?
Ma siamo matti? Questo si chiama “distruggere i diritti della donna, calpestarli e permettere a qualcun’altro di decidere al posto proprio”.
Se proprio il figlio se lo vuole tenere, si facesse impiantare un utero.
Anche il padre, in quanto genitore del “bambino” deve decidere, con la madre, se abortire o meno. La gravidanza non riguarda solo noi donne, ma anche gli uomini. Il tuo commento è pieno di maschilismo, basato su stereotipi secondo i quali l’uomo non deve occuparsi dei bambini.
amq, hai fatto un commento stubito, non é utile a nessuno il tuo pensiero, quindi astieniti di dire scemenze,,,
Ma sul mio cadavere freddo, col cavolo che il padre ha diritto ad impedire alla madre di abortire! Amq ha ragione, il padre non ha voce in capitolo perché non è il suo corpo a dover ospitare il nascituro per 9 mesi. Di fronte al diritto della donna ad essere sovrana sul proprio corpo, le rivendicazioni paterne sul corredo genetico contano quanto il due di briscola con l’asso in tavola.
***
P.S. Io sono un maschietto, a scanso di equivoci…
I Russi sono decisamente avanti a noialtri, qui uccidere bambini nel grembo è legale, quei criminali ce l’avevano spacciato come “progresso”.
Vai in Russia se reputi che sia così tanto “avanti”.
A me sembra il nuovo Iran
Eh, però anche in Russia ci sono orrori: pensa a tutti i bambini uccisi legalmente dai loro padri, ogni volta che si fanno una sega…
E io sono donna, a scanso di equivoci, e penso che la questione sia molto complicata: da un lato è vero che nessuno ha il diritto di obbligare ( o impedire) me,persona, a stendermi su un lettino e fare “qualcosa” sul mio corpo, ma dall’altro credo che un padre abbia lo stesso diritto della madre alla genitorialità e alle scelte su quello che percepisce come un figlio, e non come una rivendicazione sul corredo genetico.
E allora come si fa?
Riscrivo, più o meno, il mio primo commento, chè forse ci son stati problemi di connessione e non si è pubblicato…non so.
Qualcuno parlava di “diritto all’aborto”.
Vorrei ricordare che la legge italiana non parla di “diritto all’aborto”, non è qualcosa che spetta alle donne così come può essere il lavoro o altro, tant’è vero che ci sono dei limiti e dei motivi particolari per cui si può richiedere l’aborto, altrimenti la legge sarebbe stata “come e quando le passa per la testa la donna può interrompere la gravidanza”. La legge italiana parla invece di tutela della maternità e regola, in casi estremi, la pratica abortiva che non deve essere mezzo di controllo delle nascite. Non c’è nemmeno scritto da nessuna parte che le malattie del nascituro sono motivi per cui chiedere l’aborto, il motivo deve sempre essere il pericolo per la salute psicofisica della donna. Che poi in realtà la legge 194 non venga applicata “bene” (o meglio venga applicata secondo i reali significati che si nascondono dietro subdoli termini quali “interruzione di gravidanza”, quasi ci fosse un interruttore che spegne e accende una gravidanza, e non una vita ecc…) e non ci sia alcuna tutela della maternità, che in realtà si pratichi il controllo eugenetico delle nascite ecc… sono un altro paio di maniche, ma, almeno formalmente, l’aborto dovrebbe essere un “rimedio” estremo per casi estremi, il male minore…non un diritto.
Passiamo all’ “ammasso di cellule”: quarant’anni fa, quando si fecero le battaglie pro-aborto, ci poteva anche stare un’affermazione del genere, ma adesso – vi vorrei ricordare – che siamo nel 2012 e la scienza, la tecnologia, le conoscenze, sono andate avanti nel frattempo. Se volete rimanere ferme in concezioni pseudoscientifiche così arretrate…fate pure… O almeno ditelo chiaro, come il ragazzo di prima che ha scritto “viva l’aborto ecc…”: almeno è stato coerente, non gliene frega nulla se muoiono esseri umani ma non dice che sono “ammassi di cellule”.
