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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 29 dicembre 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Lo scrive il Corrierone in prima pagina: “A dieci anni dalla morte, il sindaco di Milano Letizia Moratti ha deciso di intitolare una via o un giardino a Bettino Craxi. Lo farà intorno al 19 gennaio, quando il presidente della repubblica ricorderà il leader socialista al Senato. L’iniziativa è destinata a creare aspre polemiche, che cominciarono durante la gestione di Albertini, ma oggi si inserisce in un contesto storico diverso. Letizia Moratti ne ha già parlato con la famiglia e i tecnici comunali della Toponomastica sono già al lavoro: hanno individuato quattro o cinque aree, le più vicine possibili al centro“. Come aveva promesso, quindi, Letizia attende dieci anni e intitola nella sua Milano un ricordo toponomastico al leader socialista, di cui ricorrono le celebrazioni per i dieci anni dalla morte a gennaio prossimo, per le quali è atteso anche un discorso “pacificatore” da parte del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ed è quello che ci si attendeva, se non altro perché la decisione era nell’aria da molti anni: quando l’atto diverrà pubblico scatenerà una serie di polemiche revisioniste e contro-revisioniste sul ruolo storico dello Statista Bettino (sic). Morto in esilio o latitante a seconda delle letture, riserva della Repubblica o ladrone comune per i due schieramenti. E sarà interessante vedere che tipo di atteggiamento manterrà il Partito Democratico.

4224893576 cf35c9a92e o Moratti, Craxi e gli islamici da fermare per Il GiornaleNel frattempo è il Giornale di Vittorio Feltri che contribuisce a svelenire il clima in un periodo in cui, sinceramente, se ne sentiva davvero il bisogno: “Riesplode il terrorismo, servono misure di emergenza: fermiamo gli immigrati islamici” titola come al solito in grandissima amicizia. E contro chi spara, Feltri? Facile indovinarlo: “In Italia, invece di selezionare l’ingresso degli stranieri, si presenta una legge per dare la cittadinanza facile a tutti“. Chissà cosa ne penserà, Osama Bin Laden, del fatto che viene utilizzato in Italia per dare addosso al presidente della Camera Gianfranco Fini dal quotidiano di proprietà del fratello del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

E chissà cosa ne penseranno, gli eredi di John Fitzgerald Kennedy, del titolo di prima pagina: “Ecco Kennedy, mito della sinistra Altro che l’harem di Silvio…“. Il titolo dell’articolo è inequivocabile, e solo leggendo le righe finali si capisce che il tutto è stato messo in forma dubitativa: anche il Tg1 di ieri sera dava la notizia in forma certa, nonostante fosse già pubblico da un bel po’ che lo scoop di Tmz era in realtà un falso, visto che la foto segreta che doveva ritrarre il presidente morto a Dallas durante una vacanza peccaminosa nel 1956, era in realtà uno scatto di Playboy uscito sulla rivista nel 1967, ovvero ben quattro anni dopo l’assassinio del presidente. Un vero peccato: erano tutti pronti a fare il paragone con Berlusconi. E a tal proposito, qualche titolista nel quotidiano che fu di Montanelli ora dovrà fornire qualche spiegazione: nel titolo si parla di Harem, ma Silvio ha sempre negato di avere un harem. E adesso chi glielo dice, che invece il Giornale rivela che era tutto vero?

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