Se all’Ilva è vietato lavorare

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Un divieto di lavoro: così, secondo la politica a reti unificate, bisogna interpretare il no del Gip alla ripresa della produzione dell’Ilva di Taranto, e l’ordine di dedicarsi soltanto al risanamento ambientale. Secondo Stefano Fassina, addirittura, la decisione è “irrituale”. Bene, magari lo è perché nessuno ha letto cosa ha scritto il Gip:

All’Ilva, quindi, non è per niente vietato lavorare. Semplicemente, è necessario che si lavori in primo luogo per garantire la salute di operai e residenti nella zona, dopo secoli in cui ogni parametro è stato superato senza che nessuno dicesse niente, e tanti ministri hanno cambiato le regole per fare un favore ai Riva.

E’ successo per anni senza che Pd e PdL avessero nulla da ridire. Se adesso la musica è cambiata, un po’ di ulteriore silenzio non guasterebbe.

P.S.: nell’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, il ministro dell’Ambiente Corrado Clini rilascia una dichiarazione veramente fantastica:

Il risanamento degli impianti industriali va fatto da chi li conosce, altrimenti si compie un altro dei capolavori della burocrazia italiana che affida compiti in materie specifiche a esperti non sempre troppo esperti.

In effetti, come dar torto al ministro? Basta con il mito degli esperti mandati a risolvere i problemi. Delle industrie, come del paese. O no?

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1 Commento

  1. Donato melchiorre scrive:

    Forza giudici, ormai ci avete preso gusto. Tanti vostri colleghi siedono in parlamento dopo aver ottenuto notorietà rovinando la gente con inchieste inventate di sana pianta.
    Imporre all’ilva di adeguarsi ai parametri legali di inquinamento è giusto, però non avreste ottenuto molta notorietà. Meglio la chiusura, fa molto più rumore, vero? E che importa se poi migliaia di posti di lavoro vanno all’aria?
    Questa decisione è a dir poco balorda, le auto ad esempio inquinano molto più dell’ilva, le si costringe man mano ad adeguarsi con marmitte catalitiche e quant’altro. In base al metro applicato a Taranto però, si dovrebbe sequestrare l’intero parco auto italiano. A mio avviso, gli operai di Taranto hanno il diritto di reagire in QUALUNQUE modo essi ritengono opportuno contro le malefatte di questa gente che sul loro sangue, mira a sedere fra qualche anno in parlamento.

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