Per quanto riguarda gli aborti in caso di stupro: sono una piccolissimissima parte gli aborti a seguito di violenza, il resto è per questioni economiche che, se la legge funzionasse, dovrebbe risolvere e tutelare la maternità, mentre invece è più facile incentivare l’aborto. Quel bambino possibilmente, se aiutata, quella donna l’avrebbe tenuta e abortisce a malincuore..quindi…quale diritto? Costrizione si chiama
Perché, scusa, all’inizio un “bambino” cos’è, se non un ammasso di cellule?
delia, un ammasso di cellule sarà il tuo cervello, perché non pensi prima di scrivere? Il bambino già dal concepimento é un essere vivente, ma siccome a voi vi piace uccidere i bimbi, allora gridate i diritti della donna, e i diritti dei bimbi dove li metti?
Il bambino dentro l’utero della madre all’inizio della gravidanza è soltanto un ammasso di cellule. Non posso farci nulla se non comprendi un semplice commento scritto in lingua italiana.
Per Delia,
Sei solo capace di ripetere che è “il feto è un ammasso di cellule” perchè solo negando che sia un essee vivente come me e come te puoi ammettere che venga eliminato; solo così si può giustificare l’aborto, negando quello che di fatto è: un omicidio.
Certo il feto non ha voce nè diritti perchè è l’essere più debole che subisce la violenza del più forte.
Le cose bisogna chiamarle con il loro nome; non è questione di ragionamenti.
Rispondi
Certo, è un essere vivente come me e come le zanzare, che spiaccico senza problemi.
Ok, Delia, ammettiamo pure che l’embrione nei primi giorni sia solo “un ammasso di cellule” come un altro (ma non lo è), ma ti assicuro che arrivato al terzo mese è un bimbo bell’e buono. Secondo te si abortisce quando è “solo un ammasso di cellule”, quando non sai nemmeno che sei incinta?
Un bimbo bello e buono? 0_0 Veramente ancora il suo sistema nervoso si deve sviluppare, secondo te la legge perché ha fissato l’aborto entro i 3 mesi? Così, tanto per? è ovvio che dei medici hanno fatto tanti studi per decidere il tempo utile nel quale abortire.
Siccome quella che non capisce l’Italiano sei tu delia e parli a vanvera, ti scrivo la definizione del feto: Espulsione di un embrione(o feto ) non ancora in grado di vivere normalmente fuori dal grembo materno, L’aborto provocato allo scopo di impedire la nascita di un figlio indesiderato equivale alla deliberata soppressione di una vita umana, nessun medico dirà di abortire entro tre mesi, perché tutti gli organi vitali ci sono già devono solo crescere é nei restanti 6 mesi che questo processo di crescita si compie!!! Siccome tu vuoi giustificare questo scempio di bimbi non nati, pulisci la tua coscienza dicendo che l’aborto é un diritto della donna, IPOCRITA,, é al diritto del bimbo che vuole vivere non pensi?
E tu non pensi ai diritti della donna?
Il bambino ha il diritto di vivere una vita dignitosa, se la madre non gliela può dare allora che avvenga l’aborto. Tu non costringi nessuno a tenere un bambino che non vuole, io sono un uomo ma sembro più donna di te, ragioni come un imbecille
Riscrivo, più o meno, il mio primo commento, chè forse ci son stati problemi di connessione e non si è pubblicato…non so.
Qualcuno parlava di “diritto all’aborto”.
Vorrei ricordare che la legge italiana non parla di “diritto all’aborto”, non è qualcosa che spetta alle donne così come può essere il lavoro o altro, tant’è vero che ci sono dei limiti e dei motivi particolari per cui si può richiedere l’aborto, altrimenti la legge sarebbe stata “come e quando le passa per la testa la donna può interrompere la gravidanza”. La legge italiana parla invece di tutela della maternità e regola, in casi estremi, la pratica abortiva che non deve essere mezzo di controllo delle nascite. Non c’è nemmeno scritto da nessuna parte che le malattie del nascituro sono motivi per cui chiedere l’aborto, il motivo deve sempre essere il pericolo per la salute psicofisica della donna. Che poi in realtà la legge 194 non venga applicata “bene” (o meglio venga applicata secondo i reali significati che si nascondono dietro subdoli termini quali “interruzione di gravidanza”, quasi ci fosse un interruttore che spegne e accende una gravidanza, e non una vita ecc…) e non ci sia alcuna tutela della maternità, che in realtà si pratichi il controllo eugenetico delle nascite ecc… sono un altro paio di maniche, ma, almeno formalmente, l’aborto dovrebbe essere un “rimedio” estremo per casi estremi, il male minore…non un diritto.
