“La magistratura non poteva non intervenire”
di Redazione - L'associazione nazionale magistrati commenta il caso Ilva
“La magistratura non intende invadere l’ambito di competenza di altre Autorita’, ma, in presenza di violazioni della legge penale, non puo’ fare a meno di intervenire, con gli strumenti giudiziari ordinari, ove gli organi amministrativi di controllo non siano riusciti ad assicurare negli anni la tutela ambientale, con gravissimo rischio per la salute dei cittadini; situazione, questa, da lungo tempo esistente nell’area tarantina, ben nota e accertata anche sulla base di perizie tecniche”. Cosi’ l’Associazione nazionale magistrati in una nota riguardo all’Ilva di Taranto.
PRECISAZIONI - L’Anm, con riferimento alle reazioni seguite al provvedimento di sequestro di alcune aree dello stabilimento Ilva di Taranto, “nel rammentare che il diritto alla salute e il diritto al lavoro sono entrambi beni tutelati dalla Costituzione, evidenzia che, in base all’art. 41 della Carta fondamentale, l’iniziativa economica privata non puo’ svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza”. L’Anm “auspica vivamente che sia compiuto ogni sforzo per contemperare la tutela della salute con quella dell’occupazione, che autorita’ politica, forze sociali e magistratura, ciascuna nel proprio ambito, operino serenamente verso tale obiettivo condiviso e che si rifugga da logiche di scontro, che rischiano di alimentare tensioni e non giovano all’individuazione di una giusta soluzione, nell’interesse dei cittadini”
INSULTI – L’Anm, in relazione ad alcuni commenti apparsi sugli organi di stampa “gravemente offensivi nei confronti dei magistrati che si stanno occupando della vicenda giudiziaria dell’Ilva di Taranto, ribadisce che la critica dei provvedimenti giudiziari e’ pienamente legittima e costituisce anche uno stimolo all’operato della magistratura purche’ essa sia corretta e obiettiva, senza mai trascendere in giudizi che attengono alla sfera personale e privata” (Ndr: Libero aveva dato della “zitella” alla Todisco). L’Anm “auspica pertanto che il prosieguo delle attivita’ giudiziarie in corso avvenga in un clima di necessaria serenita’ secondo il normale evolversi delle dinamiche processuali, evitando comportamenti che possano alimentare ulteriori tensioni” (Agi/dire)
MARIO LAPORTA/AFP/GettyImages in copertina












L’associazione nazionale magistrati, è una vera porcheria, questi sono gli stessi che difesero il giudice del caso Tortora, promuovendolo poi anche a più alti incarichi. Sono gli stessi che presero le parti di De Magistris, che palesemente cercava fama e non giustizia. Ora si pongono in difesa di quest’altro PM esaltato che vuole imitare De Magistris, facendo però molto più danno. Dicono che la magistratura, in presenza di un reato penale, non può fare a meno di intervenire, frase ovvia e banale sentita ormai decine di volte, è il modo come si interviene che vi si contesta, è quindi quello che dovete spiegare, non l’intervento. Come ho già detto in altre occasioni, lo scarico delle automobili, provoca molte migliaia di morti all’anno, che si fa? Si sequestra forse l’intero parco auto italiano? Di certo no, ma si impone alle aziende costruttrici di montare dispositivi antinquinamento. Quindi, all’acciaieria andava imposto il rispetto delle norme, ma a quanto pare, per colpa di un giudice irresponsabile ed esaltato,si sta rischiando la catastrofe sociale.
Il governo non abbia paura, sostituisca immediatamente il magistrato pazzo, prima che faccia ulteriori danni, tanto in parlamento nessun partito politico oserà difenderlo, se non vuol rischiare l’ira dei propri elettori.
Impariamo a distinguere i fatti dalla demagogia raccontata per dividere la gente, Donato. Quali prove ci sono che la Todisco voglia candidarsi? Quali che faccia ciò che ha fatto per una voglia (poi mi spiegherai perché) insana di far licenziare migliaia di persone? facciamo un esercizio che come popolo ci servirebbe molto: parliamo solo se abbiamo uno straccio di prova.
Gent. signora-ina
E’ lungo l’elenco di giudici che si sono inventati inchieste di sana pianta ai danni di personaggi noti. Tutto ciò, al solo scopo di ottenere visibilità mediatica, sfruttata dopo per le loro ambizioni personali. Per ragioni di brevità, ti cito solo un esempio:
Un PM della procura di Catanzaro, con tutto ciò che c’era da fare nella sua provincia, non trovò di meglio che accusare Sgarbi di essere un capomafia. Ovviamente l’inchiesta si concluse con un non luogo a procedere ed un congruo risarcimento danni a quello stronzo di Sgarbi, pagato coi soldi dei contribuenti.
Ora, gentile sig. non era più lugico costringere l’ilva, anche con pesantissime multe, ad adeguarsi ai parametri di inquinamento stabiliti? Invece no, si deve rischiare la chiusura. Sa cosa comporterebbe questo per la città di Taranto e per l’intero mezzogiorno? Un forte ulteriore impoverimento. L’Italia, non potendo rimanere senza produzione di acciaio, le prossime fonderie le costruirebbe al nord, per la gioia della lega e alla faccia di noi stronzi meridionali. Come ho già detto nel commento, le auto uccidono più dell’ilva, ma nessuno si sogna di mettere sotto sequestro l’itero parco auto italiano, si interviene per imporre gli adeguamenti.
Nessuno dice che la magistratura non doveva intervenire, è il modo che gli si contesta. La Todisco si sta comportando da irresponsabile, non so se è una cretina o lo fa di proposito, in entrambi i casi però, va fermata con qualsiasi mezzo.
ilbrigante2012@libero.it