Un manifesto di auguri che ha in sé un duro “J’accuse” contro la politica, le istituzioni e la stessa magistratura. “L’omertà di alcune persone del Pd – sostiene la vedova – è responsabile della morte di Gino”.
Più che auguri natalizi sono state vere proprie accuse. Libera Vingiani, la vedova del consigliere comunale del Pd di Castellammare di Stabia, Gino Tommasino, ucciso lo scorso febbraio in un agguato di camorra, peraltro da un killer risultato iscritto proprio al suo stesso partito, ha scelto la “formula” del manifesto affisso sui muri della la città per far conoscere il suo punto di vista sull’intera vicenda e mandare degli auguri, diciamo così, molto “particolari” alla cittadinanza, al mondo politico locale (e non) e agli stessi inquirenti.
AUGURI AL VETRIOLO - Il manifesto intitolato The wishes day (Il giorno degli auguri) comincia col seguente incipit: “Le buone azioni non contano se per soldi si distrugge una vita umana. Gli uomini non hanno considerato, hanno preferito odiare. Auguri ad amici e conoscenti fugati”. In cui si avverte, evidentemente, da parte della vedova un senso di solitudine e, forse, anche di emarginazione. “Auguri all’associazione Itaca – scrive la Vingiani - che pur perdendo il suo referente continuerà a lavorare per le giuste cause”. Itaca è il nome dell’associazione culturale presieduta fino all’anno scorso dallo stesso Gino Tommasino. In passato si era occupata della situazione di crisi in cui versano le Terme di Stabia – peraltro presiedute proprio dal fratello della Vingiani, Luigi - e della vicenda legata agli espropri dei terreni nella zona di Via Einaudi, dove abitava il consigliere comunale del Pd, per permettere il raddoppio dei binari della linea della Circumvesuviana. Poi, in modo quasi incalzante, segue una fitta raffica di auguri, ma forse sarebbe meglio parlare di nemmeno tanto velate accuse, al quadro politico cittadino. In particolare : “Auguri ai politici della giunta comunale Vozza: hanno fatto già sentenza prima che ce ne fosse una. Auguri a quei cittadini stabiesi che non hanno conosciuto personalmente mio marito ma ne hanno parlato. Auguri ai vecchi politici pronti per l’elezione 2010: non so con quali buoni propositi. Auguri a tutte quelle persone che come mio marito si sono battute anche per questioni non personali: e che non ci sono più”. Per la signora Vingiani, quindi, la politica ha fatto in fretta a dimenticare suo marito. Nonostante i perché di quell’omicidio sono ancora tutti lì, sullo sfondo, tuttora irrisolti. Inoltre, prosegue la lettera-manifesto: “Auguri alla persona “X” che ha distrutto la mia famiglia. Auguri a quegli “ominicchi”: che agiscono alle spalle delle persone oneste. Auguri a tutte quelle persone intorno a mio marito: era solo un tornaconto. Auguri alla commissione d’accesso: ha avuto il successo di una meteora. Auguri a tutti quelli che hanno condannato mio marito a morte: lavandosi le mani. Auguri alle famiglie dei killer. Auguri alla camorra che distrugge: in cambio di cosa? Auguri alle forze dell’ordine: che abbiano sempre il senso del dovere. Auguri alle Terme.. .Stabiane: non sanno ancora il loro destino. Auguri ai magistrati: che siano neutrali”. Un crescendo, come si vede, di accuse che tirano in ballo prima la Commissione d’accesso inviata dal prefetto di Napoli che, però, non avrebbe accertato ancora niente di particolarmente grave. E ancora, come in ogni giallo che si
rispetti, c’è pure un Mr. X, quello che ha distrutto la famiglia Tommasino. Il riferimento è al mandante dell’agguato. Ad ordinare l’omicidio sarebbe stato, anche sulla scorta delle rivelazioni degli stessi esecutori materiali dell’omicidio, poi nel frattempo, diventati pentiti, il clan camorrista dei D’Alessandro. Eppure, la vedova parla in modo sibillino, forse criptico, di “persona X”. Segue, inoltre, l’augurio alle famiglie degli stessi killer ed un preciso e mirato “messaggio” ai magistrati: “siano neutrali”. La Vingiani, anche sulla base dei quasi quotidiani “rumors” di stampa che si susseguono, evidentemente, teme che la figura del marito finisca per risultare il solo “capro espiatorio” di tutta l’inquietante vicenda. Per lei c’è dell’altro, molto altro ancora… che deve venire alla luce.