” il motivo deve sempre essere il pericolo per la salute psicofisica della donna. ” non è proprio esatto
entro i termini di legge i motivi della donna che vuole abortire sono per la legge, che le affida la più completa e incondizionata libertà di valutare essa stessa i “pericoli” ai quali va incontro, che sono cit.:
“…che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la sua salute fisica o psichica, in relazione o al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito (art. 4).”
Come risulta dalle amplissime formule usate dalla legge, le possibilità di accedere alla IVG nei primi novanta giorni sono praticamente illimitate.
non pericoli in senso stretto quindi, ma “circostanze” molto varie che sono rimesse alla valutazione della donna, senza alcuna possibilità di sindacato da parte dell’autorità o di altri
Lo so che c’è scritto così e nei fatti si può abortire perché il figlio avrà la sindrome di Down, ad esempio, ma, se vogliamo essere pignoli, c’è una leggera differenza linguistica tra il dire “abortisco perché mio figlio sarà down e lui avrà problemi e gli voglio risparmiare questa vita indegna” e tra il dire, come dice la legge, “chiedo di abortire perché avere un figlio down mi creerebbe danni psicologici ecc…” (poi su questo ci sarebbe da discutere); in teoria, se una donna dicesse come motivo il semplice fatto che il figlio sarebbe down…sarebbe come applicare la legge come “mezzo di controllo delle nascite”, invece il motivo deve essere il pericolo per la salute psico-fisica della donna,anche se in relazione a tutte le circostanze elencate all’articolo 4.
Nella pratica nulla cambia, sempre di eugenetica si tratta (nel caso di ” previsioni di anomalie o malformazioni del concepito “) , ma – almeno formalmente, linguisticamente parlando – c’è una leggera differenza che rende la legge italiana più accettabile ai più, anzi espressione di pietà nei confronti di un povero disgraziato malato a cui si eviteranno sofferenze inutili.
Nel 1935 in Germania venne emanata la legge per “La salvaguardia della salute ereditaria del popolo tedesco” con la quale veniva autorizzato l’aborto nel caso in cui uno dei genitori fosse affetto da malattie ereditarie (ossia nel caso di “previsioni di anomalie o malformazioni del concepito” dice la legge italiana non nazista).
Posso confessarlo? In un certo senso, invidio gli antiabortisti. Invidio anzitutto la loro mole di tempo libero (quanto ne hanno per combattere la loro battaglia!) e la loro totale assenza di dubbi e/o timori. Loro non ti conoscono, non sanno niente della storia che porti con te, delle motivazioni (spesso dolorose e sofferte) che ti spingono ad interrompere la gravidanza….. Però SANNO che cosa è meglio per te, più di te stessa! I problemi pratici della vita (come mantengo il figlio non voluto, per dirla volgarmente) non sembrano abbatterli: che ci fa se sei povera, disoccupata, magari sola, di fronte al bimbo-in-pancia? L’unico neo di queste persone spesso assai gradevoli: non potete decidere per conto terzi o pretendere di sapere come altri si sentirà o come altri debba regolare la propria vita. Evocare “omicidio” e “bambini uccisi” con foto ripugnanti ed eludere i problemi seri con un drastico richiamo alla vita e all’amore (belle parole certo, ma che non pagano le bollette, non mettono il pane in tavola e non interessano agli assistenti sociali!!!) non penso giovi alla battaglia che combattono… Anzi!
Inoltre gli anti-abortisti sono spesso coloro che non potranno mai avere un figlio…
Appunto perché capiscono quanto sia doloroso interrompere una gravidanza, quanto è doloroso pensare “ma come farò a crescere mio figlio in queste condizioni” ecc… che i pro life si battono per difendere la vita, tutta, quella dei figli non ancora nati e quella delle madri che dovranno partorirli e crescerli!
Abortire non è una scelta facile, dici tu stessa, quindi non è una cosa bella e auspicabile, non è un diritto ma una cosa brutta; che male c’è a ribadire tutto ciò? Non è forse la verità? Ci sono forse donne che abortiscono per hobby, perché tanto è un “diritto”? Non credo, nemmeno tra chi è favorevole all’aborto. Alla fine anche la maggior parte dei pro choice in fondo pensano che l’aborto sia un male, una scelta da evitare se possibile, o no?
