Tecnologia

Esplosioni in rete: la bomba fai-da-te fa il giro del web

29 dicembre 2009

Dopo il fallito attentato sul volo Delta, sta circolando nelle ultime ore un video di un esplosivo nascosto in una normale penna capace di far liquefare un cocomero nel giro di un istante. In Italia la notizia è stata ripresa dal Tgcom di Mediaset. Ma sembra un fake

Appena si finisce di vedere il video si rimane sconcertati e impauriti. Non ci saremmo mai immaginati che potesse essere così facile poter portare in modo così semplice un esplosivo capace di un tale danno. Ma è davvero così? Il video di certo non aiuta (volutamente) a capire. Le immagini sono di bassa qualità e non vengono date specifiche tecniche sull’esplosivo usato, tranne che per un valore, la velocità di detonazione (vDet). Il video descrive un esplosivo di medio-bassa Vdet (quasi la metà rispetto all’esplosivo che sembra essere stato usato da Mutallab sul volo 253 del 25 dicembre). Eppure gli effetti sul cocomero sembrano devastanti per una quantità minima usata.

IL PETN – Mutallab ha usato il PETN, un esplosivo non così facile da reperire, nonostante la sua formula sia conosciuta e utilizzata in campo militare sin dalla prima guerra mondiale. Questo esplosivo è la combinazione di acidi nitrici e solforici, difficili da manipolare se non da mani esperte e in condizioni ben più agevoli che con una siringa al riparo di una coperta nello stretto sedile di un aereo in volo. Il PETN fu anche utilizzato nel fallito attentato di Richard Reid nel dicembre del 2001 (conosciuto anche come il terrorista delle scarpe). Secondo queste dimostrazioni (qui e qui ) rispettivamente 10 e 4 grammi di esplosivo avrebbero degli effetti comparabilmente molto minori rispetto alla strana miscela del video che sta spopolando su internet, pari a circa 50 milligrammi a giudicare dalle immagini. Secondo le prime ricostruzioni Mutallab era in possesso di circa 80 grammi di PETN.

FAKE ON FAKE? – L’assoluta non chiarezza delle immagini e della ricostruzione fatta nel filmato, e soprattutto le quantità misere utilizzate per far saltare in aria l’anguria tendono a far credere che il video è solo un falso, buono per creare allarme in momenti in cui i nervi delle persone sono scoperti. Soprattutto se si lancia la notizia su internet come ha fatto la redazione online di Mediaset senza cercare un esperto che confermasse o smentisse le immagini. Allo stesso tempo è vero che esistono esplosivi sufficientemente potenti che – se ben compressi e innescati – possono provocare danni simili al video mostrato. Ma in quel caso non sarebbero affatto di facile reperibilità, come gli acidi base usati per (tentare di) combinare il PETN. Non è un caso che nei due tentativi effettuati finora ci siano stati altrettanti fallimenti: anche se addestrati, maneggiare gli esplosivi è cosa da professionisti e farlo con mezzi di fortuna, senza poter guardare bene i propri movimenti per paura di essere sorpresi è un vero e proprio azzardo. Inoltre alcuni internauti dichiarano che il video in realtà circolava già nel 2001, poco dopo l’attacco alle Torri Gemelle e già a quel tempo si bollava come falso.

7 commenti a Esplosioni in rete: la bomba fai-da-te fa il giro del web

  1. che esagerazione, l’intero pianeta. Basterebbero gli interisti.

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  3. maria teresa

    Difficile, sì, impossibile no. Anche sulla manualità in fondo si può non essere esperti, ma avere una propensione personale alla precisione. E quindi speriamo che il Mucciaccia del video non abbia insegnato nulla a nessuno

  4. PiccoloChem

    Video ultra fasullo. Il cocomero è stato fatto esplodere con una carica vera, nascosta. Ci sono ragioni fisiche perché quella piccola massa rossastra non può produrre tutto quel gas e quel materiale incombusto. Mica ci sono in gioco reazioni nucleari.

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