LA VEDOVA CONTRO IL PD – “L’omertà di alcune persone del Pd è responsabile della morte di Gino”. Così, qualche giorno fa, la stessa Libera Vingiani commentava la “campagna” lanciata dal Partito democratico stabiese per la “riconferma delle tessere del 2009”. “Questo tesseramento rappresenta tutta la falsità che circondava mio marito all’interno del partito e della politica a Castellammare – rincarava la dose la vedova Tommasino –, siamo di fronte ad una farsa messa in scena soltanto per cercare di raccogliere voti in vista delle elezioni di marzo”. La Vingiani era stata invitata dal Commissario del Pd, Paolo Persico, a rinnovare la tessera. Una mossa apparsa a molti, per la verità, quantomeno fuori luogo. “Gli assassini di Gino – accusa la vedova- stavano in quel partito con la collaborazione di altri, ecco perché continuerò nella mia lotta affinché vengano fuori i nomi di queste persone colluse. Mi fermerò soltanto quando sarà fatta giustizia. Siamo di fronte ad una farsa – ha chiarito – una manovra del partito organizzata nel tentativo di raccogliere adesioni. Ma di concreto c’è ben poco, lo dimostra il fatto che lo stesso commissario cittadino Paolo Persico non è riuscito a dimostrare come i killer sono entrati nel partito”. “Mi sono recata alla sezione del partito – ha poi aggiunto – per guardare in faccia coloro che mi dovevano invitare a sottoscrivere il documento contro la camorra. Ho voluto conoscere chi avrà il compito di accettare o rifiutare la mia iscrizione, dopo che sono stata accusata e messa sotto controllo dagli inquirenti, adesso che mi sento parte lesa e ritengo che sia mio diritto capire come saranno giudicate le adesioni al partito”. Forse è stata una provocazione, ma quasi certamente si è trattato un ben preciso J’accuse al quale il commissario inviato dalla federazione napoletana ha così ribattuto: “Il caso dell’azzeramento delle tessere ha pochi precedenti – sostiene Paolo Persico – e lo abbiamo attuato con la consapevolezza di aver avuto seri problemi e sottovalutazioni nel tesseramento. Da oggi si riparte con un nuovo impegno, una profonda riflessione del gruppo dirigente e delle candidature”. Sulla vicenda non ha potuto esimersi dall’esprimere la sua opinione in proposito persino il senatore del Pdl, Maurizio Gasparri: “Gli esponenti della sinistra sono tutti responsabili dei disastri e dovrebbero chiedere scusa agli elettori ricominciando daccapo”. Un contributo al dibattito, come si legge, davvero fondamentale.























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Capisco il dolore vedova, ma non mi è piaciuta questa iniziativa. Se ha qualcosa da “denunciare” lo facesse, innanzitutto, recandosi dalla magistratura.
Il manifesto sembra non sia piaciuto nemmeno in procura. Eccoti questa news di stampa fresca, fresca.
La signora Vingiani è stata convocata in Procura a Napoli.
Magari hanno letto proprio stamattina Giornalettismo, hai visto mai?!
Ma Gasparri ha fatto una scommessa per non lasciarsi sfuggire occasione per aprire bocca e fare dischiarazioni memorabili?
Preghierina a Gasparri: “A Natale Puoi, Fare Quello Che Non Puoi Fare Mai”… Tacere!