Condivido il tuo pensiero sul fatto che non sia nè bello nè “utile” urlare “assassini” e roba simile, o mostrare fino alla nausea foto di feti abortiti, pro life non significa “contro le donne” ma “per la vita”, tutta; ma devo contraddirti sulla tua espressione “I problemi pratici della vita (come mantengo il figlio non voluto, per dirla volgarmente) non sembrano abbatterli”: è proprio su questo punto che i pro life (almeno in Italia) si battono sin da prima della legge 194 (quando in contemporanea i radicali si battevano per il “diritto all’aborto” e praticavano aborti clandestini nelle loro cliniche con metodi a dir poco disumani), per aiutare le mamme in difficoltà per davvero, psicologicamente e materialmente e non proponendo loro la “via più facile”, ossia l’aborto. Se mi fa male un braccio io lo curo, non lo amputo.
Mai sentito parlare dei CAV, Centri Aiuto alla Vita? E’ tutto gestito da volontari, pensate se questo genere di aiuto (sostegno economico soprattutto) lo desse lo Stato! Utopia? Per questo si battono i pro life, per la vita, per la libertà. Che libertà c’è se sono “costretta” ad abortire perché non ho i mezzi per mantenere mio figlio? Mentre sono facilitata ad abortire chirurgicamente o chimicamente perché lo Stato finanzia una cifra ingente agli ospedali pubblici per far ciò?
Magari i pro-life si limitassero semplicemente ad aiutare le madri incinte per non farle abortire…questa è una “bellissima” marcia pro-life…
http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2012/05/14/misoginia-razzismo-e-ignoranza-ecco-la-marcia-pro-life/
I pro-life dicono vita, vita, vita e poi se ne fregano una volta che il bambino è cresciuto. Non basta dare aiuto alla madre quando il bambino è piccolo, ci sono i libri per la scuola, i vestiti e tante altre squisitezze.
L’aborto non è la via più facile, ma quella più difficile, fai presto a dire “tengo il mio bambino”…e poi ti ritrovi in mezzo a una strada. La donna deve scegliere di abortire e nessuno può impedirlo, quindi questo accanimento dei pro-life contro la legge 194 mi sembra una vera buffonata, se si eliminasse quella legge ritorneremo agli aborti clandestini.
“Per questo si battono i pro life, per la vita, per la libertà.”
Libertà di costringere le donne ad abortire. Che libertà.
“Abortire non è una scelta facile, dici tu stessa, quindi non è una cosa bella e auspicabile, non è un diritto ma una cosa brutta;”
è una cosa brutta, ma le donne hanno il DIRITTO di scegliere di abortire o meno.
Si fa presto a gridare vita, ma se i pro-life vogliono che il bambino nasca, devono aiutare la madre per tutta la vita, fino a quando il bambino non sarà autosufficiente.
Abbiamo un pensiero diverso e non credo che qualcuno cambierà opinione.
Quindi secondo te, Delia, prima di poter dire che una madre non deve uccidere il proprio bambino uno deve dire: garantisco io il sostentamento di tuo figlio fino alla sua maggiore età.
Quindi in pratica a meno che non sei l’INPS (anzi una INPS con i conti in ordine) non puoi dire “non abbandonare tuo figlio”.
Si fa presto a gridare “vita vita”? A gridare sì. Ad aiutare le mamme (140.000 bambini fatti nascere in 30 anni, più di 600.000 mamme aiutate) non si fa presto ma si da il caso che i prolife italiani lo facciano e piuttosto bene.
Io lo faccio di mestiere. tu quante donne hai aiutato a non abortire?
E poi via, l’argomento “ad hominem” è sempre errato. “non uccidere” è un principio giusto, e lo sarebbe anche se lo dicesse il più lercio e crudele dei criminali.
“Quindi secondo te, Delia, prima di poter dire che una madre non deve uccidere il proprio bambino uno deve dire: garantisco io il sostentamento di tuo figlio fino alla sua maggiore età.”
Ovvio, se voi volete che il bambino nasca a tutti costi dovete aiutare la madre sempre, non solo all’inizio.
“Ad aiutare le mamme (140.000 bambini fatti nascere in 30 anni, più di 600.000 mamme aiutate) non si fa presto ma si da il caso che i prolife italiani lo facciano e piuttosto bene.”
Si vede, come no. Conosco tanta gente che non riceve aiuto da nessuno, i pro-life vogliono imporre a tutti il loro modo di volere.
“E poi via, l’argomento “ad hominem” è sempre errato. “non uccidere” è un principio giusto, e lo sarebbe anche se lo dicesse il più lercio e crudele dei criminali.”
E così tu non vorresti che una donna non abortisca mai, neanche se ci sono dei motivi GRAVI? Complimenti.
” nostri centri di aiuto alla vita sono in tutta Italia ed hanno aiutato più di 600.000 donne e fatto nascere circa 140.000 bambini.”
Uao, 140.000 bambini abbandonati a se stessi quando compieranno 5 anni…bravi, bravi. :D Comunque ve lo ripeto, non potete COSTRINGERE una donna a non abortire, quindi se una donna vuole abortire che lo faccia pure. Voi continuate a sostenere la vita, ma non obbligate nessuno a tenere un bambino che non si vuole. Saluti, Delia
“Non uccidere le persone” è giusto. Gli embrioni non sono persone, ucciderli è moralmente lecito.
Ma forse tu ignori che noi siamo pressoché i soli ad affrontarli quei problemi, insieme alle mamme. I nostri centri di aiuto alla vita sono in tutta Italia ed hanno aiutato più di 600.000 donne e fatto nascere circa 140.000 bambini. Questi sono dati, non sono chiacchiere.
Se poi si vogliono giustificare i propri pregiudizi attaccando vanamente chi invece li sbugiarda, e perdipiù si da da fare, e tanto, questo è un altro discorso.
ma quali sono gli aiuti che avete dato a queste 600 mila mamme? e i 140 mila bambini? cosa gli avete dato?
Cos’hanno dato alle mamme? Un accidenti
ma se vogliono far aumentare la natalità bisogna favorire buone condizioni di vita economica e sociale, non costringere le persone a fare figli, che poi sicuramnete diventeranno criminali e mafiosi
“che poi sicuramente diventeranno criminali…” sorvoliamo su queste certezze…
Qualche commento fa dicevo proprio che anzichè favorire l’aborto e spendere tutti questi soldi per gli aborti, si potrebbero investire in aiuti economici alle madri, no? La 194 ha come primo titolo quello sulla tutela della maternità,ma non tutela nulla.
La maggior parte degli aborti non avviene per motivi estremi come gli stupri,ma per motivi economici.
Peccato che ciò che dici non si realizzerà mai. Aiuti economici alle madri? Ahahahahah! Credi che allo Stato si interessi così tanto dei poveri? Ho i miei dubbi
Quindi ammetti che l’aborto non è un diritto, nel senso che è una cosa giusta e bella, ma è un “rimedio estremo”? e che se le cose andassero meglio non ci sarebbe motivo per chiedere di abortire (parlo di motivi economici).
E quindi, siccome gli aiuti economici non arriveranno mai, anzichè battersi per il diritto di nascere, per il diritto ad avere una vita economicamente dignitosa, ci battiamo per l’aborto ed eliminare il problema, senza però risolvere la causa… Non si risolve nulla così
Se volete aiutare le donne a non abortire fatelo, aiutatele economicamente. Ma se, nonostante questo, una donna vuole abortire lo stesso, ella può farlo. Non potete costringere nessuno a tenere un bambino che non vuole. è così e basta. Chi è a favore dell’aborto inoltre non dice “oh, ma che bello l’aborto, che cosa favolosa! Dai! Oggi abortisco, vedremo venerdì se ce la faccio a farmi mettere incinta”, l’aborto è una cosa brutta, ma scegliere di abortire è un DIRITTO.
Delia, il solo fatto che tu lo scriva in maiuscolo non significa niente. Tecnicamente non è un diritto. E anche se lo fosse, noi ci batteremmo per toglierlo di mezzo, perché se la donna avesse il diritto di abortire vorrebbe dire che suo figlio, il suo bambino, ha il dovere di morire.
Chissà come mai gli anti-abortisti parlano sempre solo delle misure di assitenza alla maternità per evitare quegli aborti provocati da motivi economici (su cui mi trovo d’accordo) ma dimenticano sempre quella parte fondamentale dell’educazione sessuale che si chiama contraccezione, che facciamo ogni scopata un figlio? Anche una buona educaione sessuale in questo senso eliminerebbe moltissimi aborti.
Chissà come mai i commenti postati con l’account Facebook sono sempre più ragionevoli, questi semi-anonimi invece … ho una sola curiosità: ma tutti gli stronzi si radunano a scrivere qui, vi siete passati parola oppure invece che un raduno di stronzi è un raduno di troll?
“che facciamo ogni scopata un figlio? ”
Hai detto bene, ti servirebbe una buona educazione sessuale ;-)
Ogni scopata un figlio? O_o E vabbè che tu avrai gli spermatozoi a mille ogni giorno…ma la tua ragazza non ha l’ovulazione ogni giorno!
La cultura dei pro-life si può sintetizzare tutta nella frase di Emanuele.”Noi ci batteremo pechè questo diritto sia cancellato”. Loro sono così, non c’è niente da fare: se un diritto, garantito da una legge, è in contrasto con il loro credo, si tratti di aborto, di fine vita ecc., non saranno contenti fino a quando non saranno riusciti a defraudarti di tale diritto! Non importa che la 194 sia stata stilata con l’approvazione del Consiglio nazionale di Bioetica, che ne ha stabilito i limiti entro i quali una donna può decidere se avere un figlio o meno: perchè sarà down e non siamo tutti eroi,( sento gente che parla a vanvera di eugenetica) perchè una gravidanza indesiderata può esserlo per mille motivi e non solo quelli economici, perchè si tratta del mio corpo ed è dentro di me che il figlio cresce ed è possibile, si possibile, non sentirsi pronte ad accettarlo. No, loro pretendono di importi sempre e con qualunque strategia la visione delle cose secondo il loro unico punto di vista….. Nei limiti stabiliti dalla legge e rispondendo solo alla mia coscienza, rivendico il DIRITTO di poter decidere!
Ah un’altra cosa, visto che fate i precisini lo faccio anch’io, è scientificament esbagliato chiamare l’aborto omicidio e tirare in ballo non uccidere, se l’aborto viene praticato nei termini previsti dalla legge. Un feto non è un essere vivente! Questo è un dato scientifico, anche questi sono fatti, visto che parlate di fatti e di essere sbugiardati.
Veramente il feto è un essere vivente.
Il feto è un insieme di cellule, e una cellula è capace di svolgere tutte le attività proprie della vita: nasce, cresce, si riproduce e muore. Essendo una cellula un essere vivente, il feto è un essere vivente. Non è un uomo, ma vive
Hai ragione scusa mi sono espresso male, volevo dire un feto non è un essere umano quindi non è un omicidio perchè omicidio significa uccisione di un uomo. Vero è che la Bibbia dice non uccidere e non non commettere omicidio, ma ovviamente il significato del non uccidere biblico è quello anche perchè se no potremmo dire che la Bibbia prescrive di diventare vegetariani. Comuqnue grazie di aver corretto la mia imprecisione linguistica, il concetto che hai espresso naturalmente mi era noto. Il termine oltre il quale non si può più abortire se non erro, ma non vorrei essere impreciso di nuovo, corrisponde a quando si forma il tronco encefalico.
Giusta osservazione, “il feto non è un essere vivente” (lapsus ok), “non è un essere umano”. Ti aiuto io ad esprimere le idee che hai sentito da qualche parte in giro: forse volevi dire che “non si può ritenere una persona” perché non ha consapevolezza di sè e bla bla bla? Perché se dici che “non è un essere umano”…e cos’è? un extraterrestre? una gallina? XD
Ah un’ultima cosa:non sono esperta di Bibbia, ma mi sembra che ci siano episodi in cui si mangiano agnelli e altri tipi di carne. Non è che confondi il cristianesimo con qualche religione orientale tipo giainismo?
Non è un essere umano, è solo un ammasso di cellule, e un ammasso di cellule non è un uomo.
Ma allora Delia, mi rimangio quello che ho detto! Guardati foto di feti abortiti e dimmi se vedi un ammasso indistinto di cellule o bimbi in miniatura! O ti guardi un’ecografia…
Oppure sei un troll che ti va di scherzare?
Se non lo ritieni “persona” possiamo discutere filosoficamente quanto ti pare, ma biologicamente è appartenente alla specie homo, con quel dna, quei cromosomi ecc… Se poi vuoi negare pure l’evidenza scientifica…stai convinta come ti pare.
Il vapore non è acqua, dillo all’interrogazione di chimica e vediamo che voto ti mette il prof XD
Liquido,solido o gassoso, è smepre H2O, se poi hai fatto la scoperta della chimica del secolo…dimostramelo pure
Non sai neanche cos’è un troll, per favore, non dire idiozie.
Se fossi stata un troll ti avrei aggredito con mille offese.
Ancora una volta vengono dimostrati le “tecniche” che usano gli
anti-abortisti per mortificare le donne: gridano assassina e mostrano continuamente e in modo ossessivo foto di feti abortiti.
http://www.maancheno.org/wp-content/uploads/2009/11/Aborto-4-settimane.jpg
è un ammasso di cellule.
Mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, dall’uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura; in senso collettivo, la specie umana nelle caratteristiche che la contraddistinguono; l’essere umano in quanto soggetto culturale e nei suoi rapporti con l’ambiente da lui costituito.
Ho preso questa definizione da un dizionario. Un ammasso di cellule non è caratterizzato da un posizione eretta e ha un cervello poco sviluppato, anzi, quasi per niente sviluppato(inizialmente).
Il feto inizialmente è un ammasso di cellule umane, nient’altro.
Scusate, cellule animali, non umane. Piccolo errore! :)
Si, anche le unghie e i capelli sono fatti di cellule vive e hanno il nostro DNA.
Tu che fai, non ti tagli capelli e unghie per non uccidere le cellule?
In ogni commento letto si dà sempre per scontato che l’embrione sia un essere umano, dando così ragione agli antiabortisti, mentre NON LO E’, è un essere umano potenziale, e l’unico essere umano senziente dotato di capacità di intendere e di volere è la donna. Non riconoscere l’arbitrio della donna significa dare adito all’arbitrio di terzi, perché l’embrione NON NE HA. In ogni caso la posizione antiabortista si traduce sempre, per LOGICA, in GRAVIDANZE OBBLIGATORIE. Allora, perché non stabilire per legge quanti figli ogni donna dovrebbe avere e quando? Perché non permetterebbe ai pro-life di salvare la loro ipocrita apparenza di buonisti, rivelando la loro vera natura dittatoriale: così si limitano a rendere le gravidanze obbligatorie solo nel caso-limite di gravidanze indesiderate; da notare la contraddizione oscena: rendono OBBLIGATORIE le gravidanze INDESIDERATE! Senza contare che il “manicheismo” per cui far nascere un figlio è sempre cosa buona e giusta, a qualsiasi condizione, è davvero discutibile: è giusto obbligare ad essere madre, ad esempio, una 14enne o anche una ragazzina più giovane? E poi mi chiedo: coloro che si beano di svolgere attività che aiutano a far nascere bambini, penso che quando sottintendono che il problema dell’avere un figlio sia solo dal concepimento al parto, o tutt’al più ai primi anni dopo la nascita, mentano per ideologia: è impossibile che nel mondo occidentale qualcuno abbia ancora la percezione che la qualità della vita non conti niente.
In ogni commento letto si dà sempre per scontato che l’embrione sia un essere umano, dando così ragione agli antiabortisti, mentre NON LO E’, è un essere umano potenziale, e l’unico essere umano senziente dotato di capacità di volere è la donna. Non riconoscere l’arbitrio della donna significa dare adito all’arbitrio di terzi, perché l’embrione NON NE HA. In ogni caso la posizione antiabortista si traduce sempre, per LOGICA, in GRAVIDANZE OBBLIGATORIE. Allora, perché non stabilire per legge quanti figli ogni donna dovrebbe avere e quando? Perché non permetterebbe ai pro-life di salvare la loro ipocrita apparenza di buonisti, rivelando la loro vera natura dittatoriale: così si limitano a rendere le gravidanze obbligatorie solo nel caso-limite di gravidanze indesiderate; da notare la contraddizione oscena: rendono OBBLIGATORIE le gravidanze INDESIDERATE! Senza contare che il “manicheismo” per cui far nascere un figlio è sempre cosa buona e giusta, a qualsiasi condizione, è davvero discutibile: è giusto obbligare ad essere madre, ad esempio, una 14enne o anche una ragazzina più giovane? E poi mi chiedo: coloro che si beano di svolgere attività che aiutano a far nascere bambini, penso che quando sottintendono che il problema dell’avere un figlio sia solo dal concepimento al parto, o tutt’al più ai primi anni dopo la nascita, mentano per ideologia: è impossibile che nel mondo occidentale qualcuno abbia ancora la percezione che la qualità della vita non conti niente.
L’embrione è un essere umano quanto a DNA. Il punto è che non tutti gli esseri umani sono persone, e l’embrione è proprio il caso che mostra la differenza. Gli antiabortisti continuano ad appuntarsi al DNA come se fosse il nostro DNA a renderci soggetti morali.